Donne, animali e violenza, il convegno ad Avellino

tavolo ieri

Il tema della violenza di genere è molto complesso e ha a che vedere con il rispetto per la vita e per la diversità. Esteso anche agli animali esso diventa ancora più delicato e sofferto perché, nonostante i tanti sforzi, la loro tutela rimane ancora molto lontana per poter essere definita un successo in quanto, purtroppo, gli animali non hanno voce.

Di violenza di genere si è parlato ieri sera in un convegno organizzato dall’Associazione “In ricordo di Lacuna” presso il Circolo della Stampa di Avellino.

Hanno partecipato al tavolo dei relatori Giovanni Esposito addetto stampa dell’associazione, Paolo Bernini Deputato e Presidente della DPA (Associazione Onlus Difesa Protezione Animali), Paola Contursi avvocato della DPA, Michela Mancusi e Massimo Mingarelli avvocati e membri dell’associazione, Sara Spiniello Presidente dell’associazione e la sottoscritta nel ruolo di moderatrice.

In sala era presente anche il Tenente Monterosso della Guardia di Finanza di Avellino.

Il saluto di Giovanni Esposito verte sul collegamento che esiste tra la violenza sugli animali e quella nei confronti dei disabili. I due mondi sono collegati se si pensa all’aiuto che gli animali danno nel caso dei non vedenti o dei cani da soccorso, come anche la pet therapy, mentre subiscono violenza quando vengono loro negati alcuni diritti come nel caso dell’inaccessibilità alle strutture pubbliche o subiscono maltrattamenti perché la loro disabilità provoca debolezza.

Il deputato Paolo Bernini porta avanti in Parlamento una politica che ha come obiettivo quello di tutelare i diritti degli animali e delle persone affinché non ci sia più violenza nei loro confronti.

Ciò che muove verso il maltrattamento è il sentirsi superiori perché diversi e, per questo, autorizzati a muovere violenza verso i più deboli.

Nel caso degli animali essi vengono utilizzati e sfruttati dall’uomo come meglio crede, a partire dalle sperimentazioni, continuando con gli allevamenti intensivi per uso alimentare o di abbigliamento passando per i circhi nei quali l’animale non è più di un oggetto e, nonostante ci sarebbero purtroppo milioni di altri esempi da fare, terminando con le sevizie e la violenza agli animali domestici.

In ogni caso ci si dimentica che gli animali sono esseri senzienti e empatici, provano sentimenti come amore e paura e soffrono.

Racconta, poi, del caso “Angelo” di cui la sua associazione si è interessata fino al processo. Ricordiamo che Angelo era un cane randagio torturato e impiccato da quattro assassini i quali postarono con orgoglio su facebook il video di quello che avevano fatto. La pena è stata massima però, essendo incensurati, gli assassini si sono presi solo sei mesi di lavoro socialmente utile.

Quello della gravità della pena è un problema molto serio dato che bisognerebbe aumentare le pene per chi maltratta e uccide gli animali. Purtroppo in Italia gli unici strumenti giuridici per far valere i diritti degli animali sono due articoli del Codice Penale di cui uno comporta un’ammenda amministrativa per cui non è molto efficace e l’altro sancisce che chi maltratta un animale o lo uccide incorre in una pena da 6 mesi a 2 anni se l’autorità veterinaria riconosce il maltrattamento, cosa che non avviene sempre.

Alla proposta di legge perché le pene vengano rese più severe si sono allegate le conclusioni di uno studio condotto dall’FBI che asserisce che chi maltratta gli animali molte volte, poi, andrà a violentare e uccidere persone soprattutto di fascia più debole come le donne e i bambini.

La DPA opera su tutto il territorio nazionale ricevendo segnalazioni, verificandone la veridicità e occupandosi di denunciare sottoponendo il problema all’autorità giudiziaria. Non ultimo è il caso degli avvelenamenti di gatti a Battipaglia, nel quale non si capisce come e con cosa siano stati avvelenati, dove l’associazione è intervenuta per salvare i superstiti ma anche per fare luce sulla vicenda. L’associazione è presente anche nel caso dei palii dove, spesso, non sono rispettate le norme per la tutela degli animali. C’è molta differenza tra nord e sud, perché al sud ancora non si applica la sterilizzazione come anche la microchippatura e sono pochissime le colonie feline.

Paola Contursi collabora con Paolo Bernini sin dalla nascita della associazione. La loro intenzione, sin dall’inizio, è stata quella di intervenire direttamente, laddove ce ne fosse necessità, perché l’uno, come organismo politico, poteva sicuramente farsi portavoce in tribunale di quelle che erano le istanze del mondo anti specista e animalista ma poi mancava l’attuazione pratica di quello che lui faceva in tutto il territorio nazionale. Fondamentalmente serviva, nel momento in cui si trovavano di fronte ai casi di maltrattamento, organizzarsi per poter intervenire altrimenti finiva tutto per essere una mera constatazione di fatto. Ecco, quindi, l’ufficio legale della DPA che può muoversi concretamente con le denunce o con altri tipi di intervento tramite le forze dell’ordine.

