Le Formula 1 più bizzarre, Ensign 179 e Tyrrell P34

Ensign 179

La storia della Formula 1 è costellata di esperimenti, tentativi, progetti ambiziosi, fallimentari o di successo. Tra le vettura più bizzarre troviamo La Ensign 179 e la Tyrrel P34.

Alla fine degli anni settanta la Lotus introduce un’idea di successo: l’effetto suolo. Questa soluzione si basa sulla possibilità di generare una depressione al di sotto della vettura e sfruttare i flussi per aumentare il carico aerodinamico e quindi incrementare le prestazioni della vettura. L’effetto suolo ha cambiato il modo di progettare le vetture in quegli anni, tutti hanno seguito quell’idea. Portando all’estremo il concetto, il piccolo team Ensign ha realizzato una vettura dotata di radiatori anteriori, sul muso, per evitare di ostacolare i flussi aerodinamici al posteriore. Il risultato fu una vettura esteticamente discutibile e con gravi problemi di penetrazione aerodinamica.

A quei tempi erano numerosi i piccoli team di Formula 1, soprattutto in Inghilterra. La maggior parte avevano delle sedi operative che potevano essere equiparate a delle comuni officine meccaniche, non avevano grandi risorse economiche e non potevano certo contare su gallerie del vento, collaudatori e supporto da una casa madre. Molti marchi inglesi come Lotus e Williams hanno vissuto una “infanzia” simile.

Tyrrel P34
Poi c’erano i grandi costruttori e le grandi aziende che mettevano in piedi dei team con le migliori tecnologie e il personale più qualificato. Tuttavia, anche questi “pezzi grossi” hanno realizzato delle vetture discutibili. Una delle più famose è la Tyrrel P34 a sei ruote: la vettura è stata finanziata dalla Elf (colosso francese del petrolio) e progettata da Derek Gardner, sfruttava una nuova tecnologia basata sull’avantreno a quattro ruote sterzanti. Le ruote anteriori erano piccole e, in teoria, miglioravano l’inserimento in curva e la precisione di guida. Tuttavia, la vettura soffriva di surriscaldamento alle gomme, e la Goodyear sospese presto lo sviluppo di questi nuovi pneumatici. La P34 corse solo nel ’77 e ’78, ebbe anche dei discreti risultati ma i problemi di cui era afflitta erano troppo gravi.

Nel corso del tempo ci sono stati altri esempi bizzarri ma la standardizzazione nel mondo della Formula 1 ha mitigato queste anomalie, gli anni Settanta restano i più interessanti e stravaganti nella storia dell’evoluzione del motorsport, un periodo fatto di invenzioni geniali e colossali flop.

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About Flavio Uccello

Ha 25 anni, giornalista pubblicista, consulente assicurativo e finanziario per Generali Italia. Oltre a trattare argomenti di natura socioeconomica, ha una smodata passione per i motori e il motorsport di cui scrive diffusamente nelle nostre rubriche. Ama leggere ed è molto curioso. Ha una gran voglia di comunicare con il mondo.