Quando la giustizia sembra ignorare la protezione dei minori

Come criminologa e pedagogista, seguo con crescente preoccupazione alcune sentenze che riguardano reati sessuali su minori. Recentemente alcuni tribunali hanno stabilito che alcune ragazze sarebbero “capaci di intendere e volere” in contesti di abuso sessuale, e hanno ritenuto che alcune avrebbero espresso un consenso valido.

Queste decisioni sollevano interrogativi fondamentali: fino a che punto la legge tutela realmente chi è più vulnerabile? E quale messaggio passa alla società quando la giurisprudenza sembra mettere sullo stesso piano la volontà di un adulto e quella di un adolescente ancora in formazione?

Dal punto di vista pedagogico, sappiamo che un quindicenne non possiede la stessa maturità emotiva e cognitiva di un adulto. La capacità di comprendere le conseguenze di un atto sessuale, di valutare rischi e pressioni, è ancora in fase di sviluppo. Ignorare questa realtà scientifica non solo mette a rischio il minore, ma rischia di creare precedenti pericolosi.

Dal punto di vista criminologico è inevitabile chiedersi se queste sentenze possano avere implicazioni più ampie: se in pratica si stia aprendo la porta a interpretazioni della legge che possano avvantaggiare soggetti con comportamenti devianti, come pedofili che fanno parte di reti criminali e di quella che potremmo definire “mafia borghese”. In altri termini non si tratta solo di casi isolati, ma di una possibile manipolazione normativa che rende certe protezioni legali meno efficaci.

La giustizia non dovrebbe mai diventare terreno di sperimentazioni che pur legalmente argomentate, ignorano la vulnerabilità dei minori. È fondamentale che la legge riconosca chiaramente la necessità di protezione e che le sentenze tengano conto dello sviluppo psicologico ed emotivo di chi è ancora adolescente.

Se la società e le istituzioni ignorano questi segnali, rischiamo di legittimare comportamenti criminali che colpiscono i più giovani e di indebolire la fiducia dei cittadini nella tutela dei diritti fondamentali. La protezione dei minori non può diventare opzionale né soggetta a interpretazioni che favoriscono individui devianti o reti criminali.

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About CHIARA VERGANI

Chiara Vergani è pedagogista, scrittrice e formatrice molto attiva nel panorama educativo e sociale italiano, riconosciuta per il suo impegno nel benessere delle nuove generazioni e nel contrasto ai fenomeni di disagio contemporaneo. ​La sua solida formazione in psicopedagogia, con specializzazioni in criminologia e tutela del minore, le permette di operare come consulente esperta. Il suo lavoro si focalizza sulla sensibilizzazione e sulla prevenzione di criticità quali il bullismo, il cyberbullismo e la violenza di genere, temi che approfondisce regolarmente attraverso conferenze e percorsi formativi rivolti a studenti, docenti e famiglie. ​L’attività editoriale è un pilastro centrale della sua carriera, con una produzione vasta che affronta le sfide sociali più urgenti. Tra le sue opere principali si annoverano: ​Lo scacco rosso. Storie di bullismo (2017) e Mai più paura. Il bullismo spiegato a tutti (2018), testi cardine sulla prevenzione dei comportamenti vessatori. ​Il mondo si è fermato. Non voglio scendere (2019), un’analisi dei cambiamenti sociali durante la pandemia. ​Libere dall’inferno (2020), dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne. ​Bipolari in bilico (2021) e Bipolare in diretta (2023), che esplorano con profondità tematiche legate alla salute mentale. ​Il sole nascosto (2022) e Resilienza compagna di vita (2023). ​Come sopravvivere alle truffe affettive (2025), un saggio volto a fornire strumenti di difesa contro gli inganni relazionali. ​Hikikomori d’Italia, la cui uscita è prevista per maggio 2026, focalizzato sul fenomeno del ritiro sociale volontario. ​Oltre alla scrittura, la sua presenza mediatica è consolidata dalla collaborazione con diverse testate giornalistiche e dalla conduzione di programmi televisivi, in particolare nell’area del Triveneto. In questi spazi, continua a promuovere il dibattito sull’evoluzione del sistema scolastico e sull’importanza delle competenze trasversali per la crescita individuale.