Intervista a Donata De Bartolomeis, autrice di Speleologia del sé, Edizioni Il Papavero

L’editrice, naturopata e ideatrice di un metodo innovativo per conoscere meglio se stessi, ha concesso una intervista a WWWITALIA

Di fronte ho una persona competente e di vasta cultura che ha studiato discipline diverse e si è dedicata a tante attività che le permettono di avere una visione più completa di ciò che la circonda a cominciare dalle persone e dalla relazione tra corpo e mente. La conosco da tanti anni, ma per me Donatella è sempre una sorpresa. Prima impegnata nel sociale, poi editrice coraggiosa e indipendente, fondatrice de Il Papavero edizioni, che sforna libri bellissimi e dagli argomenti più vari, poi appassionata di medicine orientali, di cui mi parla rapidamente nei nostri incontri letterari, suscitando in me una incontenibile curiosità, oggi, con l’uscita del suo libro Speleologia del sé, mi fa rompere gli indugi. Anche perché a me la speleologia interessa, a prescindere, da sempre. Così ci incontriamo al McDonald per fare una illuminante chiacchierata che mi rivela una donna luminosa, piena di vita e di fede. Credo che questo incontro, come tante cose della vita, non accada per caso.

Così ho fatto una sintesi della nostra lunga chiacchierata intorno al suo splendido volume, che ho avuto il piacere di leggere, in questa intervista.

E.D.: Donatella mi racconti come nasce il tuo interesse per la medicina orientale?

Mi sono avvicinata a queste discipline a 12 anni attraverso i libri. Trovai nella biblioteca di mio zio un libro sul training autogeno e cominciai a sperimentare su di me ciò che c’era scritto, poi trovai, sulle bancarelle, 101 storie Zen dell’Adelphi, libro che mi ha condotto per mano nella mentalità della filosofia Zen. Trovai anche un altro libro che parlava dell’influenza della mente sul corpo, che però poi donai a un’amica in fin di vita, sperando di aiutarla, e di cui però ricordo tutto tranne il titolo e, per questo motivo, non sono capace di ritrovarlo.

E.D.: Cosa è successo poi?

D.D.B.: Dopo questo primo approccio, ho continuato a studiare da autodidatta. Tempo fa soffrivo terribilmente di coliche che mi diagnosticarono come conseguenze di attacchi di panico. Quando finalmente capirono che non si trattava di quello, ero già in pancreatite acuta e fui operata di urgenza. Decisi allora che, se ne fossi uscita viva, avrei fatto tutto ciò che mi era sempre piaciuto. Così ho iniziato a studiare Shatsu ad Avellino, approfondendo la questione degli attacchi di panico, che allora era ancora poco studiata, poi ho fatto il corso a Napoli come istruttrice con Guglielmo De Martino e  ho continuato studiando la medicina tradizionale cinese. Nelle migliori scuole italiane ho studiato diverse altre discipline, così sono diventata Naturopata con specializzazione in Kinesiologia Emozionale. In tutto  questo ho scoperto che ciò che mi appassionava davvero era proprio la Kinesiologia Emozionale. Tenendo conto delle caratteristiche della persone che mi trovavo di fronte, capivo che c’era bisogno di personalizzare sempre l’approccio. Ho quindi personalizzato la pratica di questa disciplina arricchendola di tutti gli elementi e le esperienze della Medicina Tradizionale Cinese e del MES (Movimento Energetico Spirituale), che promuovono la visione dell’uomo come energia in movimento, costruendo un protocollo che oggi insegno nelle scuole di Naturopatia, insegno anche alla scuola Kirone e formo diverse persone che sperimentano il mio metodo continuando a testarlo.

E.D.: La Speleologia del sé tratta di questo metodo?

D.D.B.: Il libro parla proprio del metodo che ho elaborato ed è rivolto a chi abbia già una formazione nel campo e voglia formarsi ulteriormente in questo percorso, praticando quella che chiamo la Speleologia del sé. C’è comunque una versione e-book del libro rivolta al grande pubblico, meno avvezzo alle terminologie utilizzate in questo libro di formazione, che permette a chi è interessato a questi argomenti di comprenderli meglio, ma in modo semplificato.

E.D.: Perché speleologia?

