Alle origini della questione meridionale, Pasquale Villari, Giustino Fortunato, Guido Dorso e il magistero di Francesco De Sanctis. Intervista a Paolo Saggese

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In occasione dell’uscita del nuovo libro di Paolo Saggese, “Alle origini della questione meridionale, Pasquale Villari, Giustino Fortunato, Guido Dorso e il magistero di Francesco De Sanctis”, edito da Terebinto, abbiamo rivolto alcune domande all’autore, raffinato studioso di temi letterari e di problemi sociali.

Il suo impegno per il riconoscimento dei letterati del Sud e delle donne nella letteratura italiana fanno di lei un sincero paladino della cultura. L’aver posto tali questioni e l’averne divulgato la conoscenza ha aperto due pagine fondamentali per il futuro sviluppo dell’unione tra Nord e Sud d’Italia e per lo spazio che alle donne si dà nella nostra storia. Questo per quanto attiene alla sfera culturale. La questione Meridionale di cui tratta in questo volume abbraccia anche questi temi?

Prima di rispondere alla domanda, ringraziandoLa per l’opportunità, che mi concede, vorrei sottolineare che il 7 ottobre 2020 le “Indicazioni nazionali” per i Licei, in cui compare, relativamente al ‘900 pieno, un elenco esemplificativo di 17 autori (tutti nati da Roma in su) e solo una donna (Elsa Morante), compiranno dieci anni. Ma restano lì, sebbene molto sia stato fatto dal Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud, presieduto dal poeta Peppino Iuliano, e di cui il sottoscritto è Direttore scientifico. Spero che questo anno sia decisivo per una vera e completa modifica del testo, relativamente a questo punto.

Sulla questione ci sarebbe molto da discutere. Ma rinvio ad altra occasione.

Nel libro non tratto di queste problematiche, sebbene il destino della Scuola meridionale abbia un ruolo centrale, nel primo capitolo, ma anche in parte nel secondo, dal momento che analizzo le azioni e le proposte di cui si fanno portavoce De Sanctis e Villari: il futuro dipende dall’Istruzione del popolo. La Scuola, ieri come oggi, ha un ruolo fondamentale non solo per lo sviluppo del Sud, ma dell’intera nazione in un contesto europeo.

Di questo De Sanctis era profondamente consapevole. E si propone di superare il divario tra Nord e Sud del Paese, che già si registrava nel 1861. Analizzo, in particolare, sia il “Proclama al popolo irpino” del 16 ottobre 1860 sia il discorso tenuto da De Sanctis al Parlamento italiano nell’aprile 1861. Sono documenti di particolare importanza, da leggere e rileggere con attenzione, anche oggi …

 

Ha senso oggi parlare di Questione Meridionale?

Sì, ha senso, perché senza il Sud l’Italia non può farcela. È interesse dell’intera nazione avere un Mezzogiorno dinamico e moderno, le cui energie sono disperse nel mondo o sono poco valorizzate e “sfruttate”.

Di questo sono tutti consapevoli. Molto si deve fare, partendo dall’Istruzione e dai giovani.

Alta velocità, apertura al Mediterraneo, innovazione e nuove tecnologie, Istruzione, modernizzazione, sono tutti fattori oggi centrali.

Invocare una Questione settentrionale, come si è fatto per decenni, ha peggiorato la situazione non solo del Sud, ma anche del Nord.

 

La immagino a scuola, con i suoi studenti che ascoltano per la prima volta storie mai sentite di una letteratura nascosta. Com’era il rapporto con i suoi studenti e oggi, da dirigente scolastico, con i docenti?

Con i miei studenti ho avuto sempre un rapporto bellissimo. Credo di aver ricevuto molto da loro, e non smetterò mai di ringraziarLi.

Con i docenti il rapporto è ovviamente più complesso. Cerco di costruire una comunità educante fondata sulla serietà, sulla professionalità, sul rispetto di tutti, sulla condivisione di valori e di scelte, sul dialogo continuo, sul confronto. Cerco di condividere valori, motivazioni, progetti.

Un dirigente da solo può poco. La scuola funziona se tutta la comunità educante (compreso il personale ATA, i genitori, le alunne e gli alunni, l’Ente locale, le associazioni, il territorio complessivamente inteso …) opera in un’unica e chiara direzione.

Parto sempre da questo concetto, che ritengo fondamentale: io sono a scuola, noi siamo a scuola per i ragazzi, per garantire loro diritti costituzionali, per realizzare un mondo migliore …

Nell’era post Covid cosa si può trarre di buono dalla brutta esperienza che la scuola ha dovuto affrontare? Che domani immagina?

Difficile rispondere a questa domanda. I bambini, i ragazzi hanno bisogno della Scuola. Punto. Noi faremo di tutto per garantirne la riapertura. Ma saranno decisive le prossime settimane …

Sicuramente si è registrata una modernizzazione nel modo di fare scuola, a causa dell’emergenza in corso. Ma i veri cambiamenti hanno bisogno di maturazioni intellettuali e umane, di consapevolezze profonde. Siamo sulla strada giusta, sicuramente, e abbiamo fatto il possibile. Il futuro anche prossimo ci imporrà scelte coraggiose e richiederà un rinnovato impegno.

