Il settore giovanile della Sidigas Scandone Avellino, ce ne parla Francesco Cavaliere

Francesco_Cavaliere

Intervista al responsabile del settore giovanile della Sidigas Scandone Avellino

Oltre la conosciuta prima squadra che milita nel massimo campionato della serie A della Lega Basket Italiana, la società avellinese ha in attivo un settore giovanile di cui oggi, Francesco Cavaliere ci dà gentilmente qualche maggiore informazione rispondendo alle mie domande.

Lo sport ha una grande importanza sociale in particolare per i giovani sia perché evita la strada sia perché può costituire un investimento per il futuro dato che sport non vuol dire solo diventare giocatori. Quindi, lei che si occupa di un settore giovanile, cosa pensa a tale proposito?

Penso che lo sport sia, insieme alla scuola, una delle cose più importanti per il percorso di crescita di un ragazzo. Infatti a livello sociale fa evitare cattive compagnie e, soprattutto, credo che sia una palestra di vita perché fare sport, al di là del fatto che si possa diventare atleti di un qualsiasi livello, dà degli insegnamenti che il ragazzo porterà con sé nella vita lavorativa e personale.

Lavorare con i giovani è non solo insegnare la tecnica di uno sport ma è anche lavoro di tipo psicologico e sociale. Bisogna, ad esempio, non solo insegnare a vincere ma ad accettare le sconfitte, il rispetto per le regole, i compagni e gli avversari nonché la propria autostima. Cosa può raccontarci in base alla sua esperienza?

Quando si parla di settore giovanile l’obiettivo principale è quello della crescita di un atleta, crescita tecnica, tattica, fisica, relazionale e mentale, al di là delle vittorie e delle sconfitte. Queste ultime sono dei mezzi per incentivare, per creare il clima positivo ma, alla base c’è il desiderio, soprattutto per il nostro discorso di alto livello giovanile, di produrre dei giocatori che, arrivati alla fine del loro percorso giovanile, siano degli atleti migliorati in tutte le loro componenti fondamentali.

Proprio per questo, io credo che quando si parla di settore giovanile a volte ci sia troppo un’esasperazione del risultato, della vittoria. La vittoria può avvenire attraverso tante strade più o meno speculative. Quando si parla di ragazzi piccoli come under 13 o 14, ci sono delle strategie che consentono di vincere le partite  non tanto speculando sulle proprie forze ma sulle carenze dei ragazzi a seconda di quella che è l’età. Invece, io credo che sia giusto lavorare sul singolo ragazzo in ogni aspetto: tecnico-tattico, accompagnandolo nel suo percorso di crescita costruendo l’atleta dalle fondamenta, per poi man mano a seconda di quelle che sono le varie categorie giovanili, ogni anno aggiungere dei pezzi per farlo diventare, infine, un atleta completo quando finirà il suo percorso giovanile. Quello che io dico al mio staff che si inizia un anno e alla fine di un anno sportivo dobbiamo avere dei ragazzi che hanno migliorato da ogni punto di vista.

Parlando di giovani, secondo me, la componente psicologica è determinante. Ogni ragazzo ha una propria chiave e, secondo me, la capacità e la bravura di un tecnico è  proprio quella di usare una chiave per ognuno di loro. Questo è alla base per poter parlare di una crescita a 360° di un atleta.

Ci vuole molta esperienza per fare un lavoro del genere.

Questo si e, soprattutto, ci vogliono grande elasticità e grande capacità di empatia che è determinante ai fini di un insegnamento che passa attraverso lo stimolo di un atleta; quindi se si è bravi a stimolarlo, a rimproverarlo ma anche a rialzarlo nelle difficoltà, sicuramente l’insegnamento arriverà a buon fine.

La crescita passa attraverso delle difficoltà, quindi il compito di un allenatore è quello di creare delle difficoltà all’atleta e fargli capire che attraverso il loro superamento si migliora. L’errore è la prima forma di apprendimento: ho sbagliato quindi ho avuto un’esperienza e da essa io posso partire per migliorare.

