EQUITAZIONE: SPORT E CAVALLI

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Intervista ad Andrea Formicola e Maurizio Russo

Oggi #youngstars presenta ai lettori di WWWITALIA un giovane cavaliere che ben si affianca, per la sua personalità, all’animo nobile e fiero del cavallo. A lui, che pratica equitazione, si rivolge la mia attenzione per un’ intervista.

Da quanto tempo fai equitazione?

Faccio equitazione da 6 anni cioè da quando avevo 12 anni sempre presso il centro Hirpinia Hippos di Manocalzati (AV) .

Perché proprio equitazione?

Perché è uno sport che mi permette comunque di stare a contatto con la natura e gli animali, che amo moltissimo. È una passione che è venuta fuori completamente a caso perché mi trovavo in vacanza presso un villaggio turistico e feci una passeggiata a cavallo. Mi piacque moltissimo. Allora avevo sei anni  ma è stato solo a dodici che feci una prova presso Hirpinia Hippos e decisi di iniziare.

Hai un rapporto particolare con gli animali, ti piacciono molto?

Sì, mi piacciono moltissimo e ho sempre avuto animali a casa sin da quando ero piccolo.

Come si chiama il tuo cavallo?

Si chiama Zoe.

Giacché parliamo di animali voglio farti una domanda che potrà forse sembrare banale: con il cavallo, che non è un animale domestico, si instaura un rapporto particolare allo stesso modo di come accade, ad esempio, con il cane?

Anche di più. Il cavallo si affeziona molto e si crea un legame proprio tramite il lavoro che si fa insieme. Quando si fa il salto o il dressage si viene a creare una vera e propria sintonia tra cavaliere e cavallo e questo non avviene con gli altri animali. Quando io, ad esempio, cammino nel campo e Zoe è libera, mi segue pur non essendo obbligata. Quindi significa che lei ha piacere di stare con me.

Ma, secondo te, il cavallo vuole essere cavalcato?

Probabilmente non gli fa piacere ma la sua nobiltà d’animo gli consente di svolgere il lavoro e di ascoltare ed eseguire gli ordini.

Quindi si può dire che è l’amore che gli animali hanno verso gli uomini che induce poi il cavallo a fare determinati esercizi. Tutto questo gli procura sofferenza?

Forse si, però, alla fine, si sente molto gratificato dal fatto di fare un esercizio insieme alla persona. Per Zoe, fare un esercizio insieme a me è gratificante, capisce di aver fatto qualcosa di bello insieme e dopo la vedo anche molto più allegra.

Non essendo un cane, quando vai via chiaramente lasci Zoe qui al maneggio e sei tranquillo che lei stia bene senza di te? Ti senti sereno per questa scelta?

Sono tranquillo perché mi fido tantissimo delle persone che ci sono qui al maneggio, perché so come tengono i cavalli e loro mi chiamano se Zoe non sta bene o notano qualcosa di strano.

Quindi tu e Zoe gareggiate insieme?

 Sì. La prima gara che ho fatto, in effetti, era con un altro cavallo però, poi, avendo deciso di intraprendere la carriera agonistica, l’ho comprata, consigliato nella scelta dai miei istruttori e, quindi, ho cominciato a gareggiare con lei.

Ricordo che quando andai a scegliere provai lei e un altro cavallo e tra me e Zoe nacque immediatamente qualcosa in quanto con l’altro cavallo ci fu qualche problema da subito mentre, invece, con lei si instaurò immediatamente un particolare feeling. All’epoca, infatti, io avevo bisogno di un cavallo che mi insegnasse. Oggi, avendo più esperienza, riuscirei a gestire un altro cavallo ma a quei tempi Zoe mi ha dato un grande aiuto.

Quindi tu hai cominciato a 12 anni e poi hai deciso di fare l’agonistica quando?

Dopo un paio di anni la mia istruttrice mi propose di fare una gara e accettai.  Così ho cominciato intorno ai 14 anni.

In che tipo di competizioni gareggi?

Faccio salto a ostacoli. Sono partito dai 60 cm e all’ultimo percorso ho saltato 1 m. Quando ho iniziato, doveva essere dressage però il salto a ostacoli mi dà un’emozione è un’adrenalina maggiori quindi lo preferisco.

Quante volte ti alleni?

