ANIMA LOCI, intervista a Pino Rossi

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È stata inaugurata Sabato 21 maggio presso la sala mostra della Cripta Cattedrale di Avellino la mostra Anima Loci di TTZOI.

Hanno partecipato l’Arch. Marino Nardiello (incaricato della Diocesi di Avellino), l’Arch. Modestino Picariello (Dir. Diocesi) che hanno curato rispettivamente la presentazione e la conclusione mentre la Professoressa Cornelia Bujin dell’Università la Sapienza di Roma ha illustrato Anima Loci che dà il titolo alla mostra.

Si tratta di un progetto internazionale che mira a far conoscere il territorio italiano all’estero tramite l’arte. Spesso l’Italia con le sue bellezze e il suo patrimonio culturale è conosciuta, infatti, solo tramite le immagini.

 Il progetto Anima Loci, invece, si propone di portare i luoghi in giro per il mondo attraverso rappresentazioni artistiche.

I TTZOI (pseudonimo degli artisti Pino Rossi e Stefano Forgione) fanno proprio questo e per questo motivo la mostra è stata presentata in anteprima ad Avellino che è la città di origine dei due artisti e in un luogo storico come quello della Cripta che rappresenta al meglio il respiro dei luoghi e della cultura di Avellino.

In TTZOI arte e scienza si fondono per raccontare.

La loro storia parte dall’astrattismo, si sofferma nell’informale per arrivare, oggi, al formale.

Tra le istituzioni che patrocinano il progetto vi è la comunità ebraica di Roma che ha permesso di mettere le loro tele presso la sinagoga di Roma e l’archivio ebraico. Questo ha una duplice valenza in quanto dimostra l’importanza  che riveste oggi  il dialogo interculturale e interreligioso nonché dà la possibilità di “raccontare” Roma “oltre” i monumenti che tutto il mondo conosce.

Sta, inoltre, a testimoniare il notevole percorso culturale che i TTZOI stanno compiendo.

Pino Rossi, componente dei TTZOI si è ha gentilmente  prestato a rispondere ad alcune mie domande per i lettori di WWWITALIA.

D: Qual è il significato di TTZOI?

R: Ci siamo chiesti come potesse chiamarsi questa unione artistica e ci piaceva che potesse rappresentare la nostra ricerca. Generiamo Vita su tela, dunque essa diviene la componente femminile, un ventre all’interno della quale le spore nascono e crescono. Noi, in quanto attivatori dell’incipit vitale, è come se fossimo coloro che fecondano tale processo, come spermatozoi. Abbiamo troncato la parola e raddoppiato la T perché siamo in due. È nato TTOZOI.

D: Come nascono le vostre creazioni?

R: Non abbiamo mai una idea precisa. Nel momento in cui appoggiamo una tela sul tavolo da lavoro è come se cominciasse un rapporto empatico, gestuale, spontaneo con essa. Quando la estraiamo dalle teche e la natura si è manifestata, continua a dialogare con i nostri interventi, in quanto condiziona le forme, le cromie. L’opera è aperta, viva, parte attiva nel processo creativo, è questo il fascino che riscopriamo ogni volta in questa tecnica.

D: Siete in due e ho letto nella vostra biografia che lavorate insieme le tele e contemporaneamente. Quindi stabilite prima cosa volete creare?

R: L’opera è il frutto di una sinergia. Lavoriamo ciascuno sull’operato dell’altro, viviamo la tela a 360 gradi, stando in posizioni opposte o affiancate, vediamo prospettive diverse che, tuttavia, convergono verso un gusto condiviso. L’opera, quindi, nella dinamica della nostra singola gestualità, converge verso un solo equilibrio divenendo unica.

D: La mostra è composta da tele di vario tema. Ne ho potuto notare alcune che rappresentano temi religiosi ma i loro volti sono vuoti, non hanno occhi, naso, bocca. Mi riferisco a – Crocifissione – Guido Reni;  Vergine Annunciata – Antonello da Messina; Pietà – Massimo Stanzione. Come mai?

R: Come ho già detto, la vita già c’è sulla tela ed è la muffa. Dunque ciò che dipingiamo , come artisti, è la sola parte terrena (abiti, sfondi, luci ) e sottraiamo la figura dall’opera.

D:Tra le particolari tele esposte mi ha colpito quello in fondo a sinistra che a me sembrava un mondo dai colori tenui del celeste mare e i variegati marroni e verdi. Invece è un omaggio alla Cripta, luogo che vi ospita e quindi ho capito che rientra nei “luoghi” che porterete per il mondo. Puoi spiegarcelo?

R: Avevamo l’intenzione di “omaggiare” questo luogo così suggestivo, particolare e carico di energia. Il concetto del progetto ANIMA LOCI è proprio questo, generare un attivatore di divulgazione dei luoghi più o meno conosciuti; essere dei medium tra arte, cultura e luoghi.

D:Avete tenuto mostre internazionali. Questa è la seconda che fate ad Avellino in occasione di una manifestazione che fa conoscere i monumenti della città. Ben vengano queste occasioni in una città che soffre spesso di immobilismo.

R: Nonostante le molte esperienze espositive, le mostre nella nostra città hanno sempre una emozione in più, forse perché sentiamo un  profondo senso di responsabilità, portando in giro per il mondo la nostra origine “Irpina”, che precisiamo e rivendichiamo in ogni dove. È vero, in città non c’è una galleria d’arte, uno spazio dove confrontarsi con la ricerca moderna e contemporanea… e questo limita fortemente la sensibilità e l’attenzione verso l’arte di genere. Come per tutte le cose, l’occhio va “allenato”, la curiosità stimolata e questo è possibile solo mostrando e divulgando la ricerca artistica dei grandi Maestri del 900 per comprendere da dove nascono le altre ricerche contemporanee (come anche la nostra). Auspichiamo il recupero di qualche struttura inattiva per far sorgere un Museo di Arte contemporanea degno di questo nome, al pari di quello di Rovereto, che possa dare ancor più lustro ad una città che in tal senso merita di più.

Credo che ogni artista, in quanto tale, abbia peculiarità solo sue e i TTZOI rappresentano un modo di fare arte molto originale perché le loro tele non muoiono dopo la creazione ma continuano a rappresentare la vita nel corso del tempo.

La mostra durerà fino al 15 giugno.

Un particolare ringraziamento al Vescovo di Avellino, ai vicari e ai parroci del centro storico i quali hanno messo a disposizione di Maggio nei Monumenti tutte le chiese, in ogni orario e per qualsiasi evento culturale, condividendo con grande interesse e partecipazione lo spirito della manifestazione.

Maria Paola Battista

@riproduzione riservata WWWITALIA

Nella foto omaggio alla cripta.

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About Maria Paola Battista

Amo ascoltare, leggere, scrivere e raccontare. WWWITALIA mi dà tutto questo. Iniziata come un’avventura tra le mie passioni, oggi è un mezzo per sentirmi realizzata. Conoscere e trasmettere la conoscenza di attori, artisti, scrittori e benefattori, questo è il giornalismo per me. Riguardo ai miei studi, sono sociologa e appassionata della lingua inglese, non smetto mai di studiare perché credo che la cultura sia un valore. Mi piace confrontarmi con tutto ciò che è nuovo anche se mi costa fatica in più. Difetti? Non ho una buona capacità di guardarmi intorno e, strano a comprendere forse, non sono molto curiosa! Grazie ai lettori di WWWITALIA per l’attenzione che riservano ai miei scritti e mi auguro di non deluderli mai. mariapaolabattista@wwwitalia.eu

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