Lei che tipo di lavoro svolge all’interno della Sidigas Scandone Avellino?

Io mi occupo a 360° di tutto il pianeta giovani della Sidigas, nel senso che oltre ad allenare il gruppo under 18, che ha partecipato anche al lavoro del gruppo under 20, ho un lavoro di supervisore per quanto riguarda tutti gli altri gruppi sia per la parte tecnica in campo, sia per la formazione degli allenatori. Oltre l’aspetto di campo mi occupo dell’organizzazione, a partire dal reclutamento, della foresteria o delle trasferte e quant’altro.

Quest’anno avete aperto le porte anche agli under 13. Quali sono le prospettive qualitative dei vari gruppi dopo quest’anno di lavoro che volge al termine?

Per me inserire l’under 13 è stata un’idea vincente che ormai fa parte della nostra programmazione giovanile. Scandone parte dagli under 13 anche per la stagione 2018-2019 fino a terminare all’ultima categoria giovanile perché, alla fine, avendo un progetto importante riguardo il settore giovanile la nostra idea è quella di lavorare con i ragazzi a partire dalla prima fascia,  farli crescere e portarli avanti.

Il bilancio di questa stagione è estremamente positivo nel senso che il gruppo under 13 è un gruppo che è cresciuto tantissimo durante l’anno. Erano ragazzi che stavano insieme  per la prima volta e, quindi, lavorando ogni giorno, grazie alla capacità del loro allenatore, sono molto migliorati e siamo soddisfatti di questo perché al di là delle vittorie e delle sconfitte contano i percorsi di crescita e lì io credo che abbiamo fatto un ottimo lavoro. Così anche l’under 14, per poi arrivare nei gruppi eccellenza per cui con l’under 15 abbiamo vinto il campionato eccellenza ma anche lì, al di là delle vittorie, c’è una crescita esponenziale di tutti i componenti del gruppo, così come per il gruppo under 16 che all’inizio ha avuto un periodo di sbandamento ma poi è cresciuto, soprattutto nella seconda parte dell’anno, vincendo adesso il titolo élite, per poi terminare con gli under 18 che hanno fatto il doppio campionato, under 20 in cui giocavano contro ragazzi 88-89, quindi anche di due anni più grandi di loro. Oltre a fare il campionato della loro categoria 2000-2001, poiché il nostro obiettivo è quello di lavorare sulla crescita dei ragazzi e nello stesso tempo ci siamo resi conto che avendo vinto il campionato under 18, avevamo una squadra di livello superiore a quello che era il livello campano, abbiamo preferito fargli fare il campionato anche con ragazzi più grandi proprio perché in ottica di crescita poteva formarli sia dal punto di vista tecnico, sia fisico che di esperienza. Con questo gruppo, infatti, siamo arrivati anche alle fasi interregionali in maniera brillante giocandocela ad armi pari con Siena e Treviso, società e soprattutto strutture, che lavorano da tantissimi anni sul settore giovanile ed hanno grandi tradizioni. Anche in questo caso siamo molto contenti perché alcuni ragazzi hanno fatto anche il ritiro con la serie A e, durante l’anno, hanno preso parte agli allenamenti con la prima squadra. Penso che anche lì abbiamo ragazzi interessanti che possiamo portare avanti e ci auguriamo che ognuno di loro alla fine del percorso giovanile possa trovare una squadra senior sia con la Scandone che con altre realtà di categoria più bassa.

Quanti ragazzi sono di Avellino?

I gruppi under 13 e under 14 sono in prevalenza composti da ragazzi del territorio, il gruppo under 15 è formato da una componente di Avellino, nei gruppi under 17, under 18 ovviamente con il reclutamento anche di fuori regione abbiamo un mix di ragazzi del posto, ragazzi campani e qualcuno di fuori regione.