Oltre a continuare il discorso sulla severità della pena, l’Avvocato ha precisato che non solo nel nostro Paese manca la cultura antispecista ma manca anche una cultura che consideri l’animale come un soggetto empatico e non solo come un soggetto.

È già importantissimo, in tale senso, anche l’uso che la legge fa dei termini. Spesso, ad esempio, loro devono chiedere la “custodia” degli animali come se essi fossero l’oggetto del reato. Quindi si pone la necessità di adeguare non solo le leggi ma gli interlocutori cioè i magistrati i quali non sono abituati a parlare di animali.

La legislazione in materia di tutela degli animali è complessa perché è frammentata e questo implica la necessità di una conoscenza specifica. Forse potrebbe servire, piuttosto che fare tante leggi, dare indicazioni specifiche e chiare agli operatori.

Legandosi alle violenze di genere, l’Avvocato racconta di aver riscontrato lo stesso problema per ciò che riguarda la violenza di genere dove invece la legislatura è all’avanguardia (a parte il fatto che l’Italia con il suo articolo 3 della Costituzione aveva già trattato la materia) ma il difficile sta nel far capire alle donne che possono fidarsi della legge.

Michela Mancusi continua il discorso sul collegamento che c’è tra violenza di genere e abusi sugli animali ricordando anche lei la definizione del profilo di chi commette femminicidi stilato dall’FBI come: “Spesso partner della vittima, aveva precedentemente ucciso o ferito uno o più animali”.   L’Italia è attualmente ancora un paese che non dà una risposta precisa a tutti i problemi sulla violenza sugli animali. Effettivamente esiste una connessione tra abusi sugli animali e abusi nei confronti delle donne ma, mentre negli ultimi anni si è iniziata a prestare un’attenzione sulla violenza di genere, questo non è ancora avvenuto per gli animali in quanto c’è ancora troppa poca attenzione nei loro confronti.

Continuando il confronto, la relatrice, fa l’esempio della legislazione anglosassone nella quale i soprusi sugli animali sono considerati come dei Top Crime cioè dei crimini nei confronti della società mentre in Italia essi nel Codice Penale vengono definiti come “diritti contro il sentimento degli animali”.

Ciò non certo perché i magistrati italiani siano meno sensibili quanto, piuttosto, perché non esiste una cultura di tutela verso l’ambiente e gli animali.

Soltanto operando un adeguamento sul piano culturale potrà esserci una svolta per la tutela nei confronti dell’ambiente e della vita di tutti gli esseri viventi.

Conclude, l’Avvocato Mancusi, con un dato positivo che consiste nel fatto che, ultimamente, le associazioni si costituiscono parte civile il che significa che l’animale non è più considerato come oggetto del crimine ma, piuttosto, una vittima ed è il primo segno di un’inversione di tendenza anche culturale.

Massimo Mingarelli racconta l’esperienza avuta come Assessore all’Ambiente durante l’ultima Giunta Comunale di Avellino, che gli ha consentito di vedere molte cose inerenti la tutela ambientale in prospettiva completamente diversa rispetto a quanto aveva fatto fino ad allora come cittadino e ambientalista. Il suo mandato comprendeva anche la cura degli animali compresi i cani e i gatti randagi. Le difficoltà incontrate sono state moltissime a partire dalla carenza di strutture nonché all’assoluta assenza di comunicabilità. Avellino ha dei deficit dal punto di vista ambientali catastrofici dato che pur avendo 60.000 abitanti è una delle città più inquinate di Italia. Negli ultimi mesi si è posta la seria questione di una gara d’appalto per l’affidamento della gestione di un canile. Nonostante molte associazioni fossero intervenute con grida d’allarme ciò non è bastato a far sì che l’appalto non fosse affidato a una ditta precedentemente denunciata per maltrattamenti sugli animali. In quel caso le associazioni hanno disperso le loro energie piuttosto che coalizzarsi per raggiungere un comune obiettivo. Sono tutte persone da ammirare e rispettare, però, purtroppo, senza una struttura è molto difficile prodigarsi per il meglio.

Sara Spiniello è la Presidente dell’Associazione “In ricordo di Lacuna”. Lacuna era la sua cagnolina che fu avvelenata da un essere sconosciuto rimasto impunito. In suo ricordo è stata istituita l’associazione che si pone l’obiettivo di aiutare gli animali randagi aiutandoli a superare malattie e cercando per loro una famiglia che li ami. L’Associazione si sta occupando di promuovere una petizione indirizzata al ministro per le Infrastrutture Toninelli chiedendogli tariffe agevolate per le associazioni che si occupano delle adozioni. La spesa affrontata dalle associazioni per accompagnare il cane o il gatto a destinazione è pari a quella di chi viaggia per scopi personali come può essere una vacanza. Il risparmio potrebbe servire alla cura o al mantenimento degli animali dato che le associazioni vivono di volontariato, di sacrifici personali e di donazioni.

