Quando la scuola insegna e ascolta. Incontro alla Ristori di Napoli

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Quanto è importante spiegare ai ragazzi la storia! Perché un giorno la voglia di conoscenza germogli in loro serve infatti aver gettato prima dei semi. A questo servono gli incontri che le scuole che tengono alla crescita dei loro alunni organizzano in occasione di solennità civili come quella della Giornata della Memoria e del Giorno del Ricordo.

Proprio ieri ho incontrato, e con grande piacere, gli alunni della secondaria di primo grado Adelaide Ristori di Napoli per parlare loro delle foibe. Grazie alla dirigente Immacolata Iadicicco, che aveva offerto ai suoi ragazzi qualche giorno fa un incontro dedicato alla Shoah, e l’iniziativa dei docenti che curano il giornalino scolastico, Angela Ristaldo e Innocenzo Calzone, sono stata invitata a raccontare cosa si ricorda in questa giornata nazionale, istituita dalla legge n. 92 del 2004, e a portare anche una testimonianza personale su ciò che è accaduto sul confine orientale dopo la seconda guerra mondiale.

Mi sono trovata di fronte a una platea di alunni seri, attenti e molto bene educati all’ascolto, alcuni dei quali hanno aperto l’incontro spiegando a grandi linee cosa era accaduto nella Venezia Giulia e in Istria tra il 1943 e il 1945 e cosa accadde dopo e poi hanno cantato in coro la canzone di Sergio Endrigo 1947.

Mentre la giovanissima redazione di Ristoriamoci scattava foto e prendeva appunti, dopo l’inquadramento della dirigente, convinta del valore che ha la lettura attenta di una storia che va pacificamente affrontata, ho percorso le tappe di questo viaggio a Trieste e in Istria cui abbiamo dato il titolo di Una linea tra due mondi.

Immacolata Iadicicco

Immacolata Iadicicco

In sostanza, al di là del percorso storico che ho illustrato loro, ho sostanzialmente proposto una riflessione.

Cosa è un confine se non una linea immaginaria creata per dividere? Da una parte noi, dall’altra parte gli altri, i nemici. Ma una linea può essere tracciata anche tra le persone, tra le coscienze, tra orientamenti politici, religioni e modi di pensare. Quella linea può essere anche scolpita dentro di noi dividendo ciò di abbiamo di buono da ciò che ci disgusta, i nostri sogni dalle nostre paure. Insomma, un confine è un fatto serio da non prendere sottogamba. Le guerre si concentrano proprio su questo concetto di confine, da valicare o da difendere, del resto la fondazione dell’Urbe fu contesa tra Romolo e Remo proprio a partire da una maledetta linea.

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Angela Ristaldo legge la testimonianza di una profuga istriana

L’aver evitato la riduzione consistente dei nostri confini dopo la guerra si deve a una resa dura, all’abbattimento del fascismo, alla cacciata dei tedeschi, ai partigiani,  ma il costo dei vantaggi ottenuti lo pagarono gli istriani, fiumani e dalmati, costretti dalle persecuzioni subite a lasciare le proprie case, destinati all’oblio, spesso rifiutati dai loro stessi compatrioti, tacciati di tradimento, chiamati ingiustamente fascisti. Fu infoibata così anche la loro memoria.

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Innocenzo Calzone legge un racconto

Perché i delicati equilibri tra mondo occidentale e mondo comunista durante la guerra fredda si giocarono proprio sui confini difficili come quello orientale italiano.

E i rapporti con i vicini sloveni? Furono minati per sempre da odi irrisolti fomentati dagli altri, da ingiustizie perpetuate dalla paura e dalla ragion di stato.

Purtroppo ho dovuto con dolore osservare che Trieste non trova mai pace. Rimane purtroppo una città contesa, un tempo da nazioni diverse oggi dalla politica che strappa la memoria riducendola in brandelli senza senso e significato. Lo abbiamo visto ieri nelle diverse celebrazioni che si sono tenute in Italia.

La legge che istituì il Giorno del Ricordo fu una legge bipartisan sottoscritta da tutte le parti politiche, ma oggi alcune frange estremiste fanno di questi argomenti, ingiustamente, il loro cavallo di battaglia mettendo di nuovo in difficoltà chi questa storia l’ha vissuta sulla propria pelle.

Perciò nelle scuole bisogna imparare a leggere tutte le pagine della storia e la Ristori ieri lo ha fatto.

©Riproduzione riservata WWWITALIA

Grazie alla redazione di Ristoriamoci per le foto

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About Eleonora Davide

IL DIRETTORE RESPONSABILE Giornalista pubblicista, è geologa (è stata assistente universitaria presso la cattedra di Urbanistica alla Federico II di Napoli), abilitata all’insegnamento delle scienze (insegna in istituti statali) e ha molteplici interessi sia in campo culturale (organizza, promuove e presenta eventi e manifestazioni e scrive libri di storia locale), che artistico (è corista in un coro polifonico, suona la chitarra e si è laureata in Discipline storiche della musica presso il Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino). Crede nelle diverse possibilità che offrono i mezzi di comunicazione di massa e che un buon lavoro dia sempre buoni risultati, soprattutto quando si lavora in gruppo. “Trovo entusiasmante il fatto di poter lavorare con persone motivate e capaci, che ora hanno la possibilità di dare colore e sapore alle notizie e di mettere il loro cuore in un’impresa corale come la gestione di un giornale online. Se questa finestra sarà ben utilizzata, il mondo ci apparirà più vicino e scopriremo che, oltre che dalle scelte che faremo ogni giorno, il risultato dipenderà proprio dall’interazione con quel mondo”.