Tempo fa, parlando con Pino Sacripanti, mi disse che era molto contento di ciò che lei e il suo staff state facendo per il settore giovanile. Credo che, da grande esperto della pallacanestro giovanile quale è, oltre ad apprezzare il lavoro svolto, le abbia dato anche dei suggerimenti. Vuole mandargli un saluto?

Certo, Pino in questi tre anni ha fatto un buon lavoro ad Avellino, è stata una persona molto disponibile sia dal punto di vista della relazione che da quello della disponibilità. Quindi sicuramente lui ci ha aiutato molto e sono contento perché aveva un buon rapporto con tutto il mio staff tecnico del settore giovanile per quanto riguarda la formazione degli allenatori e, soprattutto, sono contento che lui abbia visto tante partite giovanili e questo per i ragazzi è stato molto importante, perché non accade di frequente. Ovviamente lui ha una formazione soprattutto di settore giovanile perché prima di allenare in prima squadra allenava il settore giovanile, per cui se l’è portata nel tempo. Sicuramente gli auguro le migliori fortune.

Riflettendo su quello che ha detto poco fa a proposito delle società che hanno una tradizione storica maggiore, ad esempio gli under 13 quest’anno hanno preso parte al Torneo Garbosi di Varese, in cui si è vista chiaramente la differenza tra società che fanno da sempre attività di basket anche per i ragazzi, portando avanti un vivaio per loro, lo si è visto in ogni aspetto. Quindi potremmo dire che anche Avellino si avvia verso questa strada?

Assolutamente si. Diciamo che il lavoro svolto in questi tre anni ci ha fatto acquisire molta credibilità anche al Nord dove attualmente la pallacanestro ha uno sviluppo maggiore rispetto al Sud, vuoi per strutture e per praticanti. Attualmente siamo invitati a partecipare ai migliori tornei, a seconda delle varie categorie, che si fanno in Italia e  questo è motivo di grande vanto. Nel Sud Italia siamo la realtà più importante, siamo un riferimento per tante società calabresi, pugliesi, campane, molisane ed anche laziali nonostante il Lazio abbia molte società.

Quindi di questo siamo molto contenti perché credo che la Scandone sia un patrimonio della città, della regione, di tutto il Sud Italia dati i grandi risultati e grazie agli sforzi che la società  Sidigas sta facendo anche per il settore giovanile, lo sviluppo che sta avendo sia un vanto. Proprio per questo approfitto per ringraziare l’ingegnere De Cesare, Luigi Carbone e Nicola Alberani che fanno parte della struttura dirigenziale e al loro appoggio io devo molto.

Era, come dicevo, molto tempo che una società campana non era invitata con tutte le squadre a partecipare ai tornei. Lo scorso anno abbiamo preso parte con il gruppo under 16 al Giovani leggende, poi quest’anno abbiamo partecipato con gli under 15 al Torneo Novi+cup che è il torneo più importante per quanto riguardo la categoria under 15 di Italia in cui vanno le migliori dodici squadre di Italia ed è stata la prima volta che una società del Sud Italia ha partecipato  e questo è molto gratificante.

 

 Bene, buon lavoro e buon proseguimento a tutti.

Maria Paola Battista

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About Maria Paola Battista

Amo ascoltare, leggere, scrivere e raccontare. WWWITALIA mi dà tutto questo. Iniziata come un’avventura tra le mie passioni, oggi è un mezzo per sentirmi realizzata. Conoscere e trasmettere la conoscenza di attori, artisti, scrittori e benefattori, questo è il giornalismo per me. Riguardo i miei studi, sono sociologa e appassionata della lingua inglese, non smetto mai di studiare perché credo che la cultura sia un valore. Mi piace confrontarmi con tutto ciò che è nuovo anche se mi costa fatica in più. Difetti? Non ho una buona capacità di guardarmi intorno e, strano a comprendere forse, non sono molto curiosa! Grazie ai lettori di WWWITALIA per l’attenzione che riservano ai miei scritti e mi auguro di non deluderli mai. mariapaolabattista@wwwitalia.eu