Intervista a Chiara Vergani. Giovani e società al centro del suo impegno
La nostra Chiara Vergani, oltre a trattare qui temi delicatissimi con le sue rubriche Giovani e società: l’esperta risponde e Criminologia, si distingue nel mondo della cultura anche con premi letterari e questa volta anche per un premio dedicato alla stampa. Alla seconda edizione del Festival Internazionale “La magia del Natale” Matera 2025, si è infatti aggiudicata il secondo posto nella sezione Sagginediti e il primo premio assoluto nella sezione Stampa con l’opera “Sconnetti l’odio”.

La pedagogista, impegnata nel contrasto del disagio giovanile e nella formazione dei più giovani, con particolare attenzione verso le nuove istanze della società e l’introduzione delle nuove tecnologie nella vita di tutti i giorni, si è cimentata lodevolmente in saggi di notevole riguardo sui temi del bullismo e della diversità, trattando sempre con competenza e precisione tali temi.
Abbiamo pensato di porle qualche domanda riguardo all’ultimo riconoscimento raccolto in terra lucana.
E.D.: Chiara Vergani, lei ha ricevuto il Premio della Stampa al concorso organizzato da Officina Mediterranea di Matera con il patrocinio del Consiglio regionale della Basilicata, distinguendosi tra opere di musica, pittura, poesia, narrativa e saggistica. Cosa rappresenta per lei questo riconoscimento?
C.V.: È un onore molto grande, che mi ha profondamente emozionata. Parliamo di un concorso internazionale a 360 gradi, che ha coinvolto linguaggi artistici diversi e anche il mondo della scuola. Ricevere il Premio della Stampa assoluto, primo tra tutte le opere presentate, significa sapere che il messaggio del mio lavoro è arrivato forte e chiaro. È un riconoscimento che sento come una responsabilità, oltre che come una gioia.
E.D.: Oltre al Premio della Stampa, lei ha ottenuto anche il secondo premio per saggio inedito. Un doppio risultato importante.
C.V.: Sì, ed è qualcosa che non dimenticherò. Il secondo premio per saggio inedito conferma che il tema affrontato non è solo attuale, ma necessita di nuove parole, nuovi strumenti e soprattutto di un cambio di prospettiva. Il bullismo e il cyberbullismo non possono più essere raccontati solo come fenomeni isolati: sono dinamiche sociali complesse che vanno comprese e contrastate con consapevolezza.
Il nostro plauso va al suo lavoro, al suo impegno e ai risultati raccolti.
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