A Monteforte Irpino è iniziato il Palium Sancti  Martini

Palio di San Martino

Il Palium Sancti  Martini apre i battenti e si respira aria di storia nella chiesa presso la collina di San Martino.

Prossimi appuntamenti per il Palio oggi alle 19 e domani alle 18.

QUI IL PROGRAMMA

Il convegno inaugurale “I Normanni nell’Italia Meridionale” che si è svolto ieri pomeriggio, ha visto, partecipare autorità, storici, studiosi di storia locale, insegnanti nonché scrittori e musicisti quali la professoressa Giovanna Della Bella, il Sindaco di Monteforte Irpino, Costantino Giordano, Luigi Anzalone insegnante ed ex Presidente della Provincia di Avellino e lo storico Armando Montefusco, Diego Della Bella manager dei beni culturali e Eleonora Davide giornalista e scrittrice.

L’evento è stato accompagnato da una mostra sui costumi del tempo e dal concerto del Monaghan Duo formato da Verdiana Leone e Ivan Barbone. Una mostra sui costumi dell’epoca è stata allestita nei locali adiacenti alla Chiesa  dall’Associazione Cavalieri dei Due Principati di Mercato San Serverino presieduta da Alfonso Galluzzi, che hanno vestito i panni normanni durante il convegno creando un’atmosfera suggestiva.

Il Palio di Monteforte Irpino, giunto alla ventunesima edizione, presenta attrazioni culturali e folkloristiche con un programma vario ed interessante.

Le relazioni

La presentazione della serata è stata affidata a Giovanna della Bella. Ci tiene, la professoressa, a precisare che il Palio è la manifestazione più importante di Monteforte perché unisce tutta la comunità montefortese, è un fiore all’occhiello ed è motivo di grande vanto.

Quest’anno il Palio  Sancti  Martini è stato finanziato da un progetto della Regione Campania, Assessorato al turismo, nell’ambito dei fondi per lo sviluppo del turismo e organizzato dal Comune di Monteforte insieme all’Associazione Amici del Palio che da anni cerca di rinnovare e portare avanti questa manifestazione.

Anche il Sindaco Costantino Giordano sottolinea che il Palio è l’elemento più importante per la comunità montefortese e sottolinea che, grazie al POC, Monteforte ha potuto rivivere la sua tradizione perché, dato il momento economico molto difficile che le amministrazioni stanno vivendo, non è semplice neanche organizzare più le manifestazioni tradizionali. Conclude il suo intervento dicendo che “Il Palio è Monteforte e Monteforte è il Palio”.

Il professore Luigi Anzalone si pone nel suo intervento due obiettivi: il primo è quello di suscitare curiosità e, nello stesso tempo, rispondere a gli interrogativi che nascono dalla sua convinzione ermeneutica e filologica che i normanni e la loro storia hanno una grande e potente attualità non solo per ciò che riguarda la sfera privata ma anche per quella pubblica. Tale attualità non consiste solo nel fatto che in tre secoli crearono un vero e proprio impero che andava dalla Russia, con i vichinghi, coinvolgendo tutta l’Europa del nord ma anche fino alla Francia, all’Italia meridionale e anche a una parte dell’Africa.

È vero anche che furono esploratori e scoprirono la Groenlandia e precedettero di molto Cristoforo Colombo. I normanni erano agricoltori, poi cominciarono ad espandersi e furono mercanti, soldati mercenari e da lì cominciarono le loro conquiste.

Il secondo obiettivo del Professore è di affermare altre due grandissime capacità che questo popolo ebbe: la prima fu quella di avere una cultura e una civiltà etnica multiculturale, che permise loro di unirsi ai popoli conquistati; la seconda di essere stati capaci di creare un regno di grande funzionalità con un sistema di tassazione efficace e, soprattutto, mettendo ordine nel sistema sociale grazie alla cura della giustizia. Stabilirono il principio della colpevolezza che il giudice non doveva più limitarsi ad accertare, introducendo il concetto di volontà attiva e cosciente collegata al reato.

Furono grandi costruttori di castelli e grandi promotori di arte.

Continua il discorso storico, Armando Montefusco approfondendo maggiormente la storia locale e dicendo che negli anni ‘80 sono tate prodotte moltissime pubblicazioni sui Normanni che hanno utilizzato le pergamene montefortesi che sono esposte oggi a Monteforte poiché questo paese è stato una tra le prime realtà a diventare normanna. Questo perché la penetrazione normanna è avvenuta con una strategia ben definita e soprattutto perché Avellino aveva una posizione importantissima essendo una terra di collegamento tra le terre di Roberto il Guiscardo, quelle dei Longobardi e quelle del Papa.

Ricorda che Papa Anacleto e Ruggero II si incontrano ad Avellino nel 1130 per stipulare l’accordo che portò alla nascita del Regno normanno in Italia Meridionale.

