Incontro ecumenico all’Aeroporto di Capodichino. Intervista al soprano Paola Francesca Natale

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Per la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, una iniziativa particolare ha interessato le forze armate italiane e i cappellani militari provenienti da altri paesi, in occasione della quale è stato affidato un intervento vocale alla nota soprano Paola Francesca Natale che ha cantato Avinu Malkeinu (Padre nostro) in Ebraico a conclusione di una cerimonia ricca di simbologie e dall’alto valore morale

Giovedì 23 gennaio il Comando Aeroporto Militare di Napoli-Capodichino, insieme all’Ordinariato Militare, ha organizzato presso il proprio Salone degli Aviatori un incontro ecumenico alla presenza di tutti i cappellani militari italiani della XII zona pastorale (Campania e Basilicata) e dei cappellani stranieri presenti presso la base della Marina Militare degli Stati Uniti di Capodichino (US NSA) e presso il Comando NATO di Lago Patria (JFC Naples).

L’incontro, presieduto da S.E.R. Mons. Santo Marcianò, Ordinario Militare per l’Italia, ha visto la partecipazione dei vertici regionali delle quattro Forze Armate, della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato e di una nutrita rappresentanza di personale militare italiano e americano.

“Ci trattarono con gentilezza” (Atti 28, 2) è stato il tema dell’incontro riprendendo quello scelto per la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, in corso dal 18 al 25 gennaio.

Ha aperto l’evento il Colonnello Stefano Ferramondo – Comandante dell’Aeroporto Militare di Napoli Capodichino – il quale, dopo aver salutato e ringraziato per la partecipazione le autorità di ogni ordine e grado ed i presenti tutti, ha manifestato la propria soddisfazione e quella di tutto il Reparto per aver contribuito alla realizzazione di un evento unico, organizzato per la prima volta in assoluto in ambito militare. Il Comandante ha auspicato che l’incontro del 23 gennaio, tappa finale di un percorso iniziato più di un anno fa attraverso una serie di incontri periodici tra i cappellani, abbia contribuito alla conoscenza reciproca allo scopo di rendere più efficace tutto quello che si fa assieme, perché animati dagli stessi sentimenti nei confronti di un unico Dio.

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Successivamente, avvenuta l’intronizzazione e la proclamazione della parola ad opera di un militare americano ed uno italiano, l’Ordinario Militare per l’Italia ha avviato una profonda riflessione sul tema della “Gentilezza” attraverso quattro prospettive: conoscenza, giustizia, amore e dono.

L’Arcivescovo ha esordito dicendo: “La Celebrazione di oggi è un grande dono per cui ringraziare con forza lo Spirito Santo e, come ogni dono, è un compito che ci rende responsabili. È il compito dell’unità dei cristiani, dell’ecumenismo che si realizza, anzitutto, nella preghiera e nelle opere. Non solo nei grandi momenti di preghiera e nelle opere di pubblica rilevanza, ma in ogni preghiera e in ogni opera compiuta nella comunione. Oggi siamo qui riuniti per un momento di intensa preghiera, quali Cappellani Militari, consapevoli che il nostro ministero ci pone in un contesto come quello militare dove il dialogo ecumenico è una esigenza quotidiana. Siamo qui, cappellani e militari di tante confessioni cristiane che lavorano assieme per il sostegno alla pace, annunciando l’unico Signore Gesù Cristo.

La Parola di Dio, che esprime il tema di questa settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, richiama la nostra attenzione su una parola non più tanto di moda: la «gentilezza».

Viviamo nel tempo della fretta e dell’aggressività e la gentilezza, anche nel quotidiano, finisce per essere qualcosa di dimenticato o addirittura frainteso, soprattutto quando l’altro sembra un ostacolo all’autorealizzazione personale. «Ci trattarono con gentilezza» (At 28,2). Gentilezza è un tratto esteriore nato, tuttavia, da un atteggiamento del cuore”.

Al termine della riflessione, tutti i cappellani hanno portato in processione una catena quale segno di unità; elemento che debba unire tutti in un cammino di misericordia, pace e giustizia, una condivisione toccante anche per i civili presenti come l’Associazione “Rosa Bianca” che ogni anno ricorda il Giorno della Memoria.

