Chi combatte non si arrende. Intervista al giornalista avellinese Gianluca Amatucci

Ho incontrato il collega dopo aver appreso di una iniziativa singolare che lo ha proiettato nel mondo della musica. Ad agosto Gianluca Amatucci ha, infatti, presentato al pubblico, tramite la voce di Gaia Bianco, una canzone, scritta da lui e musicata da Luis Di Gennaro dal titolo Chi combatte non si arrende. La canzone  è dedicata alle donne che affrontano il cancro e tutto il percorso di guarigione che consegue all’intervento chirurgico. Gli ho posto alcune domande cui ha risposto con molto piacere, visibilmente coinvolto dalla questione, mostrando grande sensibilità ed empatia, qualità che coronano una indiscussa storia professionale di giornalista televisivo.

Gianluca, non ti conoscevo, sinceramente, nella veste di poeta e autore di canzoni. La cosa mi ha incuriosito non poco e perciò devo chiederti di parlarmi questa tua vocazione.

Di poesie ne ho oltre 150, ma le tengo conservate, forse le regalerò a qualcuno, potrebbe essere una buona idea. L’idea, invece, di scrivere una canzone mi è venuta molto prima del Covid. Ne ho parlato con una amica di Avellino, che canta, Gaia Bianco, che ha partecipato alla finale dei Grandi Festival Italiani 2020 a Casa Sanremo come voce nuova e ha vinto.  La musica è del maestro Luis Di Gennaro, anche lui irpino. Lo avevo pensato come un brano molto ritmato che invece Luis ha arrangiato diversamente, ora è molto più lento. Il titolo è Chi combatte non si arrende, l’ho dedicato non solo alle donne che combattono contro il cancro, in particolare al seno, ma anche a tutte le persone, amici fratelli, sorelle, mamme, che sono vicini a loro e che cercano di incoraggiarle perché, fra chemioterapie e indagini diagnostiche, il percorso è un po’ duro.

Hai vissuto forse da vicino il dramma della malattia?

Ho avuto due amiche in chemioterapia. Ho parlato con loro e, in particolare, sono stato molto vicino a una di loro durante le cure cercando di farle forza e di farle guardare avanti anche perché ha un marito e una bimba. Anche nel 1987 ho vissuto una esperienza simile che mi ha toccato molto. Si trattava di mia zia Rosa, che viveva con noi. Erano altri tempi e io ero un ragazzo di 16 anni. Nella sua vita ne aveva viste tante. Era stata vittima civile del bombardamento di Avellino del 14 settembre del 1943. Si trovava a piazza del Popolo quando i bombardieri americani sganciarono le loro bombe sul mercato e lo spostamento d’aria provocato dall’esplosione di una bomba le provocò danni ad una gamba che rimase atrofizzata costringendola per tutta la vita all’uso del bastone e poi della sedia al rotelle, in vecchiaia un tumore al seno l’ha portata via. Solo da grande ho compreso appieno l’entità del dramma che vive chi è affetto da un tumore e così ho capito anche sofferenza di zia Rosa.  E, componendo la canzone, avevo lei davanti agli occhi.

Ma quando hai pensato di scrivere questa canzone?

L’anno scorso rimasi molto colpito dalla Marcia rosa, che l’Amdos e l’Amos organizzano ogni anno. Li vidi partire da Mercogliano per arrivare alla Chiesa del Santissimo Rosario di Avellino, fui colpito dal lancio dei palloncini e da come si tenevano tutti per mano. Rimasi proprio colpito da questa bellissima iniziativa, bella bella, bella. Quest’anno, per via del Covid, ci si è raccolti a Bagnoli Irpino, li è stata eseguita la mia canzone. Ho notato che c’è grande forza in queste associazioni, perché incontrarsi e manifestare solidarietà è di vitale importanza già nelle difficoltà  quotidiane che si presentano a chi deve riprogrammare la propria vita di fronte a questo lungo percorso, in questo modo la forza di ognuno si moltiplica. Fortunatamente oggi si tratta quasi sempre di percorsi vincenti. Non come ai tempi di zia Rosa. E si deve molto, per tutto questo, anche al dottor Carlo Iannace e al suo impegno.

Pensi che questa canzone possa diventare l’inno della Marcia rosa?

Io me lo auguro sinceramente. L’idea è nata per esprimere la mia vicinanza, ma nulla toglie che sia usata come inno, finora non ce n’erano.

Come si fa a sentirla o a scaricarla? È disponibile su qualche piattaforma?

No, non l’abbiamo ancora pubblicata ma lo faremo a breve. Vi informerò.

Grazie Gianluca per questo tuo impegno e per aver dedicato a WWWITALIA un po’ del tuo tempo.

©Riproduzione riservata WWWITALIA

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About Eleonora Davide

IL DIRETTORE RESPONSABILE Giornalista pubblicista, è geologa (è stata assistente universitaria presso la cattedra di Urbanistica alla Federico II di Napoli), abilitata all’insegnamento delle scienze (insegna in istituti statali) e ha molteplici interessi sia in campo culturale (organizza, promuove e presenta eventi e manifestazioni e scrive libri di storia locale), che artistico (è corista in un coro polifonico, suona la chitarra e si è laureata in Discipline storiche della musica presso il Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino). Crede nelle diverse possibilità che offrono i mezzi di comunicazione di massa e che un buon lavoro dia sempre buoni risultati, soprattutto quando si lavora in gruppo. “Trovo entusiasmante il fatto di poter lavorare con persone motivate e capaci, che ora hanno la possibilità di dare colore e sapore alle notizie e di mettere il loro cuore in un’impresa corale come la gestione di un giornale online. Se questa finestra sarà ben utilizzata, il mondo ci apparirà più vicino e scopriremo che, oltre che dalle scelte che faremo ogni giorno, il risultato dipenderà proprio dall’interazione con quel mondo”.