Nelle pergamene, custodite nella Casa della Cultura di Monteforte Irpino, si legge proprio la storia dei normanni e quello che loro fecero attraverso i contratti di compravendita. Proprio qui si evince un aspetto particolare dell’innovazione introdotta da questo dominio: i normanni distribuirono le terre in modo che al contadino fosse data la maggior parte del raccolto. Quindi ciò significava che i signori cui era affidata la gestione del feudo si comportavano in maniera illuminata.

Per la gestione, ad esempio, dei mulini che era un fatto importantissimo, si può dire che anticiparono le Spa cioè le quote di partecipazione e, grazie all’affidamento periodico che si faceva dei mulini, si riuscivano a portare avanti questi grandi opifici per lungo tempo.

Presentato con grande affetto e stima dalla moderatrice, Diego Della Bella, sottolinea che parlare di amore per la comunità è importante per la nostra identità e racconta che il castello inizialmente era un fortilizio longobardo e in seguito grazie ai normanni diventa un castello e quindi un punto di riferimento per il popolo.

Fino all’epoca longobarda, la chiesa era quella di San Michele, più giù in paese,  poi per motivi di difesa si spostò verso il castello di San Martino le cui mura nel tempo hanno visto molti cambiamenti.

La chiesa di San Martino è l’identità del popolo in quanto sorge nel nucleo originario sul colle di San Martino. Qui si concentrano la vita episcopale e quella monastica. La chiesa fu abbellita con arte napoletana e purtroppo i terremoti l’hanno distrutta o danneggiata più volte e nel tempo non si sono conservati tutti gli elementi estetici di questa costruzione come i marmi policromi e gli affreschi che l’abbellivano e di cui oggi rimane qualche piccola evidenza.

La sua conclusione si riallaccia alla considerazione iniziale del Sindaco quando, dice che se si tenta di arginare il palio non si fa cultura; amare il palio significa essere testimoni e l’invito va alla comunità perché è in queste occasioni che la popolazione riesce a sentirsi veramente padrona del territorio.

Conclude gli interventi Eleonora Davide.

Giornalista e scrittrice ha pubblicato pochi mesi fa un romanzo storico intitolato Il Normanno che presenta i come un incontro tra storia e fantasia. Il momento storico intorno al quale ruota la vicenda narrata è il 1109, che è proprio la data cui fa riferimento il Palio, in cui con il giuramento di fedeltà il signore Guglielmo il Carbone ottiene l’investitura ufficiale delle terre che gli vengono affidate. Eleonora Davide, montefortese di adozione, racconta di avere un rapporto affettivo con il Palio perché ne ha preso parte attivamente in passato. Ha voluto, così, unire ai frammenti di storia l’amore proprio per le pietre, queste pietre che spesso cadono, mentre non cade il senso delle parole.

Poi ci sono le storie narrate da quelle pergamene, la storiografia che racconta di tutto ciò che c’era all’epoca. Nel romanzo, spiega, ha voluto immaginare una natura e un commercio fiorenti e sraccontare quale tipo di vita si potesse svolgere in un castello in quel preciso momento storico.

Altri punti nodali del romanzo il rapporto tra il signore e il popolo e tra il potere e il papato, la magia, senza entrare nel Fantasy, che convince a commettere azioni irragionevoli, l’uso delle erbe medicinali e la presenza dei monaci, l’incontro tra il monaco e il signore, l’infanzia sfruttata, la lotta fra i normanni i longobardi, e ancora l cibo e il castello che, sorgendo in un punto politicamente strategico, diventa un centro culturale e di sviluppo per tutta l’area.

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Il convegno si è concluso con un bellissimo concerto tenuto dal Monaghan Duo composto da Verdiana Leone e Ivan Barbone che ha eseguito musiche medioevali con strumenti dell’epoca quali la ribeca, la viella, la ghironda, la cornamusa e l’arpa, alcuni dei quali costruiti proprio da Barbone.

Un perfetto connubio quello tra arte e storia che ingloba in sé tradizioni popolari e appartenenza al territorio possiamo dire che sia pienamente rappresentato dal Palio di San Martino a Monteforte.

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About Maria Paola Battista

Amo ascoltare, leggere, scrivere e raccontare. WWWITALIA mi dà tutto questo. Iniziata come un’avventura tra le mie passioni, oggi è un mezzo per sentirmi realizzata. Conoscere e trasmettere la conoscenza di attori, artisti, scrittori e benefattori, questo è il giornalismo per me. Riguardo ai miei studi, sono sociologa e appassionata della lingua inglese, non smetto mai di studiare perché credo che la cultura sia un valore. Mi piace confrontarmi con tutto ciò che è nuovo anche se mi costa fatica in più. Difetti? Non ho una buona capacità di guardarmi intorno e, strano a comprendere forse, non sono molto curiosa! Grazie ai lettori di WWWITALIA per l’attenzione che riservano ai miei scritti e mi auguro di non deluderli mai. mariapaolabattista@wwwitalia.eu