L’incontro si è concluso con l’esibizione musicale della U.S. Naval Forces Band Europe e le straordinarie vocalità del soprano Paola Francesca Natale che ha cantato Avinu Malkeinu (Padre nostro) in Ebraico.

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Intervista Paola Francesca Natale

Abbiamo chiesto alla soprano di rispondere alle nostre domande, sollecitati dalla particolarità dell’evento e lei gentilmente, nonostante i numerosi impegni didattici e artistici, ci ha risposto.

Gentile Paola Francesca, non credo sia nuova a queste esperienze. Cosa significa per lei partecipare a un incontro di questo tipo?

L’importanza dell’ecumenismo per me è fondamentale visto che ho vissuto una realtà particolare in prima persona. Essendo figlia di un pastore evangelico, ero una bambina, per così dire, “diversa” perché eravamo l’unica famiglia protestante dove vivevamo e per me questi incontri con gli altri erano determinanti per vivere anche un momento di amore, perché scoprivo la forza e la gioia dell’incontro. Così credo che l’incontro con ogni religione sia motivo di crescita. È sempre bello scambiare le idee e approfondire le proprie conoscenze donando le proprie e ricevendo quelle degli altri. E comunque ogni scambio è crescita. E ci tengo a ringraziare Comando Aeroporto Militare di Napoli-Capodichino, l’Ordinariato Militare e l’amica Tina Bianco per aver organizzato quello che è stato un evento veramente bello.

Data l’importanza che la musica ha nelle diverse professioni religiose, crede che questa forma d’arte possa veicolare anche un’unione spirituale?

La musica penso che sia come l’ape che si posa di fiore in fiore lasciando a ognuno di noi qualcosa. Quindi credo sia davvero il tramite con tutto ciò che non è terreno. Come credente, vivo la musica molto in simbiosi con Dio e con tutto ciò che va al di là della nostra esistenza, e anche di ciò che noi possiamo immaginare. È un modo bellissimo per avvicinare gli animi. Anche se, a volte, finisce per dividerli quando viene usata come strumento di violenza. O di ribellione. Ma se usata nel modo giusto, è una strada bellissima verso l’amore.

Volutamente, in questa performance all’Aeroporto di Capodichino, ho eseguito brani che univano un po’ le strade di queste realtà. Ho eseguito dei pezzi della tradizione cattolica, battista, dei gospel e poi un pezzo in ebraico molto bello. Mi è sembrato un modo di avvicinare con il canto le realtà. Ho cantato l’ Ave Verum di W.A Mozart, Give me Jesus (Spiritual), Mi rialzerai di R. Lovland, Avinu Malkeinu di M. Janowski, un Padre Nostro in ebraico.

Pensa che la fede possa avere spazio nella ricerca della pace tra i popoli?

La pace tra i popoli penso che debba venire da ognuno di noi perché non credo che il singolo abbia la forza di fare molto; però, unendo i singoli, sicuramente si fa massa e questa diventa forza. E parlarne, confrontarsi e, a volte, anche scontrarsi è il modo migliore per cercare una soluzione.

La ringrazio per la testimonianza che dà con il suo spirito e con la sua bellissima voce.

Paola Francesca Natale

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È nata a Matera, ha studiato pianoforte e canto. Giovanissima ha ottenuto una borsa di studio al  Teatro dell’Opera di Roma. Ha frequentato master con Protti,  Bruscantini, Battaglia, Segalini, Alva, Miljakovic, Montarsolo, Olivero.

Ha vinto numerosi premi tra cui due  volte il 1° Premio al Concorso Battistini per il ruolo di Musetta ed il 1° Premio Concorso Battistini 2000 per il ruolo di Zerlina.

Nel corso della sua carriera, ha cantato sotto la direzione di maestri importanti quali Oren, Battistoni, Mariotti, Clemencic, Gelmetti, Renzetti, Carignani, Lombard, Zigante, Romani, Mastrangelo, Zarpellon, Armiliato, Arena, Pidò, Palumbo, Rizzi Brignoli, Abbado e  ha lavorato con registi quali De Ana, Savary, Fassini, Landi, Marta Domingo, Zeffirelli, Proietti, Mirabella, Brockhaus, Piva, Romagnoli.  

