A COLLOQUIO CON FRANCESCA PANICO di Giovanni Moschella

Abbiamo intervistato la pittrice Francesca Panico da molto tempo dedita alla pittura e molto legata alla sua terra.

Ci parli dei suoi studi e della sua formazione.

Sono Diplomata in Stilista di Moda – Arte Applicata – Maestra D’Arte, presso l’Istituto D’Arte U.Boccioni di Napoli.

Terminati gli studi, sono stata assunta come Disegnatrice di Moda presso una nominata casa di moda e successivamente, sia per interesse, sia per nuove conoscenze tecniche, incominciai a lavorare per  uno studio grafico, dove realizzavo puzzle in 3D per bambini.

E fu in quel periodo che in me è nato sempre più il desiderio di accostarmi alla pittura,

libertà di espressione, con il desiderio di mettermi in gioco, sperimentando nuovi modi di espressione e tecniche pittoriche.

 

Quando nasce l’interesse per la pittura.

Devo dire che la pittura nasce con me. Sin dai tempi dell’istituto, esprimevo fra i banchi di scuola, un forte carattere, talvolta anche ribelle. Non amo seguire le mode né le tendenze,

amo sentire la libertà di esprimermi a pieno.

La mia è una continua ricerca dell’io interiore, e nella pittura ho ritrovato me stessa.

Il mio è un continuo grido, ma silenzioso, un grido dell’anima, volto ad esorcizzare il negativo, volto ad vomitare il male.

Nelle mie opere è evidente la matrice popolare, traendo forza dalla mia tanto esplosiva

ed amata terra.

Quali sono i soggetti che preferisce dipingere.

Non ho soggetti rincorrenti, il mio è  il continuo raccontare di un sentimento di passione e voglia di riscatto, sia per me, sia per la mia bella Napoli.

Che cosa vuole comunicare al fruitore con le sue opere.

Da critici sono stata definita l’artista che esprime il sentimento di Napoli.

Infatti essendo io stessa contraddittoria,  nelle mie opere racconto la mia città delle sue mille  contraddizioni,  delle sue mille sfumature, dei suoi mille colori della sua arte presepiale.

Ed è proprio  quest’ultima che di recente ho rappresentato nelle mie opere, Angeli e Madonne

realizzati in rilievo, quasi come sculture, dove la voglia di toccare i personaggi giunge al cuore per trasmettere amore. Una scrittrice, Antonia Anna Pinna, che ringrazio, mi ha dedicato di recente  un suo pensiero sui miei angeli affermando che “Francesca non crea solo Angeli, è un artista a tutto tondo; di grande sensibilità e innovazione nell’ambito della pittura contemporanea. L’impronta partenopea si evince dalla generosità del suo creare a piene mani donando il suo più intimo essere; sottolineo le sue origini Napoletane perché quando si nasce e cresce respirando la bellezza e l’oltraggio di una terra sempre gravida di sogno e realtà mescolate con i profumi e i colori nelle gradazioni più forti nascono artisti che non hanno paura di osare e le sue composizioni celestiali ci commuovono particolarmente lasciandoci un’impronta fatata. In ogni sua opera rinnova la vita e la speranza in un futuro possibile, ma gli Angeli sì… le somigliano tanto”.

Quali sono i suoi interessi oltre la pittura.

I miei interessi, oltre alla pittura?  L’incondizionato amore che ho per tutti gli animali, soprattutto per i miei cani. Ne ho quattro e tutti trovatelli. Questa passione mi ha indotta a trasferirmi in una villa in provincia di Napoli, dove ho aperto anche una Home Gallery, inaugurata due anni fa con la presenza di scrittori giunti dalla Calabria ed il sindaco di Calvizzano, Giuseppe Salatiello e fu in     quell’occasione che il Sindaco stesso mi commissionò un’opera per il Comune  trattando il tema “Terra dei Fuochi”.

E su questo tema che ultimamente ho realizzato e compiuto un’azione per i vicoli di Napoli, dove   presto sarà commentata dalla rivista”Espresso Napoletano”che uscirà a breve.

Grazie per la gentile intervista e buon lavoro.

Grazie a lei e buon lavoro.

Giovanni Moschella

@Riproduzione riservata

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