A COLLOQUIO CON LUCIA GAETA

Abbiamo intervistato la poetessa Lucia Gaeta, responsabile della delegazione della casa editrice “Il Saggio” per Avellino e ha pubblicato diversi testi di poesia.

Ci parli dei suoi studi.

Mi sorprende il fatto che ancora oggi, molti pensano che scrivere poesia, sia appannaggio di chi ha un titolo di studio di un certo rilievo. Difatti spesso mi è capitato di essere immeritatamente considerata una dottoressa, oppure un’insegnante, poiché molti credono che io sia laureata.

Colgo quindi volentieri l’occasione per chiarire la mia appartenenza ad una famiglia di operai, all’epoca legati allo stereotipo delle figlie femmine, a cui bastava (ed avanzava) saper leggere scrivere e far di conto e quello dei figli maschi, volenterosi o meno, a cui era doveroso garantire almeno un diploma per facilitarne l’accesso al mondo del lavoro.

Del resto, i maschi, nella vecchia mentalità, potevano solo ambire ad un lavoro; le femmine tutto sommato, avevano la possibilità intrinseca di potersi occupare della casa e dei figli, il lavoro era considerata una seconda chance, non indispensabile.

Questa mentalità mi ha vista mortificata nella possibilità di continuare gli studi a favore di un precoce impegno nel mondo del lavoro. Prima di entrare in Fiat, ormai trentenne, già mamma e un divorzio alle spalle, ho iniziato e imparato vari lavori, dai quali ho tratto sempre il massimo, facendo affidamento su un carattere curioso, attento e volenteroso.

Oggi, grazie ad anni di passione per la lettura, la poesia, la voglia e la necessità di esprimermi, oltre alla sempre crescente volontà d’imparare cose nuove, credo di aver colmato il classico “gap” che anni orsono, sentivo pesante come un macigno, sempre presente fra me e le persone che hanno “studiato”, con le quali inevitabilmente entravo in contatto.

Ho voluto quindi sfidarmi, nonostante la sostanziale timidezza, affrontando ogni volta che mi capita, “la paura” di parlare in pubblico ed ho scoperto che, sebbene mi sia più agevole esprimermi scrivendo, parlare in pubblico non è una paura che appartiene solo a chi non ha titoli di studio di un certo livello. Per evitare rischi inutili, cerco sempre di esprimere concetti semplici ma efficaci dal punto di vista comunicativo e onestamente, studi o non studi, sono già abbastanza contenta di me, cosciente che fino alla fine dei miei giorni, come tutti, avrò sempre qualcosa da imparare.

Quando nasce l’interesse per la poesia.

La voglia di comunicare i miei pensieri e gli stati d’animo mi accompagnano fin dall’infanzia, ma per carenza di capacità espressive è rimasta sempre molto fievole. Poi mi sono capitate cose nella vita che mi hanno costretta a trovare un modo per farlo, diventando per me una sorta di terapia psicologica, dalla quale ne ho tratto benefici morali potenti. Nel frattempo anche le mie letture, all’inizio sporadiche e poi sempre più assidue, mi hanno consentito di trasformare in prosa stati d’animo, dolore, sensazioni belle e meno belle. Avevo tutto quello che scrivevo, sparso in una miriade di foglietti e la voglia di metterli in ordine trascrivendoli al computer, ha fatto il resto.

Ha pubblicato diversi testi di poesia, quale la rappresenta di più e perché.

In effetti, in ognuna delle poesie c’è un pezzetto di me, della mia anima, sceglierne una soltanto è molto difficile e ingiusto nei confronti di tutte le altre che amo, singolarmente e in modo diverso. C’è stata una di queste che in un dato momento ha rappresentato davvero una svolta nei miei pensieri e nella mia vita, tant’è che ha titolato il mio primo quaderno di poesie, “L’alba dei miei ricordi” edizioni “Il Papavero” pubblicato nel 2010, allo stesso modo nel 2011 in un secondo quaderno di poesie, per la medesima casa editrice, ho usato il titolo di un’altra poesia a me cara “Schegge di vita”. A breve pubblicherò una mia raccolta che include molte delle poesie già pubblicate ed altre ancora, che nel corso di questi anni ho scritto, sia in lingua che in vernacolo. “L’amore oltre” sarà il titolo di questo libro e stavolta pubblicherò con la stessa casa editrice con la quale ho l’onore ed il piacere di collaborare, si tratta del Centro Culturale Studi Storici “Il Saggio” il cui direttore è il fantastico amico Peppe Barra di Eboli.