Si è esibita, inoltre, in produzioni prestigiose a fianco di Placido Domingo, Devia, Guleghina, Dessì, Sabatini, Cupido, Bruson, Nucci. 

Ha lavorato in prestigiosi  teatri italiani e esteri (Opera di Roma, Fenice di Venezia, Verdi di Trieste, Petruzzelli di Bari, NHK Hall e Orchard Hall di Tokio, Biwako Hall di Shiga, Comunale di Bologna, San Carlo di Napoli). 

Negli ultimi anni si è esibita nelle seguenti produzioni: Teatro dell’Opera di Roma, Marie Victorie di O. Respighi, in prima mondiale; Teatro Verdi di Salerno, L’elisir d’amore; Teatro Petruzzelli di Bari, Il cappello di paglia di Firenze di Nino Rota;  Teatro dell’Opera di Roma, La maschera di Punkitititi di M. Taralli, in prima mondiale;  Teatro Sociale di Rovigo, Il campiello di Ermanno Wolf Ferrari, ha, inoltre, interpretato Musetta ne La bohème al  Teatro S. Carlo di Napoli sotto la direzione di Andrea Battistoni. Ha interpretato il ruolo di Anna nel Nabucco al Teatro Verdi di Salerno sotto la direzione di Daniel Oren. 

Al Teatro Comunale di Bologna ha preso parte a Jakob Lenz di Wolfgang Rihm in prima nazionale assoluta per la regia di Hennings Brockhaus.

In gennaio 2014 debutta nel Parsifal sotto la direzione di Roberto Abbado nell’allestimento de la Monnaie di Bruxelles con la regia di Romeo Castellucci al Teatro Comunale di Bologna per l’inaugurazione della stagione lirica 2013/14 in occasione delle celebrazioni wagneriane. Torna al Comunale di Bologna a febbraio 2015 in  Madama Butterfly sotto la direzione di Hirofumi Yoshida e al Teatro San Carlo di Napoli in Cenerentola (giugno 2015).

Canta Elektra al Teatro Comunale di Bologna (novembre 2015 allestimento insignito del  Premio Abbiati 2015 per la regia) e in Suor Angelica al Teatro San Carlo di Napoli. 

Recentemente, nella stagione 2017/18, e’ stata impegnata in 2 produzioni di “ La Vedova Allegra “a Catania e a Padova.(regia di V. Sgarbi e di H.De Ana).

A marzo, in una Prima assoluta di un’opera Contemporanea, come Protagonista-”Verde Menta”.

Successivamente Papagena nel Flauto Magico al Teatro Verdi di Salerno. Prossimamente prendera’ parte a 2 produzioni, La Carmen e Il Barbiere di Siviglia.

Recentemente ha preso parte ad una tournée concertistica in Francia e in Irlanda, in collaborazione con L’Istituto Italiano di Cultura e con l’Ambasciata Italiana a Dublino.A ottobre ha preso parte all’allestimento del “Sogno di una notte di mezza estate”di F. Mendelssohn presso il Teatro di San Carlo.

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About Eleonora Davide

IL DIRETTORE RESPONSABILE Giornalista pubblicista, è geologa (è stata assistente universitaria presso la cattedra di Urbanistica alla Federico II di Napoli), abilitata all’insegnamento delle scienze (insegna in istituti statali) e ha molteplici interessi sia in campo culturale (organizza, promuove e presenta eventi e manifestazioni e scrive libri di storia locale), che artistico (è corista in un coro polifonico, suona la chitarra e si è laureata in Discipline storiche della musica presso il Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino). Crede nelle diverse possibilità che offrono i mezzi di comunicazione di massa e che un buon lavoro dia sempre buoni risultati, soprattutto quando si lavora in gruppo. “Trovo entusiasmante il fatto di poter lavorare con persone motivate e capaci, che ora hanno la possibilità di dare colore e sapore alle notizie e di mettere il loro cuore in un’impresa corale come la gestione di un giornale online. Se questa finestra sarà ben utilizzata, il mondo ci apparirà più vicino e scopriremo che, oltre che dalle scelte che faremo ogni giorno, il risultato dipenderà proprio dall’interazione con quel mondo”.