L’incontro è proseguito con alcuni interessanti interventi da parte del pubblico. La prima ad intervenire è la Presidente Loffredo dell’Associazione Il rifugio di Camilla. Innanzitutto precisa il fatto che anche se ci sono tante associazioni purtroppo il numero di chi presta il suo servizio è molto esiguo. Assolutamente inascoltati, si sono convinti che fare appello alla legge può aiutarli nella loro opera. Racconta, poi, del protocollo di intesa presentato in Comune in cui viene chiesto che le associazioni possano entrare nei canili di qualsiasi tipo essi siano. Gli attori principali della questione sono tre: i comuni, i canili privati e le Asl. Questi tre attori sono purtroppo scollegati perché non operano in simbiosi ma tutt’altro.  Spesso si è costretti ad intestarsi i cani perché non avendo un luogo fisico dove poterli tenere e, per sottrarli agli avvelenamenti o ai tanti rischi, devono portarseli nelle loro case. Si cerca sempre di evitare che i cuccioli, come anche i cani ammalati o quelli anziani vengano accalappiati e portati in terribili canili ma non riescono più a sopperire a tutte le richieste di aiuto che arrivano, a tutte le emergenze. Il loro obiettivo, contrariamente a come sarebbe nella normalità, è quello di non far finire i cani in canile dove vivrebbero in condizioni pietose. La loro richiesta è quella di fotografe i cani che entrano in canile, apporre il microchip e periodicamente controllare il loro stato di salute poiché non possono entrare nei canili per constatare di persona come sono tenuti i cani.

Il discorso si sposta, quindi, alla gestione dei canili che spesso finisce nelle mani di persone senza scrupoli mentre a chi, invece, veramente ama i cani e dedica loro la vita e tutti i sacrifici possibili e immaginabili, non è consentito prendersene cura.

Si pone, quindi, la necessità di rivedere le formulazioni delle gare di appalto ma, soprattutto, il fatto che i comuni debbano avere i loro canili nei quali gli animali devono essere accuditi dalle persone giuste.

Ha continuato dal pubblico Gaetano Desio, medico veterinario. Nato “gattaro”, ci tiene a precisare, e non veterinario, pone l’accento sulla questione benessere dell’animale precisando che il benessere non è un aspetto filosofico ma un valore che può essere misurato con dati tecnici. La figura del veterinario è fondamentale quando si parla del benessere animale e spesso ci si dimentica di questo. Anche le associazioni che si curano della tutela degli animali vedono qualche volta non di buon occhio il veterinario mentre sarebbe utile fare fronte comune in base alla propria sensibilità.

Il veterinario comportamentista è importantissimo, ad esempio, quando si parla dei cani che vivono in canile, come anche nel caso della scelta e dell’affidamento. La presenza del veterinario sarebbe necessaria anche per la scelta dei luoghi, per definire l’idoneità dei canili. Ma questo non avviene e chi ne paga le conseguenze sono gli animali.

Come i lettori avranno potuto comprendere l’incontro è stato molto interessante e vario. Si può fare tanto per migliorare la situazione evitando che gli animali siano abbandonati a loro stessi: nuove identità culturali, amministratori e politici attenti e sensibili al problema ma, soprattutto, aiutare le tante associazioni che davvero si prodigano con amore e dedizione a qualcosa che non rappresenta un guadagno in moneta ma rappacifica il cuore. Gli animali donano amore incondizionato agli uomini e non è giusto trattarli come oggetti, maltrattarli e farne vittima di sacrifici. La dignità umana è anche questo: il rispetto per gli altri.

Maria Paola Battista

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About Maria Paola Battista

Amo ascoltare, leggere, scrivere e raccontare. WWWITALIA mi dà tutto questo. Iniziata come un’avventura tra le mie passioni, oggi è un mezzo per sentirmi realizzata. Conoscere e trasmettere la conoscenza di attori, artisti, scrittori e benefattori, questo è il giornalismo per me. Riguardo ai miei studi, sono sociologa e appassionata della lingua inglese, non smetto mai di studiare perché credo che la cultura sia un valore. Mi piace confrontarmi con tutto ciò che è nuovo anche se mi costa fatica in più. Difetti? Non ho una buona capacità di guardarmi intorno e, strano a comprendere forse, non sono molto curiosa! Grazie ai lettori di WWWITALIA per l’attenzione che riservano ai miei scritti e mi auguro di non deluderli mai. mariapaolabattista@wwwitalia.eu