Mai Vuei di Vincenzo Loreto

Recensione e intervista all’autore

Mai Vuei di Vincenzo Loreto è un libro per chi ama appassionarsi, emozionarsi e commuoversi. Scritto, infatti, con impeto e passione ha il grande pregio di non annoiare mai. È un romanzo che incuriosisce sin dall’inizio e che non delude.

Osservando la copertina possiamo notare un pentagramma che contiene un percorso: un bambino, un albero di Natale, dei quotidiani, una data, il titolo del libro e una mela.

La copertina ha anche delle macchie, dovute probabilmente all’incuria e al trascorrere del tempo su quel pentagramma.

Man mano che si procederà nella lettura, tutti gli elementi sopracitati entreranno nella narrazione e ne saranno fondanti.

Non vuole insegnare nulla Mai Vuei, la sua trama passa continuamente dall’inverosimile alla realtà e all’immaginario e la fantasia del suo autore ne vivacizza ogni passo. Logica e immaginazione non si scontrano ma si vengono incontro simpaticamente.

Il romanzo è costruito sulla vita di un personaggio, Marco Esposito, che è un vero e proprio protagonista in quanto lega a sé il lettore per sempre coinvolgendolo in tutto ciò che gli capiterà.

Intorno a lui ruotano gli altri personaggi che Vincenzo Loreto inserisce perfettamente nella trama attribuendo loro il ruolo di accompagnatori. Ognuno di essi farà la propria parte nella vita del giovane protagonista e ad ognuno di loro, sia Marco che l’autore, riveleranno un messaggio, qualcosa che riguarderà anche la personalità di chi legge.

Sullo sfondo dell’intera trama ruotano temi fondamentali dell’esistenza come amicizia, sacrificio, rispetto, delusione e abbandono.

Qualcosa di dolce e di amaro che inizia, si separa e poi si riunisce in un meccanismo perfetto.

Indiscutibilmente il libro mi è molto piaciuto e ho apprezzato l’impegno del suo autore che, nonostante sia un esordiente, ha curato la forma come il contenuto.

Un libro che consiglio di leggere a tutti, in quanto ognuno potrà trovarvi un po’ di se stesso.

Nel post di presentazione del libro, pubblicato da Amazon per Rossoquadro, Vincenzo Loreto scrive che nonostante abbia incontrato tante persone nella sua vita, poche hanno conosciuto la sua passione per la scrittura. Una passione “intima” che, però, ad un certo momento ha chiesto a viva voce di uscire dal guscio.

Allora gli chiedo di raccontarci quando, come e perché ha iniziato a scrivere.

Ho iniziato come chiunque, credo, si avvicini a una forma d’arte. Ero adolescente, proprio all’inizio delle scuole superiori ed ero animato dal fuoco tipico di quell’età, quello che ti convince ad avere una voce in più che ti autorizza a far esprimere la tua opinione. Solo che, insieme a quella voce c’era anche la scrittura che, così come ha detto nella domanda, prende sempre la parte più intima e magari quel ragazzo non era pronto a spogliarsi. Infatti, nonostante il passare del tempo, questo pudore ha costituito un limite che mi ha sempre frenato. Finché non si diventa grandi e quella voce diventa proprio una necessità, non tanto di dettare una verità al mondo quanto di esprimere dei concetti, delle esperienze che ci sono passate addosso, che magari non saremmo riusciti a dire se non sotto la forma di un racconto scritto, vestendo i suoi personaggi delle emozioni di chi scrive. Oggi sono pronto a pubblicarle, mascherandole dietro alle vicende che vivono i personaggi.

Allora vi sono molti spunti autobiografici?

Diciamo quel tanto che basta per rendere reali alcune dinamiche della storia.

Il suo romanzo è animato dalla fantasia e controllato dalla logica. Quali sono i percorsi che ha seguito nella sua stesura e quali le difficoltà incontrate?

Il percorso è stato abbastanza anomalo. Se si pensa alla stesura di un romanzo, di una storia, magari si può immaginare che, oltre alla fantasia, c’è la parte di logica in cui tutto deve combaciare, costruita proprio come un lavoro artigianale, pezzo per pezzo e poi messa insieme. Il mio approccio è stato diverso da questo. Essendo alle prime armi, e non avendo frequentato nessuna scuola di scrittura, ho immaginato semplicemente un finale, alcuni personaggi, delle linee base che la storia doveva seguire in alcuni avvenimenti. In seguito ho pensato a come poteva nascere una storia che andasse a finire nel modo in cui finisce la mia. Oltre al mio metro di lavoro questa è stata anche la mia difficoltà principale perché c’è molta differenza tra il pensare e mettere in pratica. Avendo tutto in mente, e pensando a ciò che sarebbe accaduto, mi rendevo conto che ogni avvenimento doveva avere una conseguenza coerente. Così sono dovuto andare molte volte avanti e poi a ritroso nella storia per vedere se le conseguenze erano logiche rispetto alle scelte iniziali.

Realizzare un sogno è fondamentale per sentirsi felici. Oggi, allora, che Mai Vuei è in rete ed ha un link per l’acquisto come si sente?

Provo una strana sensazione anche adesso mentre parlo con lei, per rilasciare la mia prima intervista. Come mi sento? Potrei dire di sentirmi padre per la seconda volta perché ho dato vita a una creatura vera e propria fatta di parole su carta ma viva, perché è piena di sentimenti, fatti accaduti, di persone incontrate, di episodi importanti. Quindi, come ogni padre, adesso devo prendere Mai Vuei per mano e accompagnarlo nella realtà vera e propria.

Cosa vorrebbe dire a chi si ritrova a curiosare in cerca di un buon libro da leggere?

Posso dire che un libro è un viaggio, un’esperienza. In ogni libro ci si cala nelle vesti dei personaggi. Credo che sia facile entrare in empatia con Marco e con chi lo circonda, vivere con loro la storia. Magari chi cerca un’esperienza del genere può provare a leggere Mai Vuei per entrare in simbiosi con dei fatti fantasiosi, sicuramente surreali, ma che poi portano a delle conclusioni che la maggior parte delle persone hanno vissuto sulla propria pelle. Al di là di Mai Vuei, direi comunque di avere coraggio nello scegliere nuovi autori, scrittori emergenti di cui non si è mai sentito parlare, perché è da questo coraggio che poi possono nascere tantissime altre storie belle.

Grazie a Vincenzo Loreto e un grande in bocca al lupo al suo Mai Vuei

Grazie a WWWITALIA e viva il lupo.

Link per l’acquisto  

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About Maria Paola Battista

Amo ascoltare, leggere, scrivere e raccontare. WWWITALIA mi dà tutto questo. Iniziata come un’avventura tra le mie passioni, oggi è un mezzo per sentirmi realizzata. Conoscere e trasmettere la conoscenza di attori, artisti, scrittori e benefattori, questo è il giornalismo per me. Riguardo ai miei studi, sono sociologa e appassionata della lingua inglese, non smetto mai di studiare perché credo che la cultura sia un valore. Mi piace confrontarmi con tutto ciò che è nuovo anche se mi costa fatica in più. Attualmente mi sto dedicando alla recensione di libri e all'editing. Ho scritto, inoltre, diverse prefazioni a romanzi. Grazie ai lettori di WWWITALIA per l’attenzione che riservano ai miei scritti e mi auguro di non deluderli mai. mariapaolabattista@wwwitalia.eu