D.D.B.: Perché noi siamo abituati a cercare sempre tutto fuori di noi. Siamo arrivati sulla Luna, ma la Luna non basta. Poi più avanti a Marte e poi?  Ma quanti di noi hanno il coraggio di affrontare il viaggio dentro se stessi. È difficilissimo perché significa affrontare i propri demoni, ma quando evochi i tuoi demoni o li affronti o soccombi. Hai notato quante persone, appena entrano a casa, accendono la televisione? Accade perché temono il silenzio che li metta in contatto con se stessi. Anche la felicità dobbiamo smetterla di cercarla all’esterno perché tutto quello che troviamo all’esterno, in un modo o nell’atro, verrà meno. Dovremmo invertire la rotta: da cercatori dovremmo diventare coltivatori del nostro giardino interiore.

E.D.: Molto interessante. E come funziona la Kinesiologia?

D.D.B.: Attraverso un protocollo strutturato, va a cercare quali sono le credenze limitanti che tu hai, i traumi che ti hanno creato dei blocchi, le emozioni limitanti. Queste poi vengono individuate e svuotate di contenuto. Ci sono diversi esempi pratici nel libro. Si deve ritrovare l’”età di causa” andando a cercare, andando a ritroso, i motivi scatenanti il blocco, che tante volte sono solo parole enunciate, che diventano convinzioni che, in seguito, inconsciamente finiscono per condizionare l’intera vita. La pulizia dalle credenze limitanti e dei traumi rende la persona libera di realizzare se stessa, i propri sogni e di essere felice, serena e centrata. In questo modo si riesce anche a superare i momenti di difficoltà con lucidità per essere di aiuto a se stessi e agli altri. Questo è l’obiettivo.

E.D.: E come funziona praticamente? Tu, nelle sedute, parti dal corpo o dalla mente?

D.D.B.: Parto dalla problematica che la persona mi pone, che non sempre è quella vera, perché spesso raccontiamo bugie a noi stessi. Dopodiché uso il corpo come macchina della verità, perché il corpo non mente. Per farlo effettuo il test kinesiologico, un test muscolare che consiste nel toccare leggermente il polso della persona. Questo mi permette di valutare lo stato di tensione dei deltoidi in risposta ad alcune specifiche domande che io pongo alla persona. Ovviamente dopo una preparazione adeguata. Il metodo completo nei dettagli poi è spiegato nel libro. Comunque, dopo una serie di domande, sono in grado di stabilire ciò che il corpo dice anche se la mente non è consapevole di alcune cose. Così succede che le persone recuperano ricordi rimossi dando loro un significato e individuandoli come punti di blocco. Anche i nutrizionisti spesso usano il test muscolare per individuare gli alimenti dannosi per il corpo del loro paziente, semplicemente nominando i vari alimenti. Il corpo reagisce anche se la mente non saprebbe razionalmente dare una risposta. La persona con cui ti rapporti partecipa attivamente al test. Poi c’è tutto un protocollo e una tecnica per svuotare i blocchi.

E.D.: Molto interessante davvero Donatella, ti ringrazio per il tempo che ci hai concesso.

Lasciamo qui il link dei libri acquistabili online sul sito della casa editrice

http://edizioniilpapavero.it/catalogo/ben-essere/donata-de-bartolomeis

 

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About Eleonora Davide

IL DIRETTORE RESPONSABILE Giornalista pubblicista, è geologa (è stata assistente universitaria presso la cattedra di Urbanistica alla Federico II di Napoli), abilitata all’insegnamento delle scienze (insegna in istituti statali) e ha molteplici interessi sia in campo culturale (organizza, promuove e presenta eventi e manifestazioni e scrive libri di storia locale), che artistico (è corista in un coro polifonico, suona la chitarra e si è laureata in Discipline storiche della musica presso il Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino). Crede nelle diverse possibilità che offrono i mezzi di comunicazione di massa e che un buon lavoro dia sempre buoni risultati, soprattutto quando si lavora in gruppo. “Trovo entusiasmante il fatto di poter lavorare con persone motivate e capaci, che ora hanno la possibilità di dare colore e sapore alle notizie e di mettere il loro cuore in un’impresa corale come la gestione di un giornale online. Se questa finestra sarà ben utilizzata, il mondo ci apparirà più vicino e scopriremo che, oltre che dalle scelte che faremo ogni giorno, il risultato dipenderà proprio dall’interazione con quel mondo”.