“Cefalonia. I giorni della scelta”. L’incontro all’Hope di Avellino
In uno dei momenti cruciali della nostra storia, la Divisione Acqui dette il via alla Resistenza italiana. Giovedì il racconto di chi raccoglie il testimone del sacrificio dei soldati italiani nelle isole ioniche
Giovedì 29 maggio alle 17,30 il Caffè equo e solidale Hope di Avellino ospiterà un incontro sul massacro di Cefalonia. L’appuntamento, nato dalla collaborazione di APS Avellino per il mondo, dell’Associazione Nazionale del Fante, dell’UNUCI di Avellino, della nostra testata giornalistica e dell’Associazione Nazionale Divisione Acqui (ANDA) Campania, proverà a fermare il punto su una delle vicende più drammatiche della nostra storia legate alla Seconda Guerra Mondiale: l’eccidio in cui furono uccisi più connazionali durante il conflitto. Le isole greche di Cefalonia e Corfù, nel Mar Ionio, all’indomani dell’armistizio furono teatro delle atrocità compiute dai tedeschi nei confronti di soldati e ufficiali presenti sulle isole.
A introdurre i fatti storici, dopo i saluti di Elvira Napoletano (APS Avellino per il mondo) e Antonio D’Argenio (UNUCI), sarà la giornalista Eleonora Davide, prima che siano portate le testimonianze degli ospiti: Bruna De Paula, in rappresentanza dell’ANDA Campania, e Rocco Russo, nipote di Padre Romualdo Formato, cappellano a Cefalonia e autore del libro di memorie L’eccidio di Cefalonia. Settembre 1943: lo sterminio della divisione Acqui.
A moderare sarà l’ideatore del convegno, il giornalista e scrittore Gianluca Amatucci, autore del libro Lettere dal Fronte, umanità in trincea.
La popolazione è chiamata a intervenire per riflettere su pagine della nostra storia che sono ancora poco conosciute e invece per noi significano molto. Le scelte fatte dagli ufficiali e dai soldati della Divisione Acqui, che non risparmiarono le loro vite per difendere l’onore, la dignità e la libertà, segnarono l’inizio della Resistenza italiana e della lotta al nazifascismo, che ci permise di liberarci dall’occupazione tedesca e da tutto ciò che ci condusse alla guerra, facendo dell’Italia una Repubblica libera e democratica.
La memoria storica serve a guardare avanti e gli studi condotti dagli storici a restituire giustizia, a distanza di tempo e con la giusta lontananza dai fatti, a chi la storia l’ha costruita con la propria vita. Il ricordo dell’ingiustizia subita dai soldati italiani a Cefalonia, che sovrasta anche l’ingiustizia della guerra, deve far riflettere soprattutto oggi su ciò che sta succedendo nel mondo vicino o lontano da noi.
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