I ragazzi del S. Tommaso-F.Tedesco incontrano la redazione di WWWITALIA

Istituto Comprensivo lezione di giornalismo

Per la Festa del libro i giovani alunni di un istituto comprensivo avellinese hanno voluto conoscere cosa c’è dietro un giornale con domande e riflessioni sulla professione e sulla costruzione dell’informazione

Per la giornata internazionale del libro i ragazzi dell’Istituto Comprensivo S. Tommaso – F.Tedesco  di Avellino si sono dati da fare. I diversi ordini di scuola hanno accolto, con l’aiuto dei loro insegnanti, l’invito alla riflessione sul valore della scrittura. Qualcuno è andato anche più in là, incontrando la nostra redazione per conoscere cosa significhi fare il giornalista e come si costruisca un giornale sia cartaceo che digitale.

Stamattina ho incontrato insieme a Maria Paola Battista le classi quinte dell’istituto, invitata dalla dirigente scolastica Immacolata Gargiulo, tramite la nostra cara amica Antonella Urciuoli, per un seminario sul giornalismo per la loro Festa del libro. Sia la preparazione dei bambini della primaria, accompagnati dagli insegnanti Antonella Storti, Sabatina Napolitano, Giovannina Noviello, Giuseppe D’Onofrio e Francesca Girardi, che l’interesse mostrato dagli alunni della secondaria, accompagnati dalla docente di Lettere Barbara Guarino, ha testimoniato la grande attenzione che l’istituto mette nel  preparare le nuove generazioni alla vita e al successivo percorso di apprendimento. I più piccoli hanno fatto colpo su di noi presentandoci degli articoli elaborati nel percorso scolastico, i più grandi ci hanno posto delle domande sul senso della professione giornalistica.

Incontro con la scuola primaria dell'I.C. S.Tommaso-F.Tedesco

Incontro con la scuola primaria dell’I.C. S.Tommaso-F.Tedesco

Il felice incontro con questi bravi alunni mi ha portato a pensare al fatto che la scuola, purtroppo per noi, è al centro delle cronache giornalistiche a causa di ripetuti episodi di violenza verbale e fisica nei confronti di alcuni insegnanti, oltre che tra alunni. Sembra che il mondo della formazione giovanile stia attraversando una fase oscura che ci obbliga a porci delle domande. Perché i ragazzi oggi rifiutano l’autorità nel contesto scolastico, sgomitando per un post sui social network? E ancora: perché è così diffuso nel comportamento dei ragazzi che si affacciano alle prime classi delle superiori quell’atteggiamento spocchioso e irritante che manifesta un evidente malessere sociale? Perché i problemi ce li abbiamo tutti, fatta salva la capacità di nasconderli agli altri, sia chiaro.  A chi attribuire, quindi, la colpa del degrado cui dobbiamo assistere impotenti? Non sarà per caso da trovare allo scollamento delle tessere che in una società avevano il delicato compito di formare i giovani, ricoprendo il ruolo di agenzie formative?

Mi spiego: sembra che la scuola e la famiglia stiano sempre di più prendendo le distanze l’una dall’altra trincerandosi dietro le barricate della burocrazia e delle norme, mentre i ragazzi, disorientati, cercano sul web soddisfazione e autoaffermazione, rendendo vani gli sforzi compiuti da genitori e insegnanti per offrire loro una via di crescita. Da soli non si arriva da nessuna parte, ricordiamolo. Una questione che concorre, probabilmente determinandolo, a questo scollamento è che da quando la sopravvivenza degli istituti è stata assoggettata ai numeri, l’attenzione di molti si è trasferita dalla qualità alla quantità. Se da una parte gli alunni non dovrebbero mai essere trattati come numeri, bensì come risorsa per il futuro della società, dall’altra i genitori non dovrebbero mai cedere a questo andazzo ricattando la scuola in virtù della caccia alle iscrizioni.

Ma purtroppo il problema è più complesso se si pensa che a contribuire alla persistenza di un inaccettabile comportamento da bullo sia verso gli insegnanti che verso i compagni di classe è una dilagante violenza verbale diffusa sui tanto, e qualche volta giustamente, vilipesi social network: una ricchezza nelle mani sbagliate, potremmo dire. Tali mezzi di comunicazione di massa vengono utilizzati, e non solo dai più giovani, come ring da combattimento tra persone, adulte e vaccinate, che nella vita reale non farebbero male a una mosca. I cosiddetti “Leoni da tastiera” emettono tutto il veleno accumulato in una vita di frustrazioni non appena incontrano la possibilità di rendere pubblico per iscritto il loro fugace pensiero. Certamente la maggior parte di loro crede di non far male a nessuno rendendo manifesto un proprio commento, ma noi sappiamo che “scripta manent”, sia nel web che nella mente dei più giovani.

Facciamoci dunque tutti un bell’esame di coscienza!

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About Eleonora Davide

IL DIRETTORE RESPONSABILE Giornalista pubblicista, è geologa (è stata assistente universitaria presso la cattedra di Urbanistica alla Federico II di Napoli), abilitata all’insegnamento delle scienze (insegna in istituti statali) e ha molteplici interessi sia in campo culturale (organizza, promuove e presenta eventi e manifestazioni e scrive libri di storia locale), che artistico (è corista in un coro polifonico, suona la chitarra e si è laureata in Discipline storiche della musica presso il Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino). Crede nelle diverse possibilità che offrono i mezzi di comunicazione di massa e che un buon lavoro dia sempre buoni risultati, soprattutto quando si lavora in gruppo. “Trovo entusiasmante il fatto di poter lavorare con persone motivate e capaci, che ora hanno la possibilità di dare colore e sapore alle notizie e di mettere il loro cuore in un’impresa corale come la gestione di un giornale online. Se questa finestra sarà ben utilizzata, il mondo ci apparirà più vicino e scopriremo che, oltre che dalle scelte che faremo ogni giorno, il risultato dipenderà proprio dall’interazione con quel mondo”.

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