Lasciati Trovare di Chiara Ceneroni, recensione e intervista all’autrice

Lasciati trovare, di Chiara Ceneroni, Morphema Editrice, pp. 185, costo €15,00

Lasciarsi trovare, vuol dire essere pronti a incontrare qualcuno con benevolenza e disponibilità, a volte solo tramite un semplice sguardo o una mano.

Significa anche godere appieno di ciò che un altro può dare.

Risolvere, affrontare, quindi i propri problemi grazie a chi ci sta vicino.

L’amore puro, incondizionato, quello che non dà importanza ai se, ai ma e alle congetture. L’amore che dona.

Tutto questo è Lasciati trovare, il romanzo di Chiara Ceneroni, Edito da Morphena editrice.

Una trama che comincia “morbida”, mettendo in risalto la vita del protagonista, un giovane adolescente disabile e felice, che non si sente per nulla deficitario grazie alla stima dei suoi compagni e coetanei e, soprattutto, all’amore e alla fiducia nonché alla libertà che i suoi genitori gli hanno sempre accordato. Un ragazzo sereno, che ha imparato a fare i conti con la sua malattia e con grande maturità affronta la vita riconoscendone il valore.

Insieme a lui, c’è il suo cane Bruno, un labrador nero che rappresenta al tempo stesso una roccia sicura a cui sostenersi nei momenti di difficoltà e un fedele compagno di giochi.

Un legame imprescindibile lega il cane al ragazzo e viceversa.

L’autrice è ben attenta a scrivere le virtù nobili dei cani e le riporta con successo. Gli appassionati di animali se ne compiaceranno durante la lettura e si ritroveranno, di volta in volta, a piangere o a sorridere.

Il filo della narrazione, infatti, è commovente. Una commozione pudica, calata nelle movenze e nei legami che piano piano andranno a costruire tutto il romanzo.

Chi sono gli adolescenti? Che cosa è il loro mondo? La disabilità, l’anoressia, gli incontri tra esclusi. Quanto influisce l’educazione e l’amore dei genitori nella vita dei figli? Si può avere fame di vita nonostante i tanti ostacoli che si incontrano durante il suo percorso?

Mentre il lettore sarà impegnato a riflettere sulle risposte che il romanzo fornisce riguardo a tali temi, si ritroverà coinvolto, allo stesso modo del protagonista, in un giallo. Lanciati entrambi nella risoluzione di enigmi importantissimi, rimarranno sempre più meravigliati del dipanarsi della vicenda.

[lasciati trovare] copertina 33x48,8 - CopiaDi seguito l’intervista a Chiara Ceneroni

Il suo libro, pur trattando temi seri, è pieno d’amore. Lo riscontriamo a partire dalla presentazione del co- protagonista (se mi consente la definizione): il cane Bruno. Un “personaggio” che è realmente esistito nella sua vita di cui davvero non poteva dimenticarsi. Ce ne parla?

Sì, nel romanzo i personaggi sono tutti di fantasia, tranne lui, Bruno, il labrador nero che fungerà, nel dipanarsi della storia, da collante fra tutti gli altri personaggi. Bruno è un’anima pura che accompagna tutti i protagonisti in un percorso di crescita e consapevolezza, e nella realtà è stato il mio più prezioso compagno di viaggio per oltre sette anni e l’amore più grande della mia vita. Perché per me quando due anime si incontrano, non esiste più distinzione di razza, sesso e nemmeno di specie. Ed è questo uno degli intenti del mio romanzo: spogliare il lettore di tutti i pregiudizi, di fronte alla pienezza dell’amore. Questa storia è stata scritta per tutti, anche per chi non ha mai avuto nemmeno un pesce rosso. Un inno corale all’amore e alla vita, in tutte le sue declinazioni, senza più il peso del giudizio.

