Ieri sera la rievocazione teatrale Vendetta al Casino

teatro

Il resoconto della serata e l’intervista a Luigi Frasca e Armando Montefusco

Storia locale, prodotti tipici, arte e un folto pubblico hanno animato ieri sera il Casino del Principe di Avellino.

Un luogo che, dopo anni di incuria e abbandono, sta recuperando il suo ruolo di centro, culturale, storico e ricreativo grazie, soprattutto, all’impegno delle Associazioni Avionica e Info Irpinia.

Nel suo saluto Francesco Celli, presidente di Info Irpinia, sottolinea che la serata è il risultato del lavoro organizzativo di tre giovani stagisti impegnati nella promozione del territorio. Una “prova pratica” di ciò che potrebbe diventare quello che, finora, hanno solo studiato.

Il Professore Montefusco con i tre stagisti

Il Professore Montefusco con i tre stagisti

Il professore Armando Montefusco, illustre studioso di storia locale, racconta di come, all’inizio del ‘600, con i Caracciolo, Avellino visse, per una fortuita e fortunata coincidenza, dei momenti esaltanti.  Fu una città straordinaria dal punto di vista economico perché c’erano fiorenti industrie della lana, molitorie e le ferriere. Qui, Camillo Caracciolo pensò di costruire un parco giardino perché era stato in guerra nelle Fiandre e si era accorto che la vegetazione che caratterizzava quelle zone era molto simile a quella di Avellino. Decise, così, di trasportare le piante più strane che ad Avellino erano sconosciute e le fece piantare creando un parco immenso che si estendeva da Contrada fino a Picarelli. L’immenso parco, la cui parte superiore retrostante al Casino era terrazzata, fu popolato da daini e cervi e anche da animali feroci come leoni e tigri.

I documenti confermano la presenza di nobili come Maria Teresa d’Austria e del principe di Etiopia.

Il Casino era l’ingresso al parco. Il Principe di Avellino incaricò, in seguito, l’ingegnere Giovanni Antonio Nigrone il quale progettò delle splendide fontane animate con giochi di acqua e raffiguranti, come testimoniano delle raffigurazioni acquerellate conservate presso la biblioteca di Napoli, personaggi illustri.

L’interessante presentazione del Professore è seguita da una rappresentazione teatrale a cura del Teatro d’Europa. Dislocato tra il giardino, l’atrio e la sala del Casino, la storia è ambientata nel IX secolo quando in Italia meridionale vi era una forte contrapposizione tra il Principato di Salerno e quello di Benevento e racconta del fallito tentativo di impadronirsi del territorio beneventano da parte del principe di Salerno Guaimario e di suo cognato Guido.

I due, infatti, essendo venuti a conoscenza della prossima morte di Aione, si organizzarono per trovarsi pronti per accaparrarsi la nomina.

Quando i beneventani seppero della cospirazione di Guaimario, conoscendo la crudeltà di Guido, cercarono di opporsi facendo ricorso al Gastaldo avellinese Adelferio, anch’egli noto per la sua spregiudicatezza, ambizione e spirito di indipendenza affinché sorprendesse Guaimario e il suo seguito nel passaggio per Avellino, impedendo loro il viaggio verso Benevento dove avrebbe ottenuto la nomina. Dopo una sosta per il pranzo a Montoro, prolungatasi a causa di un temporale, Guaimario e i suoi giunsero nei pressi di Avellino e saputo che Adelferio gli sarebbe andato incontro in segno di omaggio, Guaimario ordinò al suo chierico Giovanni di trafiggere con un colpo di lancia il signore di Avellino. L’agguato, però, falli perché Adelferio, intuito il pericolo, schivò il colpo e attese l’arrivo di Guaimario. In un clima di ostentata cordialità, che ben dissimulava il reale stato d’animo tra i due, avvenne l’incontro suggellato da un invito a cena al Casino del Principe di Avellino. Qui, a notte fonda, nel silenzio del Casino, si compì la vendetta: Adelferio e i suoi entrarono nella stanza di Guaimario e, violando la sacra legge dell’ospitalità, gli cavarono gli occhi.

Luigi Frasca ringrazia tutti gli attori che hanno contribuito alla breve manifestazione, volendo dare il proprio contributo come Teatro d’Europa insieme all’associazione Cubart del balletto di Cesinali, precisando che, quando c’è un gruppo di giovani validi e competenti, le cose si possono fare anche in Irpinia e loro ce la mettono tutta.

