Summonte e la notte romantica nei borghi più belli d’Italia

panoramica Summonte

Ieri sera il convegno ScopriAMO Summonte. Intervista a Luca Cantore D’Amore

Anche Summonte, in provincia di Avellino, ha potuto quest’anno festeggiare la notte romantica nei borghi più belli d’Italia.

Ieri sera, infatti, un ricco programma ha visto tante persone partecipare alla festa che si è tenuta nel piccolo borgo del Monte Partenio.

Ha aperto il programma il convegno “ScopriAMO Summonte”, tenuto presso la sala consiliare del Municipio, a cui hanno partecipato il sindaco Pasquale Giuditta, l’editore Donatella De Bartolomeis con Luca Cantore D’Amore, l’Assessora Virginia Dello Russo del Comune di Summonte, l’ingegnere Antonio Iannuzzi con Veronica D’Arienzo di Analist Group.

Il protagonista dell’incontro è stato il territorio.

Poter prendere parte alla notte romantica nei borghi più belli d’Italia e, quindi, aver avuto tale riconoscimento, è per il sindaco Pasquale Giuditta soltanto il punto di partenza.

Questo perché il territorio del Monte Partenio, non solo Summonte, è di grande prestigio avendo una notevole matrice culturale, storica e religiosa. Ricorda che Sant’Angelo a Scala ha dato la nascita a Papa Paolo IV e i Camaldolesi si sono insediati lì per la prima volta. Per non parlare del Santuario di Montevergine e del monte Partenio che costituisce un vero e proprio polmone verde della regione.

Quindi, tanti i motivi per affermare la bellezza, nel senso più ampio del termine, di Summonte e dintorni.

L’incontro inaugurale della serata vuole essere l’occasione per presentare una app grazie alla quale, tramite la lettura di un qrcode, si può conoscere tutto ciò che è visitabile a Summonte.

Sottolinea, il Sindaco, che la decisione di creare tale applicazione è stata presa perché la società cambia e la globalizzazione non interessa soltanto gli altri ma ognuno di noi. Così chi vuole promuovere il proprio territorio deve stare al passo con i tempi e dare la possibilità di essere apprezzati anche da chi vive lontano e desidera dopo aver visitato Napoli e la Costiera Amalfitana conoscere l’entroterra.

La nuova applicazione permetterà, inoltre, un’interfaccia continuo con i cittadini i quali avranno la possibilità di comunicare in maniera diretta con il Municipio per proporre ma anche chiedere informazioni sulle questioni amministrative.

La parola passa poi all’Assessora dello Russo, la quale racconta la sua esperienza in merito dicendo che inizialmente era un po’ scettica sull’iniziativa in quanto il mondo della tecnologia è sempre guardato come un qualcosa in grande scala e che, quindi, non è utile o apprezzabile nel piccolo. Si è dovuta, invece, piacevolmente ricredere quando hanno cominciato a far capolino a Summonte i primi turisti i quali, grazie a instanteat, hanno potuto avere una visione del territorio a 360°.

Continua a illustrare e spiegare come è nata instanteat, l’ing. Iannuzzi il quale analizza nel suo intervento proprio l’aspetto tecnico della app partendo dal dato di fatto che oggigiorno i turisti viaggiano e visitano seguendo percorsi proposti e stabiliti da itinerari e che le visite non sono guardate da tutti allo stesso modo per cui il territorio deve essere “declinato in base alle abitudini di chi lo visita”. Così, prima di progettare una app, come instanteat, sono diversi i fattori da tenere presente, come il rating, cioè le risposte da parte degli utenti, in questo caso i turisti o, ancora, quali sono gli aspetti di un territorio che vanno valorizzati e proposti e capire la percezione che il mondo ha di un luogo.

Una volta analizzati aspetti del genere si procede alla vera e propria progettazione. Nel caso di Summonte, grazie alla lungimiranza del sindaco Giuditta, e all’alacre impegno dell’assessora Dello Russo, si è potuti mettere la tecnologia al servizio del territorio.

La responsabile esterna di Analist Group, è Veronica D’Arienzo la quale sottolinea proprio la difficoltà che si ha ancora oggi a contattare le amministrazioni comunali per proporre progetti come instanteat. Per questo anche lei, precisa che, effettivamente, Summonte rappresenta un caso virtuoso.

Dopodiché, passa ad illustrare, tramite l’ausilio di un proiettore, cosa è il qrcode e la possibilità che dà di vedere, tramite una semplice navigazione, ogni cosa è presente sul territorio.

L’editore Donatella De Bartolomeis, presenta, infine, un altro ospite della serata, Luca Cantore D’Amore, invitato a partecipare perché costituisce il “giusto punto di unione tra il romanticismo e il territorio”.

Luca D'Amore Cantore con Pasquale Giuditta e Donatella De Bartolomeis

Luca D’Amore Cantore con Pasquale Giuditta e Donatella De Bartolomeis

Luca Cantore D’Amore è architetto, interior design e critico d’arte ed anche scrittore. Ha pubblicato, infatti, pochi mesi fa, con la casa editrice Il Papavero, di Donatella De Bartolomeis, il libro L’estetica del Decanter.

Moltissimi i riferimenti culturali e storici che lo Scrittore enumera e, soprattutto, è continuo il richiamo alla storia dell’Italia e al valore delle sue bellezze artistiche e a quanto sia importante basare la proposta conoscitiva sulla cultura.

Riguardo a Summonte, Luca Cantore D’Amore, precisa che non è necessario essere grandi per avere successo ma essere veloci. Il riferimento, quindi, è alla tecnologia che, sposando una contemporaneità velocissima, può aiutare lo sviluppo dei territori dando loro la possibilità di “andare oltre”.

