Gli studenti del Mancini presentano il loro #io leggo perché 2019

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Al termine della settimana dedicata alla promozione della lettura nelle scuole, sabato 26 ottobre una “banda” di studenti accompagnati e guidati dalle loro insegnanti, hanno animato Piazzale A. Guarino, antistante la libreria Mondadori di Avellino.

Vi presento, quindi, gentili lettori di WWWITALIA, i giovani lettori del Liceo Scientifico Statale Mancini di Avellino.

Partecipando a #io leggo perché i giovani studenti hanno scelto di leggere dei libri e di presentarli nel corso dell’incontro.

Scelte tra le più disparate, così come sono le loro personalità, sono state argomentate sia dai ragazzi che dalle loro insegnanti. Del gruppo di lettura del M fanno parte le Professoresse Angela Graziano, Elisa Troisi, Patrizia Martone, Margherita Faia, che ne è la referente, Giusy D’Errico e Manuela Muscetta.

La nostra società è stata messa a confronto con quella di altri paesi dove i coetanei dei giovani lettori sono costretti a fare delle scelte ben diverse e più tristi delle loro.

Guerra, fame, violenza, soprusi, bullismo, giovani donne che crescono. Riflessioni mature che hanno dimostrato una lettura critica e appassionata.

Società dell’800, Romanticismo, musica del tempo e contemporanea, ma anche fisica, buchi neri e saghe fantasy.

Un mondo nuovo e un modo diverso di presentarlo alla società che spesso vede i ragazzi distratti e alienati secondo stereotipi ingiusti e affrettati.

Che cosa dà un libro?  Conoscenza ma non solo, dà immaginazione, speranza, stimola la fantasia e porta alla riflessione per essere migliori.

Nella forma e nelle espressioni degli studenti nonché nelle loro sensibili e sensate considerazioni, i contenuti dei libri prendono forma ed è come se si respirasse un’aria di speranza e di progresso. Il progresso della personalità e della mente che contribuirà, un giorno, a rendere migliore la società.

Il liceo Mancini, insieme alla scuola media Dante Alighieri, rappresentano due tristi realtà della città di Avellino perché, a causa della inagibilità delle loro sedi, sono state da anni smembrate e localizzate in edifici diversi.

Eppure, perché fortunatamente c’è un eppure, il primo con la perseveranza e la dedizione dei suoi docenti, contribuisce a dare una formazione di eccellenza ai suoi studenti, l’altra rappresenta un contributo importante nell’accompagnamento in una fase delicata giovanile dei ragazzi, nel loro percorso educativo.

Insegnanti eccellenti rendono eccellente la scuola, indipendentemente dall’ostruzionismo politico e amministrativo.

Di seguito le riflessioni sulla serata redatte insieme ad alcune delle insegnanti presenti.

Angela Graziano

Nel suo intervento ha mostrato un bellissimo disegno di una sua allieva che non era presente.  Raccontiamo qualcosa di questo disegno.

disegno sabato

Tra i temi stabiliti da #io leggo perché ne abbiamo selezionati alcuni, proponendoli ai ragazzi. Ad una mia allieva, che è particolarmente brava a disegnare, ho suggerito di fare qualcosa che mettesse insieme tutte le nostre riflessioni e lei è riuscita a produrre un disegno convincente, appassionante nonché emozionante perché ha disegnato un bambino, quindi già, simbolicamente, lo stupore legato ai bambini che guardano il mondo con occhi diversi, che ha una sorta di pedana costituita da libri. Grazie allo scalino, il bambino riesce ad affacciarsi elevandosi dalle bruttezze che lo circondano come, ad esempio, dei sacchi di immondizia e il muro scalcinato, e può guardare e incantarsi di fronte a un paesaggio meraviglioso. Il paesaggio, di montagne tra il verde e l’azzurro del cielo, con una sorta di piccolo borgo medievale e sul lato destro una mongolfiera, che era fra l’altro uno dei temi su cui ragazzi dovevano riflettere, rappresenta la capacità di elevarsi al di sopra di tutto ciò che non ci appartiene e ci fa stare male. Quindi ha rappresentato anche la capacità del libro di rendere possibile altri mondi rispetto a quello che viviamo, la capacità di fantasticare, la creatività, l’immaginazione, quindi non solo la conoscenza.

Elisa Troisi

Mi è piaciuto moltissimo quello che ha letto riguardo il fatto che alla fine di un libro, il lettore desidera conoscere la persona che l’ha scritto perché, appunto, entra così in simbiosi con il racconto, e chiaramente con il suo scrittore, che avrebbe il sogno di conoscerlo. In effetti io sono un’appassionata lettrice e mi ci sono riconosciuta in questa sua lettura perché, appunto, tante volte ho desiderato di conoscere uno scrittore o una scrittrice di un libro letto. In parte, grazie alla mia professione, qualche volta riesco a realizzarlo perché posso sempre conoscere persone, che non sono necessariamente personaggi ma che arricchiscono di tanto la mia personalità. Molti di essi sono scrittori e ogni volta mi sento onorata.

Parliamo, quindi, proprio del rapporto intimo che si instaura tra chi legge un libro e un perfetto sconosciuto che è il suo scrittore che, alla fine della lettura, appare invece come qualcuno di più che conosciuto.

