Un paese unito sulle orme del Normanno

Il Normanno articolo

Continua il ciclo di presentazioni del romanzo storico Il Normanno di Eleonora Davide. Ieri sera è stata la volta del Club Napoli di Monteforte Irpino, dove i soci e gli amici hanno gremito la sala in cui campeggiavano stemmi, sciarpe, bandiere e gagliardetti inneggianti alla squadra del cuore. In questo contesto sembrerebbe strano parlare di storia e addirittura di storia normanna. Invece, e lo ha spiegato il presidente del Club Andrea Scognamiglio, la scelta di andare oltre la passione sportiva si è dimostrata vincente. Agli incontri più ludici si è pensato infatti di affiancare delle attività di genere diverso: lo sport è divenuto in questo caso attrattore per iniziative culturali e le persone rispondono con entusiasmo. Nel paese irpino da diversi anni si assiste alla crescita della componente napoletana che continua ad integrarsi molto spesso facendo proprie usanze e tradizioni della terra irpina.

Al tavolo, oltre al presidente, napoletano, e all’autrice, anche lei napoletana, gli altri componenti erano montefortesi. Contenta dell’invito in un salotto azzurro molto accogliente la professoressa Giovanna della Bella, impegnata da sempre nel recupero delle tradizioni locali e felice di interagire quotidianamente con i nuovi montefortesi. Molto appropriato anche l’invito lanciato da Diego della Bella, manager del patrimonio culturale e cultore di tradizioni sacre del proprio paese, che ha suggerito di seguire i passi del Normanno, il guerriero straniero che vuole la nascita di un solo popolo. Non più montefortesi e forestieri, quindi, ma tutti cittadini di un unico paese. «Essere cittadini di un territorio –  ha precisato –  non è appartenere a una cultura ma è importare la propria cultura nella territorialità e così il territorio diventa un’unione di colori diversi, di tradizioni diverse e il libro di Eleonora testimonia che le origini dei montefortesi sono dovute a una miscellanea di più popoli che si sono succeduti alla sua guida».

L’intervento della conduttrice della serata, la giornalista Luigia Meriano, ha colto i diversi approcci che è possibile riservare al libro, tra i quali quello della contemporaneità dell’azione svolta dall’antico signore del castello nei confronti del suo popolo, da cui, ha rilevato Salvo Meli – che ha affiancato il vicepresidente Carmine Noviello nell’organizzazione della serata –  il signore afferma la sua leadership cercando adesione e non sottomissione.

Ma ciò che ha dato qualcosa in più alla serata rendendola emozionante è stata la presenza degli Emian pagan folk, il duo formato dalla napoletana Anna Cefalo e dal salentino Emilio A. Cozza, musicisti conosciuti ed apprezzati non solo in Italia, seguitissimi dai giovani e dagli amanti della musica antica. Il loro repertorio medievale e irlandese e l’uso di strumenti conformi all’epoca sono di notevole impatto. Ma quando iniziano a suonare e a cantare, facendo largo e appropriato uso delle dinamiche e delle sonorità proprie degli strumenti, i brividi corrono e il connubio con il tema trattato nel romanzo è stato avvertito distintamente.

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About Flavio Uccello

Ha 25 anni, giornalista pubblicista, consulente assicurativo e finanziario per Generali Italia. Oltre a trattare argomenti di natura socioeconomica, ha una smodata passione per i motori e il motorsport di cui scrive diffusamente nelle nostre rubriche. Ama leggere ed è molto curioso. Ha una gran voglia di comunicare con il mondo.