Percezione o realtà: intrecci tra Yoga  e PNL a Napoli

Cattura

Un incontro con due esperti per parlare della conoscenza di sé; si tratta del dottor Francesco Paolo Coppola, napoletano, avvocato, psicologo e maestro di Yantra Yoga, che tratterà l’intreccio dello Yoga con percezione e realtà, e del dottor Ugo Cepparulo, stesso percorso, avvocato, dottore in scienze psicologiche e saggista, che tratterà della Programmazione Neurolinguistica.

Nel centro di Napoli, sulla collina di Capodimonte, il dibattito si svolgerà  mettendo a confronto le facce di una stessa medaglia: percezione e realtà. Al momento della trattazione teorica, però, seguirà una dimostrazione pratica che richiederà la partecipazione del pubblico, per cui gli organizzatori consigliano un abbigliamento comodo, anche la tuta, eventualmente.

Ho intervistato il dottor Francesco Paolo Coppola per capire meglio di cosa si tratta.

Dott. Coppola, lei è avvocato, psicologo, maestro di Yantra Yoga, lo Yoga tibetano. Come si divide tra queste tre anime?

Non parlerei di divisione, perché l’insegnamento che ci viene dallo Dzog Chen intende condurre l’uomo a una migliore comprensione dell’esistenza e quindi a una naturale integrazione nella società in cui vive, grazie agli insegnamenti ricevuti. Sono quindi avvocato quando esercito questa professione, ma rimango uno psicologo e viceversa.

Mi parli di questo Dzog Chen.

Vede, lo Dzog Chen, che è da considerare un vero e proprio “insegnamento”, ha in sé una componente psicologica importante con punti in comune con la psicologia occidentale, è parte delle discipline dello Yoga tibetano ed è nato proprio a Napoli, dove il professor Namkhai Norbu Rimpoché, docente dell’Università Orientale, fondò la prima sede della comunità che poi si è diffusa, prima a Roma, poi in tutto il mondo già a partire dagli anni sessanta. Questo più o meno è il periodo in cui il professore si trasferì qui.

Come è strutturato il percorso, ci sono delle guide spirituali?

Non ci sono monaci ma persone che conducono una vita comune, esercitando la propria professione, le proprie attività e che conducono chi frequenta verso uno stato di benessere interiore.

Napoli è una città ricca di tradizioni sue. Qual è stata la risposta dei napoletani di fronte a una pratica di sapore orientale?

Direi buona, vista la partecipazione, forse anche grazie alla natura esoterica di questa città e all’energia del luogo. Ha attecchito bene ormai da tanti anni e all’Orientale è stato anche istituito un insegnamento collegato a discipline come questa. Molti studiosi se ne sono occupati perché fonda le sue radici nello Yoga più antico.

L’appuntamento è per il 18 maggio, con inizio alle 16,00,al Centro Namdeling, in via Ponti Rossi, 113H. La partecipazione è libera e gratuita. Per info e prenotazioni 3280741558.

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