Immaginare il futuro è impossibile per me. Auspico una scuola, che stia accanto ai giovani e alle famiglie, che valorizzi al meglio le tecnologie e le consideri strumento e non fine, che non rifiuti acriticamente o accolga acriticamente né il passato né il futuro, aperta al cambiamento e dinamica, capace di adeguarsi alle emergenze, che dovremo affrontare. Fondamentale resta tuttavia il rapporto umano: senza di questo non ci può essere vera educazione o conoscenza.

Ci dice dove presenterà il libro?

Naturalmente a  Morra De Sanctis. Poi vedremo. A causa dell’emergenza saremo molto cauti. Ridurremo le presentazioni necessariamente. E chiederemo sempre distanziamento, uso della mascherina anche all’aperto, misurazione della temperatura.

Un messaggio per i suoi lettori?

Oggi guardo agli studi con maggiore distacco che in passato. Mi sembra sempre più impellente passare all’azione, agire. Ma per farlo non dobbiamo essere soli …

La ringrazio per aver risposto così esaurientemente alle mie domande e mi auguro che il suo impegno contribuisca davvero a produrre un cambiamento positivo della coscienza culturale in Italia.


Paolo Saggese, Alle origini della questione meridionale, Pasquale Villari, Giustino Fortunato, Guido Dorso e il magistero di Francesco De Sanctis, Terebinto edizioni, pp.144, 15,00 euro

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Descrizione

La questione meridionale è antica come l’Italia. E ha impegnato le menti di generazioni di meridionalisti.

In questo libro si cerca di andare alle “origini” del dibattito, scegliendo come centro dell’indagine il “magistero” intellettuale, politico e morale di Francesco De Sanctis, “maestro” dei “maestri” del meridionalismo. Partendo dalle Commemorazioni dei suoi “discepoli”, Pasquale Villari e Giustino Fortunato, dalle “lezioni” politiche ed etiche del professore, fondate sulla ricerca del “vero”, sul mito della libertà, sull’idea di patria e sull’educazione al “bene comune”, e dai numerosi documenti politici dell’intellettuale irpino, incentrati sulla necessità che il Governo italiano agisca immediatamente e con energia per superare i ritardi del Mezzogiorno d’Italia, i saggi qui editi intendono dimostrare l’impegno meridionalista di Francesco De Sanctis, che contribuisce tra l’altro all’ingresso della questione meridionale nel dibattito parlamentare dell’aprile 1861 e chiarendo che la soluzione della “questione sociale”, l’ammodernamento delle infrastrutture, delle scuole e delle Università fossero alla base della piena realizzazione del Risorgimento. Alla luce di queste analisi, il Proclama al popolo irpino o il suo Programma ministeriale del 1861 diventano “manifesti” ante litteram della questione meridionale, che nel pensiero di De Sanctis è innanzitutto una questione nazionale.

L’autore

Paolo Saggese

Paolo Saggese (Torella dei Lombardi, Av, 1967), intellettuale militante, critico letterario, formatosi all’Università di Firenze, dottore di ricerca in filologia greca e latina (1994-1996), già docente di Letteratura latina presso la SICSI dell’Università di Salerno (2004-2008), Direttore scientifico del Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud, già Responsabile culturale del Parco Letterario Francesco De Sanctis, componente del Comitato scientifico del Centro di ricerca “Guido Dorso”, docente di Letteratura latina e greca nei Licei, dirigente scolastico, è autore o curatore di più di cinquanta volumi dedicati alla Letteratura latina e italiana, al pensiero meridionalista o alla storia irpina, di numerosi saggi e di un migliaio di interventi giornalistici. Ha dedicato numerosi volumi, studi e interventi giornalistici alla “damnatio memoriae” della Letteratura meridionale.

È autore tra l’altro di tre fortunati romanzi sulla corruzione, Lettera a un Giudice e Il processo (Magenes Editoriale, Milano, 2015, 2017), di cui La ribellione rappresenta l’ultimo “capitolo” (Delta 3 edizioni, Grottaminarda, Av, 2020).

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About Eleonora Davide

IL DIRETTORE RESPONSABILE Giornalista pubblicista, è geologa (è stata assistente universitaria presso la cattedra di Urbanistica alla Federico II di Napoli), abilitata all’insegnamento delle scienze (insegna in istituti statali) e ha molteplici interessi sia in campo culturale (organizza, promuove e presenta eventi e manifestazioni e scrive libri di storia locale), che artistico (è corista in un coro polifonico, suona la chitarra e si è laureata in Discipline storiche della musica presso il Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino). Crede nelle diverse possibilità che offrono i mezzi di comunicazione di massa e che un buon lavoro dia sempre buoni risultati, soprattutto quando si lavora in gruppo. “Trovo entusiasmante il fatto di poter lavorare con persone motivate e capaci, che ora hanno la possibilità di dare colore e sapore alle notizie e di mettere il loro cuore in un’impresa corale come la gestione di un giornale online. Se questa finestra sarà ben utilizzata, il mondo ci apparirà più vicino e scopriremo che, oltre che dalle scelte che faremo ogni giorno, il risultato dipenderà proprio dall’interazione con quel mondo”.