Nel romanzo è presentato il mondo degli adolescenti con i suoi drammi e le sue virtù. Lei ha saputo darne una rappresentazione molto realistica in quanto le esperienze che vivono alcuni protagonisti sono ben riconducibili alla vita di ogni giorno. Un esempio è l’anoressia legata alla scuola di danza. Un fatto che non sempre, ma spesso, accade. Rientriamo, così, nel mondo degli stereotipi e dell’apparenza. Che ne pensa?

Penso che l’età adolescenziale sia quella più vulnerabile e fragile, soprattutto di fronte agli stereotipi che la società ci vuole cucire addosso, per questo sfocia in tanti disagi, come i disturbi alimentari o le droghe. Ma allo stesso tempo è anche l’età più coraggiosa e ricca di sogni. Perla, un’anima di seta che sembra sgretolarsi ad ogni passo, inizia il suo percorso di guarigione proprio quando si riappropria dei suoi sogni, incoraggiata dal fidanzatino Umberto e dalla sua contagiosa fame di vita. Ecco, io credo che i sogni e il talento siano le migliori armi con cui difendersi dai colpi di una società che ci vorrebbe tutti omologati e schiavi dei suoi modelli.

A metà del romanzo c’è un invito, che quello del predisporsi al “sentire”. Un fatto semplice per i cani, che sono esseri senzienti molto empatici, ma più impegnativo per gli uomini. Sarebbe importante imparare a sentire, prima di guardare e giudicare come scrive lei nel suo libro. Quanto sarebbe importante oggigiorno per le nostre relazioni riuscire a captare le intenzioni di chi si ha di fronte, come anche la voce dell’Universo?

Sì, credo fermamente che il sentire sia la dimensione più profonda della nostra esistenza. Il sentire in tutte le sue forme. Sentirsi, in primo luogo, sentire la voce del proprio istinto. Poi sentire gli altri, sentirne l’anima di chi abbiamo di fronte, al di là delle azioni o delle parole. E infine sentire l’Universo, coglierne i messaggi. Perché io sono convinta che quando entriamo in connessione con l’Universo e ci mettiamo in ascolto, lui ci parli, attraverso dei segnali inconfondibili.

La bellezza della natura e la sua magia sono spesso celebrate nel romanzo. A tratti lo rendono piacevolmente romantico. Avrebbe potuto evitare tale trattazione, eppure lo ha fatto, come a voler richiamare l’attenzione a ciò che ci circonda che spesso vituperiamo. È giusto?

La natura con la sua bellezza pervade tutta la nostra esistenza, e quindi anche la mia storia e i miei personaggi. È solo che spesso siamo distratti, andiamo di fretta, e non ce ne accorgiamo, dandola per scontata.  E invece dovremmo imparare a fermarci davanti agli spettacoli che la natura ci offre, come un tramonto, un cielo stellato o la danza delle lucciole in amore. E di questo Umberto, nonostante la giovane età, è già consapevole. E ha molto da insegnare a ognuno di noi. Gioca alla Play, come tutti gli adolescenti della sua età, ma sa godersi la pace del suo piccolo bosco, o apprezzare la magia di una notte illuminata solo dalla luce intermittente di piccoli esseri in cerca d’amore.

 

Grazie a Chiara Ceneroni.

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About Maria Paola Battista

Amo ascoltare, leggere, scrivere e raccontare. WWWITALIA mi dà tutto questo. Iniziata come un’avventura tra le mie passioni, oggi è un mezzo per sentirmi realizzata. Conoscere e trasmettere la conoscenza di attori, artisti, scrittori e benefattori, questo è il giornalismo per me. Riguardo ai miei studi, sono sociologa e appassionata della lingua inglese, non smetto mai di studiare perché credo che la cultura sia un valore. Mi piace confrontarmi con tutto ciò che è nuovo anche se mi costa fatica in più. Difetti? Non ho una buona capacità di guardarmi intorno e, strano a comprendere forse, non sono molto curiosa! Grazie ai lettori di WWWITALIA per l’attenzione che riservano ai miei scritti e mi auguro di non deluderli mai. mariapaolabattista@wwwitalia.eu