Nel periodo invernale almeno due volte a settimana, il sabato e la domenica e, se riesco, anche un’altra volta infrasettimanalmente. D’estate vengo a montare ogni volta che posso sempre nel rispetto del cavallo che nelle ore più calde chiaramente non può lavorare.

In che cosa consiste l’allenamento?

Consiste nel riscaldamento per far sciogliere i muscoli al cavallo, poi facciamo un po’ di trotto e un po’ di galoppo per prepararlo al salto.

Che cosa bisogna imparare?

Equilibrio, coordinazione tra braccia, gambe e mani. Bisogna imparare a tenere in un certo modo le spalle per evitare di cadere, dare il giusto impulso e, soprattutto, rispettare il cavallo.

Chiaramente suppongo che, come tanti altri giovani sportivi che ho avuto il piacere di conoscere e di intervistare, anche tu sia molto dedito a sacrifici.

Certo. Se la domenica devo gareggiare sicuramente il sabato evito di uscire o quantomeno di fare tardi e anche per quanto riguarda le spese cerco di risparmiare in linea di massima per poi comprare qualcosa che serve al cavallo o a me.

Come si svolge una giornata di gara?

Si viene sempre la mattina presto per preparare e accudire il cavallo in modo che una volta arrivati nel luogo della gara il grosso sia già fatto. Il giorno prima si organizza il baule con tutto l’occorrente, poi una volta arrivati al maneggio o nel luogo dove si deve svolgere la gara si controlla che il cavallo stia bene, che nel viaggio non abbia avuto problemi, che si sia ambientato. Se il viaggio è lungo chiaramente bisogna fermarsi per vedere se il cavallo sta bene, sta mangiando e ha tutto quello che gli serve.

Prima mi hai detto che hai preferito la scelta dei salti piuttosto che il dressage perché i salti ti mettono più adrenalina. Che cosa si prova prima di una gara?

Prima di una gara c’è sempre un po’ di ansia e di preoccupazione di sbagliare, di dimenticare il percorso che noi vediamo soltanto 10 minuti prima della gara. La cosa bella è entrare in campo e, insieme al proprio cavallo, riuscire a dare il tutto per tutto sia per chi gareggia ma anche per tutto quello che c’è intorno: per i genitori, per la dedizione degli istruttori e, una volta terminato il percorso, ci si sente molto soddisfatti.

Se si vince è meglio ma anche sbagliare aiuta, soprattutto se si commettono errori di distrazione che compromettono la gara. Dimenticarsi il percorso e subirne le conseguenze aiuta a crescere e a maturare sull’attenzione da dare e insegna a non prendere nulla sottogamba.

Prima della gara cosa fate tu Zoe?

Una volta arrivati nel luogo della gara portiamo Zoe nel box e la lasciamo lì tranquilla con acqua e fieno a disposizione; poi, prima della gara, mentre io vedo e memorizzo il percorso, se c’è qualcuno del maneggio la porta a fare un giro per farle conoscere l’ambiente. Essendo un lungo nuovo potrebbe anche spaventarsi di un albero o di un rumore.

É difficile fare una gara?

Più che difficile, dato che è come un allenamento, c’è la pressione e l’ansia di poter sbagliare anche se quest’ultima a volte ci spinge a dare il meglio di noi stessi. Fra l’altro, bisogna essere in grado di camuffarla perché il cavallo è molto sensibile allo stress del cavaliere, quindi è facile che possa andare in ansia anche lui e sbagliare.

Certo, riflettevo sul fatto che, non essendo uno sport di squadra, magari in un attimo ci si può giocare tutto quello che si è fatto durante gli allenamenti, tutti i sacrifici e i progressi si  dimostrano in pochi minuti e quindi, chiaramente, questo rende ancora più difficile la prova.

Bisogna essere super concentrati, molto attenti, senza spaventarsi e poi alla fine, rispetto allo sport di squadra, sei soddisfatto perché sai che il merito dell’esito è solo tuo e del cavallo.

L’ultima gara che hai vinto?

È stata a Pozzuoli il 23 settembre. Consisteva in due percorsi uguali. Nel primo il salto era di 90 cm, nel il secondo di 1 m. Nella prima gara ero l’ultimo a partire mentre nella 100 ho potuto scegliere e quindi ho deciso di partire per primo per evitare lo stress dell’attesa e per non far raffreddare il cavallo. Chiaramente riprendere da zero è stressante anche per lei così ho deciso di partire per primo.

