Intervista all’autore Franco Casadidio

Ho letto nelle sue note che è appassionato della città di Monaco e questo mi ha incuriosito. Che tipo di rapporto ha lei con la città di Monaco?

Il mio rapporto con Monaco di Baviera ha avuto inizio da ragazzo, esattamente quando frequentavo l’ultimo anno di scuola superiore. Come avviene ancora oggi, infatti, era una prassi consolidata svolgere la gita di fine ciclo studi all’estero e alla mia classe, quell’anno, venne assegnata come destinazione proprio la capitale bavarese. Che dire? Per me fu un vero colpo di fulmine, un amore a prima vista. Con quel viaggio ebbi modo di scoprire una città affascinante, ricca di storia e di opere d’arte, una città allo stesso tempo tipicamente tedesca ma, per certi versi, anche molto italiana, “la più settentrionale città italiana” secondo una definizione molto nota. Da quell’ormai lontano 1988 il mio amore per Monaco non ha fatto che crescere; ci sono tornato diverse volte come turista ed ogni volta è stato come ritrovare una vecchia fidanzata che, nonostante la lontananza, non si è mai smesso di amare. Quando ho iniziato a scrivere, non ho avuto dubbi su quale potesse essere la migliore location per i miei libri: Monaco è da sempre nel mio cuore, non poteva che essere anche nei miei romanzi.

I suoi racconti hanno molti riferimenti storici. Quali sono, in particolare, gli eventi chiave da cui ha preso ispirazione e perché?

Fin da bambino sono stato sempre un grande appassionato di storia e l’idea di coniugare due mie grandi passioni – la storia, appunto, e la scrittura – è stato, ed è tutt’ora, il filo che lega tutte le mie opere. Amo in modo particolare la storia moderna, quella del Novecento, ed è soprattutto nella prima metà del secolo scorso che ho trovato gli spunti per i miei libri; le vicende legate alla Grande Guerra, gli anni ‘20 e ’30 e poi l’immane tragedia della Seconda Guerra Mondiale e della Shoah sono stati i periodi storici cui ho attinto a piene mani per caratterizzare le mie opere e per creare gli scenari più adatti sui quali far muovere gli attori principali, in un legame indissolubile tra la Grande Storia, fatta di personaggi realmente esistiti ed avvenimenti storici puntualmente documentati, e la Piccola Storia, quella dei protagonisti, frutto della mia fantasia.

Ho letto di sentimenti, perdite, dispiaceri spesso causati da scelte sbagliate o imposte. I suoi personaggi “reclamano” giustizia.

I miei personaggi “reclamano” giustizia, è vero, ma sono anche pronti a caricarsi delle proprie responsabilità affinché giustizia sia fatta. È così per Mirka ne “L’impronta del diavolo” e anche per Jurgen ne “Il volo del canarino”. Entrambi prendono coscienza che le scelte fatte sono state – o potrebbero diventare – causa di infelicità e sofferenza negli altri e allora, decidono di mettersi in gioco in prima persona, mettendo in discussione quanto fatto fino a quel momento, ammettendo ed accettando i propri errori, cercando poi di porvi rimedio. Reclamare giustizia, quindi, ma anche essere pronti a impegnarsi affinché ciò avvenga veramente, anche a costo di rinnegare il proprio passato, anche a costo della propria vita; la giustizia vista come un bene superiore a tutto, anche al proprio ego.

Parliamo ora dei prestigiosi premi che i suoi racconti hanno vinto. Immagino che sia una grande soddisfazione vedere i propri lavori premiati. Senza assolutamente volerne sminuire gli altri, vuole raccontarci di uno che la ha particolarmente inorgoglito o emozionato?

Per chi non fa della scrittura la propria professione ma un piacevole hobby, ricevere così tanti riconoscimenti è qualcosa che rende oltremodo felici e orgogliosi. Ogni premio ricevuto ha una sua storia, una sua particolarità che lo rende unico e diverso da tutti gli altri. Uno cui tengo particolarmente è quello ottenuto nel novembre del 2018 a Palermo, il prestigioso premio intitolato al politico siciliano Piersanti Mattarella, fratello del nostro attuale Presidente della Repubblica, assassinato brutalmente dalla mafia nel 1980. Lo ricordo con un piacere superiore agli altri per diversi motivi: in quell’occasione, tra i venti premiati, io ero l’unico a non essere né un giornalista né uno scrittore di professione, cosa che aveva un significato particolare e che mi ha reso particolarmente orgoglioso. Poi la splendida cornice di Palazzo dei Normanni a fare da location della premiazione e, naturalmente, l’intitolazione del premio stesso, in onore di un così grande ed illustre personaggio. Poi ci sono i ricordi strettamente personali legati a quella due giorni, ma quelli, com’è giusto che sia, restano tali pur contribuendo a fare di quel premio quello che ricordo con più affetto e piacere di tutti.

FRANCO CASADIDIO

Sono nato a Terni nel 1969, dove mi sono diplomato come perito elettrotecnico presso il locale Istituto Tecnico Industriale nel 1988, attualmente sono impiegato presso la segreteria del Liceo Scientifico “Galilei” di Terni.

La mia passione per la Germania in generale e per la città di Monaco di Baviera in particolare, mi hanno portato a collaborare dal 2004 con le riviste bavaresi “INTERventi” e “Rinascita Flash”.

LA SUA SCHEDA NELLA FIERA DEL LIBRO DELLA BIBLIOTECA SUORE MONTEVERGINE

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About Maria Paola Battista

Amo ascoltare, leggere, scrivere e raccontare. WWWITALIA mi dà tutto questo. Iniziata come un’avventura tra le mie passioni, oggi è un mezzo per sentirmi realizzata. Conoscere e trasmettere la conoscenza di attori, artisti, scrittori e benefattori, questo è il giornalismo per me. Riguardo ai miei studi, sono sociologa e appassionata della lingua inglese, non smetto mai di studiare perché credo che la cultura sia un valore. Mi piace confrontarmi con tutto ciò che è nuovo anche se mi costa fatica in più. Attualmente mi sto dedicando alla recensione di libri e all'editing. Ho scritto, inoltre, diverse prefazioni a romanzi. Grazie ai lettori di WWWITALIA per l’attenzione che riservano ai miei scritti e mi auguro di non deluderli mai. mariapaolabattista@wwwitalia.eu