Intervista ad Alice Bellini, autrice di Alice Gorshkova, il buio fuori, la luce dentro

Il lavoro che ha portato alla Fiera è da lei definito un romanzo di crescita personale. La presentazione incuriosisce. Ci dica di più su Alice Gorshkova, il buio fuori, la luce dentro, senza spoilerare nulla, ovviamente. Come è nato, per esempio.

Questo romanzo nasce dall’osservazione delle persone che mi circondano e dalla mia creatività. Adoro guardarmi in giro, cogliere i dettagli della gente, immaginare la loro indole e il loro temperamento e indovinare come potrebbero reagire di fronte a delle situazioni particolari. Quanto ognuno di noi è disposto a cambiare per plasmarsi al resto del mondo? Su questa domanda si basa il romanzo e per lo stesso motivo la voce narrante è quella di chi più di tutti è stato costretto a cambiare. Una volta mi dissero che l’amore è la medicina che cura ogni male e col tempo ho scoperto che è vero, ma che, allo stesso tempo, per amare ed essere amati bisogna prima di tutto amarsi. Certo, la storia d’amore tra lui e lei esiste, ma, in fondo, è un mezzo, come lo sono le nostre storie d’amore, quelle che ognuno di noi vive fin da bambino, le stesse che ci esaltano, ci deludono, ci fanno precipitare e poi di nuovo volare ma è solo quando impariamo finalmente ad amarci che possiamo ricevere l’amore vero, quello che, comunque vada, non può più spezzarci.

Nicola fa un lungo percorso di amore in questo libro. Il suo egocentrismo farebbe pensare che ama solo se stesso, ma non è così, perché ha la necessità di sentirsi amato dalla famiglia, di essere ancora il cucciolo di casa. Quando arriva Marco, un ragazzino che con il suo coraggio riesce a rubargli il cuore, Nicola può solo vacillare. In un passaggio del libro, Nicola comprende che Marco è un punto di svolta nella sua vita, un paziente che è diventato qualcosa di più. Sa che perderlo sarà doloroso. È a quel punto che inizia a farsi la prima domanda: “è meglio essere un chirurgo distaccato o farsi coinvolgere e soffrire ogni volta?” L’amore per gli altri può comportare perdita e sofferenza, qualcosa che Nicola non vuole più provare.

Alice è colei che gli dà il colpo di grazia e che, al contempo, l’aiuta a rialzarsi.

Alla fine, Nicola sarà abbastanza maturo per accettare ciò che la vita gli offre e gli toglie. Sarà diventato un uomo di cui essere fiero.

Ma il come vi toccherà leggervelo!

Lo farò molto volentieri. Quando e come ha iniziato a scrivere?

La mia prima storia l’ho iniziata a nove anni circa.

Leggevo tanto e ogni cosa. Adoravo Salgari, Verne, Alcott. Divoravo libri ed ero sempre in biblioteca. Per ogni libro immaginavo mille scenari differenti e ho iniziato a sentire non l’impulso, ma il bisogno di scriverli. Era come se, a non farlo, potessero esplodermi nella testa. Scrivevo e la mente si svuotava e poi di nuovo si riempiva. Presto ho capito che gli scenari alternativi non mi bastavano più, così è nato il mio primo racconto “sabato, domenica e lunedì”. Tuttavia, a nove anni non puoi scrivere qualcosa di buono, a meno che tu non sia un genio della letteratura, ma non è il mio caso. Ad ogni modo, a rileggerlo ora, trovo quel racconto ancora incredibile. Scritto goffamente, con stile puerile, certo, ma la trama è incredibile. Per questo penso che un giorno lo tirerò fuori dal cassetto e ne farò dono ai lettori. Credo che sia una storia che merita di essere letta.

Sta già lavorando al prosieguo della trilogia Sono come mia madre, inaugurata da Polvere di cacao? Ci spiega perché non lo presenta alla Fiera?

Si, sono al lavoro sia sul secondo che sul terzo capitolo. Durante questa prima stesura ho studiato molto e ancora sto studiando, perfezionando le conoscenze che avevo sulla scrittura e aggiungendone di nuove. Ho capito che a Polvere di cacao manca qualcosa. È un buon romanzo ed è piaciuto a molti, ma non è al suo massimo e io sono una che pretende il massimo. Non l’ho presentato alla fiera perché ho in progetto di rivederlo, per poi presentare l’intera trilogia alle Case Editrici. Questi romanzi hanno per me un significato molto profondo, Descrivono una realtà attuale di cui poco si parla e forse che poco si nota. C’è molto di me in quei libri.

Cosa si aspetta dalla Fiera del libro della Biblioteca suore di Montevergine?

Mentirei se dicessi che non cerco visibilità. Sono un’autrice emergente soffocata nel mare di autori emergenti. Ma non è solo questo. Voglio conoscere altri autori, parlare con gente con la mia stessa passione e confrontarmi con loro, perché senza confronto non c’è crescita.

Grazie per la disponibilità.

ALICE BELLINI

Alice Bellini nasce in Puglia nel 1979. All’età di trent’anni si trasferisce a Milano, dove ancora vive con la sua famiglia.Autrice esordiente, oltre ad “Alice Gorshkova – il buio fuori, la luce dentro”, ha pubblicato “Polvere di cacao”, primo romanzo della trilogia “Sono come mia madre”.

LA SUA SCHEDA NELLA FIERA DEL LIBRO DELLA BIBLIOTECA SUORE DI MONTEVERGINE

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About Eleonora Davide

IL DIRETTORE RESPONSABILE Giornalista pubblicista, è geologa (è stata assistente universitaria presso la cattedra di Urbanistica alla Federico II di Napoli), abilitata all’insegnamento delle scienze (insegna in istituti statali) e ha molteplici interessi sia in campo culturale (organizza, promuove e presenta eventi e manifestazioni e scrive libri di storia locale), che artistico (è corista in un coro polifonico, suona la chitarra e si è laureata in Discipline storiche della musica presso il Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino). Crede nelle diverse possibilità che offrono i mezzi di comunicazione di massa e che un buon lavoro dia sempre buoni risultati, soprattutto quando si lavora in gruppo. “Trovo entusiasmante il fatto di poter lavorare con persone motivate e capaci, che ora hanno la possibilità di dare colore e sapore alle notizie e di mettere il loro cuore in un’impresa corale come la gestione di un giornale online. Se questa finestra sarà ben utilizzata, il mondo ci apparirà più vicino e scopriremo che, oltre che dalle scelte che faremo ogni giorno, il risultato dipenderà proprio dall’interazione con quel mondo”.