Il caso Avellino e la necessità di un nuovo sistema elettorale per le amministrative

Tessera elettorale

IL CASO AVELLINO – Il giro di consultazioni elettorali di Giugno ha consegnato al Paese una nuova geografia politica nazionale. Il centrodestra – compattatosi attorno alla figura di Matteo Salvini – ha guadagnato punti e comuni a scapito di un centrosinistra sempre più in crisi, mentre il Movimento 5 Stelle ha registrato una frenata dopo il trionfante successo delle politiche 4 Marzo. In nessuno dei 150 comuni coinvolti nelle elezioni amministrative il MoVimento ha vinto al primo turno, mentre in solo 8 comuni i pentastellati hanno avuto accesso al secondo turno. Tra questi spicca – innanzitutto per l’esito finale – quello di Avellino, dove il candidato dei Cinque Stelle Vincenzo Ciampi ha ottenuto una insperata vittoria al ballottaggio in seguito ad un testa a testa con il candidato del centrosinistra Nello Pizza.

Una vittoria insperata, dicevamo, perchè il dato del primo turno aveva lasciato emergere dati apparentemente incontrovertibili: 13.871 voti per Nello Pizza e soli 6.535 per Vincenzo Ciampi, con un distacco percentuale di circa 22 punti (42,93 – 20,22). Numeri ancora più emblematici se si considera che la percentuale di voti delle 7 (sette) liste a sostegno del candidato di centrosinistra fosse superiore ai 53 punti.

LA NORMATIVA – Al netto del “ribaltone” verificatosi al ballottaggio, è sorta dunque una questione di natura numerica (oltre che politica) che non permette il regolare prosieguo dei lavori al Comune di Avellino. Secondo la normativa di riferimento in materia di sistema di elezione per gli enti locali disciplinata dal TUEL – Testo unico degli Enti Locali (Dlgs 267/00), alle liste (o al gruppo di liste) collegate al Sindaco eletto (al primo o al secondo turno) che non abbiano già conseguito (al primo turno delle elezioni)  almeno il 60 per cento dei seggi del consiglio, ma abbiano ottenuto almeno il 40 per cento dei voti validi, è assegnato il 60 per cento dei seggi, a meno che nessuna altra lista o altro gruppo di liste collegate abbia superato il 50 per cento dei voti validi.

Ne consegue una inibizione che non permette, al momento, nemmeno di nominare i membri dell’esecutivo: il 53% di voti ottenuti al primo turno dalla coalizione a sostengo di Nello Pizza impedisce l’attribuzione di un premio di maggioranza a Vincenzo Ciampi, il quale – per forza di cose – si trova costretto ad attendere l’evolversi di una situazione dalla quale è possibile uscire solo attraverso il delicato meccanismo delle alleanze.

LE PROSPETIVE FUTURE – Parlare di inadeguatezza del sistema elettorale non sembra essere un azzardo, se il concetto viene contestualizzato alla nuova struttura e alle nuove dinamiche politiche. L’inarrestabile ascesa del tripolarismo ha cambiato gli assetti tipici delle esperienze primorepubblicane (e non solo), e le nuove tendenze di voto richiamano l’attenzione su mutate esigenze elettorali. Il concetto di un premio di maggioranza sempre garantito a chi vince non agirebbe in deroga al principio di rappresentatività, ma anzi faciliterebbe determinati meccanismi amministrativi che al momento risultano essere imbrigliati. Chissà che il caso Avellino non possa fare scuola.

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About Angelo Damiano

Angelo Damiano, studente di Scienze Politiche classe 1992. Da anni collabora con varie testate (soprattutto online), spaziando dallo sport alla politica passando per la cronaca. Si è appassionato alla politica negli anni del liceo e continua a seguirla con occhio quasi sempre imparziale. Pregi: amante di football manager. Difetti: ossessivamente amante di football manager. Per contatti angelodamiano@wwwitalia.eu