L’algoritmo del crimine: come le mafie si preparano a hackerare la robotica del futuro

L’immagine di un robot che pattuglia una strada o collabora con le forze dell’ordine non appartiene più alla fantascienza, ma alla cronaca. Dai complessi industriali completamente automatizzati fino ai primi esperimenti di sorveglianza autonoma nella Pubblica Sicurezza, la transizione verso l’automazione è già una realtà avviata. Questa accelerazione tecnologica porta con sé un interrogativo inquietante, legato alla straordinaria capacità di adattamento della criminalità organizzata. Storicamente, i clan non hanno mai rifiutato la modernità, ma l’hanno colonizzata, passando con disinvoltura dalle rotte del narcotraffico gestite con i primi telefoni satellitari fino al riciclaggio di denaro tramite criptovalute. La robotica e l’intelligenza artificiale rappresentano semplicemente la prossima frontiera logistica e strategica.

​Nel contesto della robotica, il controllo fisico perde rilevanza rispetto al controllo digitale. La criminalità del futuro non avrà bisogno di rubare un robot di pattuglia o un automa industriale, ma cercherà di hackerarlo. L’infiltrazione nei sistemi informatici che gestiscono le macchine potrebbe aprire scenari di rischio inediti. Nelle fabbriche e nei nodi logistici automatizzati, la manomissione dei software consentirebbe alle organizzazioni di dirottare merci, inserire carichi illeciti nei flussi regolari o bloccare intere catene produttive a scopo estorsivo, trasformando il classico pizzo in un ransomware industriale su larga scala.

​Il potenziale impiego di automi da parte delle forze di polizia introduce una vulnerabilità ancora più critica. Se un’organizzazione criminale riuscisse a violare la rete di un robot di sorveglianza, potrebbe neutralizzarlo, modificarne il percorso o accedere in tempo reale alle telecamere e ai dati sensibili raccolti dal dispositivo. Il robot, da strumento di protezione, rischierebbe così di trasformarsi in una spia involontaria, offrendo una mappa dettagliata delle mosse degli investigatori.

​Oltre a tentare di manomettere i sistemi statali o aziendali, i gruppi criminali tenderanno inevitabilmente a sviluppare una propria flotta di automi. L’utilizzo di droni sottomarini o aerei guidati dall’intelligenza artificiale per il contrabbando è già da tempo sotto la lente d’ingrandimento delle agenzie internazionali. L’automazione riduce drasticamente il rischio umano, poiché un robot sequestrato non parla, non si pente e non può svelare la struttura interna dell’organizzazione.

​La sfida tra lo Stato e la criminalità si sta quindi spostando definitivamente dal piano fisico a quello cibernetico. La capacità di difendere l’integrità delle nuove tecnologie dipenderà esclusivamente dalla robustezza dei protocolli di crittografia e dalla resilienza delle reti. La Pubblica Sicurezza si trova oggi davanti alla necessità di formare una nuova generazione di specialisti, consapevole del fatto che la lotta al crimine non si combatterà più soltanto sulle strade, ma soprattutto tra le righe di codice che governano le macchine del futuro.

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About CHIARA VERGANI

Chiara Vergani è pedagogista, scrittrice e formatrice molto attiva nel panorama educativo e sociale italiano, riconosciuta per il suo impegno nel benessere delle nuove generazioni e nel contrasto ai fenomeni di disagio contemporaneo. ​La sua solida formazione in psicopedagogia, con specializzazioni in criminologia e tutela del minore, le permette di operare come consulente esperta. Il suo lavoro si focalizza sulla sensibilizzazione e sulla prevenzione di criticità quali il bullismo, il cyberbullismo e la violenza di genere, temi che approfondisce regolarmente attraverso conferenze e percorsi formativi rivolti a studenti, docenti e famiglie. ​L’attività editoriale è un pilastro centrale della sua carriera, con una produzione vasta che affronta le sfide sociali più urgenti. Tra le sue opere principali si annoverano: ​Lo scacco rosso. Storie di bullismo (2017) e Mai più paura. Il bullismo spiegato a tutti (2018), testi cardine sulla prevenzione dei comportamenti vessatori. ​Il mondo si è fermato. Non voglio scendere (2019), un’analisi dei cambiamenti sociali durante la pandemia. ​Libere dall’inferno (2020), dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne. ​Bipolari in bilico (2021) e Bipolare in diretta (2023), che esplorano con profondità tematiche legate alla salute mentale. ​Il sole nascosto (2022) e Resilienza compagna di vita (2023). ​Come sopravvivere alle truffe affettive (2025), un saggio volto a fornire strumenti di difesa contro gli inganni relazionali. ​Hikikomori d’Italia, la cui uscita è prevista per maggio 2026, focalizzato sul fenomeno del ritiro sociale volontario. ​Oltre alla scrittura, la sua presenza mediatica è consolidata dalla collaborazione con diverse testate giornalistiche e dalla conduzione di programmi televisivi, in particolare nell’area del Triveneto. In questi spazi, continua a promuovere il dibattito sull’evoluzione del sistema scolastico e sull’importanza delle competenze trasversali per la crescita individuale.