I DeJavu

I DeJavu

Mentre il duo musicale DeJavu si appresta a iniziare il bel concerto che accompagnerà la degustazione di prodotti tipici, intervisto Luigi Frasca.

Nel suo saluto ha detto che l’Irpinia può vivere.

Sì, infatti. E mi piace proprio già il nome di questa associazione, Info Irpinia, con cui c’è stata subito una bella sinergia. Giovanissimi a cui abbiamo dato il nostro contributo con grandissimo piacere.

Fin dall’inizio il loro intento è stato quello della rivalutazione del territorio e stanno dimostrando che, unendo tutte le forze, si può fare qualcosa. Erano attori formati da voi quelli che hanno recitato stasera?

Erano in piccola parte un gruppo formato da noi, altri si sono prestati per l’occasione e nel giro di 2-3 giorni abbiamo messo su lo spettacolo. Nonostante, infatti, i numerosi impegni perché abbiamo un importante debutto a settembre proprio ad Avellino e stiamo allestendo la stagione teatrale del prossimo anno, abbiamo voluto dare, comunque, e con grande piacere, un nostro contributo.

Fra l’altro è stata perspicace anche la scelta di rievocare un episodio accaduto proprio qui al Casino del Principe.

È stata voluta perché la storia locale non si conosce e quindi è importante, con questi piccoli interventi, renderla nota. Oggi, poi, c’è tanta gente quindi ci sentiamo molto gratificati.

Pongo la stessa domanda al Professore Armando Montefusco.

Dopo un anno dall’insediamento di Info Irpinia, questo luogo incomincia a rivivere.

Sono delle belle iniziative, bisogna continuare e aiutarle a crescere perché, come dice Francesco Celli, non è facile portarle avanti.

Si dovrebbe anche tentare di far conoscere di più la storia locale dato che nei libri di storia non c’è.

Sicuramente. Bisogna proporla in modo piacevole. Proprio per questo con l’amico Geppino Del Sorbo, che è un grande videomaker, che sa gestire i filmati multimediali, abbiamo creato dei filmati interessanti da vedere e, nello stesso tempo, molto istruttivi che raccontano la storia di Avellino in maniera piacevole.

Abbiamo in programma la loro proiezione a breve, in questo mese di agosto.

La profusa opera di Info Irpinia, di cui sono già evidenti e noti i primi risultati per ciò che riguarda la salvaguardia del territorio irpino e la rivalutazione dello stesso, volge il suo interesse anche verso la storia e la cultura dei luoghi.

Il folto pubblico che ha partecipato con interesse alla manifestazione ha dimostrato di apprezzare iniziative che riescano a far conoscere l’importanza storica della città, da tempo ormai troppo abbandonata, nonché il proficuo connubio tra arte, cibo e musica.

Rientrando verso il centro della città, insieme ad un’amica, ci ritroviamo a risalire lungo Corso Umberto I e il commento piacevole del tutto è interrotto, con grande disappunto e delusione, quando ci rendiamo conto di essere costrette a camminare sulla strada e non sui marciapiedi occupati dalle auto in sosta ovviamente vietata.

Probabilmente, anche un po’ di civiltà non guasterebbe in aiuto a chi si adopera affinché Avellino e l’Irpinia non continuino a vivere in un degrado che coinvolge tutto.

 

Ringrazio il gentilissimo Sabino Battista per la bella foto degli attori.

Maria Paola Battista

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About Maria Paola Battista

Amo ascoltare, leggere, scrivere e raccontare. WWWITALIA mi dà tutto questo. Iniziata come un’avventura tra le mie passioni, oggi è un mezzo per sentirmi realizzata. Conoscere e trasmettere la conoscenza di attori, artisti, scrittori e benefattori, questo è il giornalismo per me. Riguardo ai miei studi, sono sociologa e appassionata della lingua inglese, non smetto mai di studiare perché credo che la cultura sia un valore. Mi piace confrontarmi con tutto ciò che è nuovo anche se mi costa fatica in più. Difetti? Non ho una buona capacità di guardarmi intorno e, strano a comprendere forse, non sono molto curiosa! Grazie ai lettori di WWWITALIA per l’attenzione che riservano ai miei scritti e mi auguro di non deluderli mai. mariapaolabattista@wwwitalia.eu