Com’è andata questa gara?

Sono molto soddisfatto del risultato sia perché mi sono posizionato primo ex aequo nei percorsi sia perché era la prima volta che facevo una categoria così alta. Inoltre uscivo in gara dopo molto tempo e aver fatto una categoria alta e classificarmi per primo mi ha dato un enorme piacere. Anche vedere i miei compagni del maneggio e la mia istruttrice erano contenti per me e tutto questo mi è piaciuto.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Ce ne sono tanti. Il primo sarebbe prendere il primo grado per poi fare il concorso da tecnico istruttore ed aiutare anche i miei istruttori a fare le lezioni e riuscire a trovare lavoro in un maneggio.

Che cos’è il primo grado?

È un titolo, un brevetto che si consegue dopo un certo numero di punteggi nei concorsi e con il superamento di un esame sia teorico che pratico.

Oltre questo mi piacerebbe certo continuare gli studi, conseguire la laurea in economia in modo tale da poter lavorare con mio padre e poi sicuramente vorrei affiancare l’equitazione con il lavoro in modo da poter fare entrambi senza mai abbandonare la mia passione e poterla trasmettere anche a qualcun altro.

La maturità di Andrea mi ha molto colpito e curiosa di saperne di più rivolgo alcune domande anche agli istruttori del centro.

Diciamo, innanzitutto, che il centro di equitazione Hirpinia Hippos è iscritto alla FISE (Federazione Italiana Sport Equestri), al CONI e al GID (Gruppo Italiano Dressage).

Presso il maneggio operano l’Istruttore federale di terzo livello Patrizia Varriale, giudice federale internazionale (giudice FEI)e giudice federale di completo, salto ostacoli e dressage; Eliana Cova, Tecnico FISE di equitazione di 2° livello e Maurizio Russo , Tecnico FISE di equitazione di 1°livello.

È il Presidente del centro, Maurizio Russo, che risponde alle mie domande.

Che cosa fa e non fa un buon istruttore?

L’ istruttore ha le funzioni di un educatore ed è suo compito insegnare questa splendida disciplina nel modo più corretto e soprattutto nel pieno rispetto del cavallo cercando di creare un binomio perfetto tra cavallo e cavaliere.

Da dove nasce questa attività: è più passione o più guadagno?

Chiaramente questo è uno sport di passione in quanto per i tanti sacrifici e spese sostenute per il benessere degli animali i guadagni sono irrisori e spesso addirittura nulli.

Qual è l’iter delle gare e dei brevetti?

Appena ci si iscrive viene rilasciata la patente ludica che permette di montare a cavallo con copertura assicurativa e di cominciare a sostenere alcune gare di base per poter passare al livello successivo che viene definito patente b oppure brevetto. Al conseguimento del brevetto, valido anche come punteggio per i concorsi nelle Forze dell’Ordine, dopo aver sostenuto diverse gare si può passare al livello successivo e cioè il 1° grado che permette di fare gare di salto dai 115cm in su e si ha la possibilità di fare corsi per diventare istruttore di 1° livello.

Bene, nel ringraziare tutti per la gentile disponibilità non mi resta che augurare al giovane Andrea di realizzare tutti i suoi bei sogni e di amare per sempre la sua Zoe.

Maria Paola Battista

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About Maria Paola Battista

Amo ascoltare, leggere, scrivere e raccontare. WWWITALIA mi dà tutto questo. Iniziata come un’avventura tra le mie passioni, oggi è un mezzo per sentirmi realizzata. Conoscere e trasmettere la conoscenza di attori, artisti, scrittori e benefattori, questo è il giornalismo per me. Riguardo ai miei studi, sono sociologa e appassionata della lingua inglese, non smetto mai di studiare perché credo che la cultura sia un valore. Mi piace confrontarmi con tutto ciò che è nuovo anche se mi costa fatica in più. Difetti? Non ho una buona capacità di guardarmi intorno e, strano a comprendere forse, non sono molto curiosa! Grazie ai lettori di WWWITALIA per l’attenzione che riservano ai miei scritti e mi auguro di non deluderli mai. mariapaolabattista@wwwitalia.eu