Metafore e ricordi, amarezza e speranza per il nostro mondo nella raccolta poetica di Luigi Mainolfi

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“Parla la natura”, Arturo Bascetta Edizioni, 2012

In apertura della raccolta, l’autore si rivolge ai suoi lettori in questo modo, convincendomi ad affrontare con lui questo piacevole viaggio:

Per trovare il coraggio di pubblicare questa raccolta, ho cercato argomenti “incoraggianti”. L’ostacolo da superare era l’espressione “tutti scrivono poesie”, con la quale si vuole indicare l’inflazione poetica. Sono stato aiutato dalla constatazione che tutti parlano, senza preoccuparsi della qualità di ciò che dicono, costringendo gli altri ad ascoltare. Perché io devo avere timore di scrivere? Chi legge, lo fa per sua scelta ed ha il diritto di giudicare. Non faccio nulla di male, al massimo posso apparire vanitoso. Se, poi, ci sarà qualcuno che, leggendo, non si annoierà, mi riterrò assolto. Alla fine, mi sono deciso. Buona lettura!

Luigi Mainolfi è un osservatore attento e qualche volta cinico, concreto ma anche sognatore, certamente custode degli insegnamenti di una ricca tradizione politica, che ha coltivato nei suoi numerosi impegni nella gestione di incarichi pubblici, ma anche di valori legati alla terra e al lavoro degli uomini comuni.

Nelle liriche di Parla la natura, edito nel 2012 ma attualissimo nella scelta dei temi trattati, si può cogliere la leggerezza di un animo sempre giovane che viaggia “su paesaggi sterminati” ma anche la saggezza di chi ha vissuto. L’occhio indagatore dell’osservatore nascosto traduce così in poesia ciò che vede e l’immagine della nostra società vive tra i versi, mentre la natura madre, scagionata dalla distruzione sismica dei paesi irpini, lascia la colpa agli amministratori incapaci e agli imprenditori scaltri. Convinto che il fronte del campo di battaglia della nostra società “non sta sul Carso” ma ad “ogni incrocio/ ogni piazza/ ogni discoteca…”, l’autore indica come sicure “solo le biblioteche/ e, forse, le Chiese”.  Rammaricato per una umanità “diluita nei particolari”, nascosta “…dai vestiti/ e dai profumi”, Mainolfi osserva persone distratte rispetto a ciò che accade intorno, come fossero “davanti a un televisore/…fidando nel replay”.

Il pensiero viene rivolto anche alla persistenza del dolore ma, con ironia, Mainolfi conclude il suo ragionamento  con una metafora: “La vita/ è un girotondo/ intorno a tavoli/rettangolari./ Gli spigoli/ fanno male,/ nessuno/ li vuole/ sfiorare”.

No, non mi sono annoiata affatto!

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About Eleonora Davide

IL DIRETTORE RESPONSABILE Giornalista pubblicista, è geologa (è stata assistente universitaria presso la cattedra di Urbanistica alla Federico II di Napoli), abilitata all’insegnamento delle scienze (insegna in istituti statali) e ha molteplici interessi sia in campo culturale (organizza, promuove e presenta eventi e manifestazioni e scrive libri di storia locale), che artistico (è corista in un coro polifonico, suona la chitarra e si è laureata in Discipline storiche della musica presso il Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino). Crede nelle diverse possibilità che offrono i mezzi di comunicazione di massa e che un buon lavoro dia sempre buoni risultati, soprattutto quando si lavora in gruppo. “Trovo entusiasmante il fatto di poter lavorare con persone motivate e capaci, che ora hanno la possibilità di dare colore e sapore alle notizie e di mettere il loro cuore in un’impresa corale come la gestione di un giornale online. Se questa finestra sarà ben utilizzata, il mondo ci apparirà più vicino e scopriremo che, oltre che dalle scelte che faremo ogni giorno, il risultato dipenderà proprio dall’interazione con quel mondo”.