Un sorprendente inno alla vita, nei versi di Dissolvenze e sussurri di Antonio Spagnuolo
Una carriera artistica lunga e prolifica di titoli e di riconoscimenti per Antonio Spagnuolo, classe 1931,autore anche di quattro romanzi e due pezzi teatrali.
La raccolta Dissolvenze e sussurri, uscita a settembre 2025 per i tipi di La valle del tempo, collana Frontiere della poesia contemporanea, curata dal nostro, al di là del titolo è un esplicito e diretto inno alla vita, tutt’altro che sussurrato. Dai colori di una tavolozza, composta da infinite sfumature, alla forma delle idee parte un viaggio che conduce il lettore attraverso l’ultimo tratto della vita, quello che, senza reticenze, l’autore analizza tra consapevolezza, sogno ed esame di coscienza, con lo sguardo rivolto al futuro prossimo, fino al sepolcro, immaginando finanche il passaggio dell’Acheronte. Le immagini dipinte dai versi sono di impatto e giungono chiare, distinte, vagliate dalla lente dell’età, della maturità artistica, assumendo valore per essere state vissute, sottoposte al giudizio del tempo, al sentire maturo, e per questo più vere. Non c’è autocelebrazione, affermazione di sé, ma umile racconto di una vita che continua a porsi domande, avendo presente il ruolo del futuro.
Cosa rimane di una lunga vita d’arte? Saranno forse quei colori, quelle infinite sfumature, tratteggiate da immaginari pennelli? Da lì riaffiorano i ricordi, che diventano presente:
“Nel sogno riappare la tua carne./ Io con violenza la palpo/ per accertarmi che sei di nuovo viva.”
(Sogno p.13)
Mentre:
“I pensieri hanno stagioni in cornice/ divenendo più spesso dei riflessi/ confusi a corporei lampeggi.
(Riflessi p. 18)
Le dissolvenze, impresse nel titolo, si rivelano nella “lotta dello straniamento” e nelle “fratture della mente”, cosicché:
“Ecco i frammenti ricomporre memorie”
(Qualche pozza p.21).
Nelle liriche di questa significativa raccolta, la ricerca di un modo per raccontare il vero senso del vissuto, trova consapevolmente rifugio nella nostalgia.
Ma l’esame di coscienza diviene inevitabile nel Dies irae. Eppure la vecchiaia è anche una opportunità da cogliere, non è più
“…l’urgenza della passione ardita/ ma dolce come nettare/ ormai non brucia, intiepidisce il petto. (Vecchiaia p.29) e “Così la vita china il capo, non vinta,/ ma riconciliata all’imprevisto…”
(Tramonto rosso p.37.)
Toccante è la reiterazione del concetto di Libertà e tragedia, riproposto in due diverse liriche. La seconda, che trovo splendida, recita:
“È tragico il sole che nasce/ sulle rovine d’un popolo in fuga./ È tragico il coraggio di chi sa che morirà/ eppure sorride.”
(Libertà e tragedia p.39)
mentre l’ultima domanda che il poeta fa a se stesso è sul silenzio di Dio, di fronte alle tragedie dell’umanità.
In Gerusalemme, da notare, si alza un grido lucido e opportuno, un appello alla pace, che rivendica tacitamente il ruolo del poeta nella società.
Infine il poeta arriva alla consegna chi valuterà i suoi versi:
“Un recensore per solitudini vissute/ nel gelo crudele e rozzo dell’indifferenza,/ avrà capacità di raccontare…/”
(Chiusura p.54)
in un implicito passaggio di testimone al destinatario di questi versi.
Antonio Spagnuolo è nato a Napoli il 21 luglio 1931. Ha fondato e diretto negli anni ottanta la rivista “Prospettive culturali”, alla quale hanno collaborato firme autorevoli. Redattore della rivista Realtà al tempo di Aldo Capasso e Lionello Fiumi – Ha fondato e diretto la rivista “Iride”.
Ha fondato e diretto la collana “L’assedio della poesia”, dal 1991 al 2006. Pubblicando autori di interesse nazionale come Gilberto Finzi, Gio Ferri, Giorgio Bàrberi Squarotti, Massimo Pamio, Ettore Bonessio di Terzet, Giliano Manacorda, Alberto Cappi, Dante Maffia e altri.
Presente in numerose mostre di poesia visiva nazionali e internazionali, inserito in molte antologie, collabora a periodici e riviste di varia cultura – Attualmente dirige la collana “Frontiere della poesia contemporanea” per la Valle del Tempo edizioni e la rassegna ”poetrydream” in internet (www.antonio-spagnuolo-poetry.blogspot.com). Presiede il premio “L’assedio della poesia 2020”.
Nel volume Ritmi del lontano presente Massimo Pamio prende in esame le sue opere edite tra il 1974 e il 1990.
Plinio Perilli con il saggio “Come l’ombra di una nuvola sull’acqua” (Ed. Kairòs 2007) rivisita gli ultimi volumi pubblicati fra il 2001 e il 2007.
Nel 2018 Elio Grasso e Bonifacio Vincenzi realizzano per lui il primo volume della collana “SUD i poeti” edito da Macabor. Fra gli ultimi riconoscimenti Premio “Libero de Libero 2017” – Premio “Salvatore Cerino 2018” – Premio “L’arte in versi 2018”
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– Menzione speciale al premio “Aoros 2017” – Lauro d’oro alla carriera “Premio città di Conza 2017” – Premio “N. e C. Di Nezza” Isernia 2018 –. “Premio all’Eccellenza 2019” – Roma. Premio Silarus 2020 – Premio speciale “Lettera d’amore 2021” – Premio speciale “Iris” 2021 – Premio Emily Dickinson 2022. Premio Eccellenza alla cultura 2022.
Tradotto in francese, inglese, greco moderno, iugoslavo, spagnolo, rumeno, arabo, turco.
©Riproduzione riservata
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