Ritengo che i libri siano dei compagni di vita che ci ascoltano in quanto le parole che noi troviamo nel libro sono anche le nostre e, spesso, ritroviamo nei libri i nostri pensieri. La vicinanza che si trova è sì tra l’autore e il lettore ma, più che altro, è una vicinanza di anime. Quindi il libro può essere davvero un supporto per le nostre esistenze, un amico sicuramente e, eventualmente, un compagno nei momenti di sconforto. Nel particolare, appunto, nella lettura che ho scelto, i libri accompagnano il protagonista a superare un momento particolarmente difficile.  Non a caso egli fa la scelta de La strada di   McCarthy dato che lui da poco ha perso la madre e, quindi, gli sembra di affrontare un mondo catastrofico. Così, molto spesso, quando scegliamo un libro, scegliamo in realtà qualcosa che sentiamo già vicino a noi dal solo titolo.

Quindi la lettura è foriera davvero di grandi sentimenti.

Lara sabato

La professoressa Margherita Faia mi racconta che non solo lei e le sue colleghe hanno preparato la kermesse della serata prevista per il contest #io leggo perché ma che, presso il liceo Mancini, hanno anche adottato una serie di iniziative tese a far appassionare i ragazzi alla lettura.

Il nostro manifesto, ad esempio, ha scelto come sottotitolo Io leggo perché un libro mi canta la vita.  Un po’ perché nel DNA letterario di tutti noi, il primo approccio con il classico è Omero e Cantami o Diva del Pelide Achille l’ira funesta e poi perché, effettivamente, leggere un libro è come toccare le note di un pentagramma di sentimenti, emozioni, pensieri, parole che inevitabilmente ci rendono più ricchi e ci salvano da noi stessi, dal mondo che ci circonda, quando il mondo che ci circonda gira al contrario. Come ho detto all’inizio, appunto, noi crediamo fermamente che libri con la testa ben fatta possano ancora, in qualche modo, dare una risposta alle tante ombre che aleggiano in questa società e per questo dobbiamo comprarli e leggerli. Con gli studenti di V B abbiamo riflettuto molto sulla “caccia al libro” che hanno dovuto fare quando io avevo loro assegnato per l’estate un Borghese piccolo piccolo di Vincenzo Cerami la cui prima prefazione fu scritta da Italo Calvino che ne disse meraviglie. I ragazzi mi dicevano di non riuscire a trovare il libro, così ho chiesto un po’ alle librerie Avellino e ho avvertito una sorta di fitta al cuore quando mi hanno risposto che il libro è fuori produzione. Ciò significava che non si stampa più perché non c’è nessuno che lo richiede.

Allora noi dobbiamo tutelare i libri e difenderli anche in questo modo. Tra l’altro ai ragazzi di V B, quindi parliamo di ragazzi tra 17 e i 18 anni, il libro è piaciuto tantissimo.

Noi partecipiamo al contest con una serie di lavori molto belli fatti dalle colleghe, attraverso la cartellonistica; i miei ragazzi di V B e IV H stanno preparando dei lapbook sui libri letti in classe. La collega Patrizia Martone, che ha anche le classi di scienze applicate, ci ha ospitato l’altra mattina per l’appuntamento che abbiamo chiamato un libro a classi aperte e i suoi alunni, in maniera meravigliosa, hanno illustrato il personaggio di Leonardo che era una delle tematiche adottate”.

Così la professoressa Patrizia Martone mi racconta che lei insegna lingua inglese e sta portando avanti un progetto nelle sue classi intitolato Read on.

“È anch’esso un progetto che vuole promuovere la lettura. Abbiamo una biblioteca che comprende una serie di libri, di diversi livelli: i cosiddetti   graded readers. I ragazzi possono avvicinarsi alla lettura sia di libri che di classici in lingua inglese che siano comunque facilmente comprensibili perché scelti in base al loro livello di conoscenza della lingua. Questo, appunto, li può appassionare. Il principio di questo progetto è quello di farli avvicinare alla lettura per il puro piacere di leggere ma , nello stesso tempo, ha anche un’altra finalità perché attraverso il piacere  di leggere si può ampliare la conoscenza della lingua inglese apprendendo nuovi vocaboli, nuove strutture, frasi idiomatiche e l’obiettivo diventa, così, migliorare le competenze linguistiche.

Accanto a questo progetto ne abbiamo portato avanti anche un altro. Poiché molti ragazzi hanno delle competenze di informatica, quindi soprattutto tecnologiche, attraverso questo mezzo, hanno rappresentato i vari libri letti coniugando le loro conoscenze linguistiche con quelle tecnologiche. In tal modo sono più invogliati in quanto il modo di rappresentare il libro, mettendo in pratica quello che si è letto, significa averlo fatto proprio. Tramite il mezzo tecnologico, attraverso le immagini, i giovani lettori restituiscono il loro sentimento, raccontano le emozioni che hanno vissuto e, di conseguenza, le loro emozioni.

In conclusione la professoressa Faia mi dice: “Il nostro tentativo è quello di restituire un domani, alla società, delle personcine eticamente consapevoli e presenti”.

Per questo le ringrazio molto della loro professionalità e del loro impegno verso i ragazzi e la società.

Buon lavoro a tutte.

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Maria Paola Battista

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About Maria Paola Battista

Amo ascoltare, leggere, scrivere e raccontare. WWWITALIA mi dà tutto questo. Iniziata come un’avventura tra le mie passioni, oggi è un mezzo per sentirmi realizzata. Conoscere e trasmettere la conoscenza di attori, artisti, scrittori e benefattori, questo è il giornalismo per me. Riguardo ai miei studi, sono sociologa e appassionata della lingua inglese, non smetto mai di studiare perché credo che la cultura sia un valore. Mi piace confrontarmi con tutto ciò che è nuovo anche se mi costa fatica in più. Difetti? Non ho una buona capacità di guardarmi intorno e, strano a comprendere forse, non sono molto curiosa! Grazie ai lettori di WWWITALIA per l’attenzione che riservano ai miei scritti e mi auguro di non deluderli mai. mariapaolabattista@wwwitalia.eu