Tenere presente le bellezze del territorio ma, soprattutto, valorizzare le differenze tra i luoghi e saperle sfruttare a proprio vantaggio è ciò che può aiutare lo sviluppo di un territorio.

È chiaro che, da uomo di cultura quale egli è, non può esimersi dal ricordare, come dicevo, tutto ciò che è il patrimonio di arte e bellezza storica dell’Italia, definendo il nostro momento storico come “un tempo in cui l’Italia sembra una Ferrari d’epoca tenuta allo scoperto”.

Ebbene con organizzazioni virtuose, come quella del caso di Summonte, anche questo può essere superato.

Termina il suo intervento con qualche parola sul libro definendolo un libro che parla “dell’assenza di senso dell’esistenza”. Un libro che non riguarda la storia dell’arte ma che vuole essere un romanzo che parla della vita.

Al termine della conferenza chiedo a Luca Cantore D’Amore di concedermi una breve intervista. Non ho ancora letto il suo libro e mi appresto a farlo da oggi, così gli propongo alcune mie riflessioni venute fuori dal corso dell’incontro.

Un’idea che si sta diffondendo, ed è sempre più condivisa, è quella di considerare il territorio come strumento per lo sviluppo economico. Ritornare a prestare attenzione al territorio, è un po’ tornare alle origini mentre questa sera si è capito che usare strumenti tecnologici può servire anche ad aiutare il territorio, non solo a distruggerlo. Quindi, come si sposano territorio e tecnologia?

In maniera assolutamente utile, anzi addirittura essenziale. In questo ribaltamento della contemporaneità, si esiste molto di più nella versione virtuale che in quella reale per cui la tecnologia non può non essere altro che un trampolino di lancio, un volano. Noi stiamo dando corpo a qualcosa che fino a poco fa non era realtà ma soltanto idee.  E quando le idee si concretizzano diventano anche vantaggiose per le comunità, non solo dal punto di vista culturale ma anche da quello economico.

Può sembrare banale ma vivere di turismo si può, bisogna trovare un metodo, un metodo per decollare. Da qui il valore mediatico del turismo che ormai non può più prescindere dalla immagine comunicativa e virtuale che se ne fa di esso.

Qual è l’aspetto romantico del territorio?

Ho sempre immaginato che le più belle poesie d’amore non sono nate nelle grandi città. Ricordiamo, a questo proposito, la Recanati di Giacomo Leopardi: la sua donzelletta che vien dalla campagna o la natura di Borges.

Il borgo porta con sé una dimensione sentimentale che agevola le emozioni.

Durante la conferenza lei ha detto che il virtuale, per essere virtuoso, deve andare verso la bellezza.

Il virtuale oggi è adoperato per l’80% per propugnare oscenità: gente senza cultura, senza bellezza, persone che mettono in mostra se stesse soltanto per accaparrarsi qualcosa principalmente di economico o, secondo loro, “socialmente vantaggioso”, mentre noi dobbiamo cercare di far emergere tutto ciò che oggi latita fortemente.

Nella mia esperienza di nano influencer su Instagram, ho potuto constatare, ad esempio, che molte ragazze si propongano, spogliandosi, non tanto per fare sesso ma per fare la giusta conoscenza che possa introdurle e mantenerle in un certo ambiente.

Questa generalizzazione mi è utile per sostenere che la tragedia dei social è proprio quella di aver trovato un volano per lavorare su cose che non sono un lavoro ma che vogliono soltanto “influenzare” per altro su fatti che non interessano.

Il tutto è per dire che, come sempre, è inutile demonizzare i social ma farne il giusto uso e, quindi, ad esempio,agire perché Summonte possa essere più interessante rispetto alla scelta del modo di vestirsi di un tale o una tale influencer.

Ci sarebbe sicuramente molto da continuare su questo discorso ma non è questo l’argomento della serata per cui la prossima domanda è sempre riferita al suo intervento nella conferenza quando ha menzionato la miseria come luogo che costruisce i veri patrimoni della vita e dell’identità.

Esattamente. L’Italia, il nostro patrimonio culturale e artistico, le nostre attrazioni naturali non ci consentono di sottrarre alla nostra attenzione l’identità da cui proveniamo. Allora, tutto l’enorme fardello di bellezza che ci portiamo alle spalle è principalmente formato al 50% da cose povere ma virtuose; l’arte è piena di cose note e non notevoli, e notevoli ma non note. Noi ci occupiamo delle cose notevoli non note come Summonte.

 

Complimenti e grazie a Luca Cantore D’Amore.

Le foto sono di Sabino Battista, che ringrazio.

Maria Paola Battista

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About Maria Paola Battista

Amo ascoltare, leggere, scrivere e raccontare. WWWITALIA mi dà tutto questo. Iniziata come un’avventura tra le mie passioni, oggi è un mezzo per sentirmi realizzata. Conoscere e trasmettere la conoscenza di attori, artisti, scrittori e benefattori, questo è il giornalismo per me. Riguardo ai miei studi, sono sociologa e appassionata della lingua inglese, non smetto mai di studiare perché credo che la cultura sia un valore. Mi piace confrontarmi con tutto ciò che è nuovo anche se mi costa fatica in più. Difetti? Non ho una buona capacità di guardarmi intorno e, strano a comprendere forse, non sono molto curiosa! Grazie ai lettori di WWWITALIA per l’attenzione che riservano ai miei scritti e mi auguro di non deluderli mai. mariapaolabattista@wwwitalia.eu