Emergenza siccità: in Italia si consuma tanto e male

L’emergenza siccità non è più solo uno spettro. Ad oggi le Regioni che hanno dichiarato lo Stato di Emergenza sono tre (Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna) ma la sensazione è che la crisi idrica possa coinvolgere buona parte del paese.

A confermarlo sono i dati del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche): le piogge sono diminuite del 40% rispetto agli anni precedenti, dove però le abitudini sbagliate erano le stesse di adesso.

In Piemonte, invece, la linea di discesa è ancora più drastica: con circa l’84% in meno di precipitazioni rispetto al passato, la Regione governata da Cirio è quella maggiormente subissata dai danni della siccità.

Negli scorsi anni i raccolti hanno subito un’impennata negativa a causa della mancanza d’acqua, ed oggi le soluzioni da adottare potrebbero riguardare proprio le coltivazioni: irrigare solo le porzioni di campo che necessitano di acqua potrebbe essere la prima delle strade da intraprendere per ridurre in maniera sensibile l’utilizzo di acqua.

LO SCENARIO – Ma non basta: il vero cambiamento non può che passare dalle nostre abitudini, attualmente sbagliate e poco inclini alla risoluzione della problematica. Se l’acqua è un bene da razionare, le nostre abitudini sono totalmente da innovare: nel quotidiano gli sprechi superano gli utilizzi razionali, con conseguenze catastrofiche quali l’interruzione di erogazione idrica che spesso si verificano in estate.

Ma la vera domanda è: se le precipitazioni si sono ridotte del 40% in quella che – a detta degli esperti – sarà l’estate meno calda dei prossimi venti anni, di quanto si ridurranno tra vent’anni?

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