E’ la  responsabile della delegazione della casa editrice “Il Saggio” per Avellino, quale l’obiettivo.

Come ho già anticipato nella precedente domanda, ho avuto l’onore ed il piacere di aiutare, a titolo completamente gratuito, una persona che stimo profondamente, di recente nomina a Cavaliere della Repubblica, per aver diffuso e incentivato la cultura negli ultimi ventisei anni. L’obiettivo è affiancarlo nella sua missione culturale, sostenendolo all’interno dell’associazione e all’esterno, arricchendo di contenuti sia le due riviste mensili de “Il Saggio”, sia occupandomi di fare da talent scout ed affiancare tante amiche e amici che desiderano pubblicare i loro capolavori. A questo scopo, Peppe Barra mi ha concesso di curare una collana di libri di poesie che ho voluto intitolare “Il quadrifoglio”, proprio come una delle mie passioni; ne cerco ovunque e ne trovo in quantità tali che, oltre ad avere una cospicua quantità ormai incorniciati, ne regalo praticamente a tutti, ogni volta che mi si presenta l’occasione, sperando dal profondo del mio cuore che la fortuna possa raggiungere qualcuno di loro.

Su facebook ha creato e gestisce il gruppo “Gli Amici diVersi di Lucia Gaeta”, com’è cambiata la società con l’avvento dei social network.

 Da diversi anni, grazie alla poesia, ho trovato e conosciuto, anche di persona, moltissimi amici con la medesima passione e la rivoluzione dei social network mi ha consentito d’incontrarli quasi quotidianamente, in maniera asincrona nei ritagli di tempo che la giornata offre a tutti noi, grazie al gruppo Facebook “Gli amici diVersi” (https://www.facebook.com/groups/amicidiversi).

Devo dire che grazie al profilo personale che ho aperto ormai da cinque anni e il gruppo di poesia, arrivato poco dopo, il mio mondo è sicuramente cambiato. Oltre ai rapporti “reali” ho uno scambio profondo, sia dal punto di vista umano che culturale, con persone diversissime. La maggior parte di esse sono solo virtuali, persone che si sono aggiunte anche da diversi paesi del mondo. La cosa fantastica è che, senza le barriere normalmente costituite dalle distanze, riusciamo ad intrattenere rapporti anche di tipo personale, oserei dire talvolta intimo, con alcune di loro. Mi viene in mente una mia particolare amicizia con una signora italo-canadese, Carmelina ed io siamo riuscite ad incontrarci, grazie ad un viaggio che col marito ha voluto organizzare proprio in Italia; mi ha confessato poi che il motivo principale di quel viaggio era incontrarci di persona ed è stato bellissimo. Questo è solo uno degli innumerevoli episodi, il più eclatante, data la notevole distanza fra noi, ma lunghe telefonate, conversazioni scritte con mex privati e pubblici, ci fanno sentire vicinissime, a volte più della vicina di casa con cui spesso c’è un saluto e basta. La differenza che ci accomuna è sicuramente un animo sensibile, l’amore, anche per la poesia e il bello nel senso più ampio del termine. Alcuni di essi sono anche dei bravissimi pittori, fotografi e ad ognuno di loro offro con gioia uno spazio infinito, col solo limite della correttezza, la buona educazione e il buon gusto.

Quali sono i suoi interessi oltre la scrittura.

Numerosissimi gli interessi che coltivo, a partire dalla buona cucina, con particolare attenzione ai dolci, passione dalla quale cerco sempre maggiori soddisfazioni e devo dire che la mia “taglia generosa” e quella del mio compagno è buona testimone del fatto che ne trovo in quantità tali da dover “dimenticare”, strada facendo, qualche ricetta per evitare di “strabordare” troppo, oltre certi pantaloni attillati o camice aderenti, come evidenzio in una mia spassosa poesia in vernacolo.

Ho il classico pollice verde e la primavera risveglia puntualmente la mia passione per le piante, in particolare quelle grasse, delle quali dispongo di una discreta collezione.

Alle mie numerose passioni, fra cui il collezionismo in genere, di recente si è aggiunta quella sopita per i gattini che già da piccola adoravo. Ha rotto il ghiaccio un siamese bellissimo, trovatello e una gattina (anch’essa trovatella), che mi riempiono di gioia (e non solo), facendo passare in second’ordine diversi altri interessi, come il tango e il burraco.

Grazie per la gentile intervista e buon lavoro.

Giovanni Moschella

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.