Un’irpina alle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Cortina- Milano. Il ruolo del Brand per Maura Lamberti
Maura Lamberti è nata a Avellino, 23 aprile 1994. Ha vissuto tra Sant’Angelo a Scala, piccolo comune a ridosso del Monte Vallatrone, Napoli e poi Milano. Ha conseguito la laurea triennale in Economia – Management presso l’UNI Partenope di Napoli e, poi, la specialistica a Milano. È stata Brand Specialist per i Giochi Olimpici e Paraolimpici Invernali Milano- Cortina 2026. Libera professionista, è molto apprezzata per le sue doti culturali ed organizzative; è tra le artefici dell’ottima organizzazione complessiva delle Olimpiadi e Paraolimpiadi Invernali di Cortina- Milano. L’abbiamo intervistata, avendo colto il modo in cui questa esperienza l’aveva toccata profondamente.
In cosa consiste il suo lavoro di Brand Specialist in eventi così importanti e come è stata scelta per un evento simile?
Lavorare nel Brand dei grandi eventi sportivi è un’attività complessa e molto diversa a seconda della tipologia di manifestazione. Nel mio caso posso parlare dell’esperienza con i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. In questi due anni di preparazione mi sono occupata di diversi progetti: dallo sviluppo delle linee guida del brand alla supervisione dei prodotti in licenza, fino alla tutela dell’identità visiva dei Giochi. Ho inoltre supportato la realizzazione di numerosi asset fondamentali del brand, come la torcia, le medaglie, le uniforms, le mascotte, pittogrammi e altri elementi iconici che contribuiscono all’immagine complessiva dell’evento.
È un mondo articolato, ma in parole semplici diciamo spesso che il risultato del nostro lavoro è tutto ciò che il pubblico vede durante i Giochi. Ogni dettaglio visivo nasce da un lungo processo di progettazione, coordinamento e controllo.
Per quanto riguarda la scelta per un ruolo simile, forse sarebbe una domanda da rivolgere ai miei responsabili. Posso dire però che entusiasmo, dedizione e passione per questo lavoro hanno sicuramente avuto un peso importante.
Lei ha avuto la possibilità di vivere “da dentro” due eventi così importanti cosa le resta di una sì grande esperienza?
Identificherei Olimpiadi e Paralimpiadi come un unico grande evento e di questa esperienza mi resta un mondo di emozioni. Ogni giorno portava con sé qualcosa di nuovo, ma ciò che non dimenticherò mai è l’accensione del Braciere durante la Cerimonia di Apertura Olimpica. Rimarranno indelebili anche l’emozione negli occhi degli atleti al termine delle competizioni, o sul podio con le medaglie, il tifo degli spettatori provenienti da tutto il mondo e l’entusiasmo che si respirava in ogni area di gara e in tutta Cortina.
Lei è nata in Irpinia, terra di contrasti morfologici, di colori, di sapori…di cultura; cosa ha trovato di simile alla terra delle sue origini o di dissimile tra le bellezze naturalistiche, paesaggistiche, culturali… di una capitale del turismo invernale come Cortina?
Penso siano due territori totalmente diversi, a partire dalla cultura; quindi, è difficile fare un vero paragone: entrambi bellissimi, ma profondamente differenti. Dopo tanti anni in una città come Milano, trascorrere due mesi tra le montagne mi ha ricordato molto i luoghi da cui provengo e mi ha fatto sentire subito a casa in un posto come Cortina. Al di là di questo, sono due realtà meravigliose, ma con identità così forti e specifiche che non è possibile metterle a confronto.
Quali sentimenti amorevoli sente verso un luogo così stupendo che l’ha ospitata per due mesi?
Cortina, in così poco tempo, per me è diventata casa. Vivere la città in un contesto così particolare come quello dei Giochi crea un mix di emozioni difficile da spiegare e che probabilmente sto ancora elaborando completamente. Quello che so con certezza è che è un luogo che resterà per sempre nel mio cuore.
Tornerà di nuovo a Cortina anche solo per respirare la sua aria, rivivere un’esperienza personale che certamente l’avrà arricchita?
Certamente, non vedo l’ora di tornarci il prima possibile: poter sciare di nuovo tra quelle montagne magnifiche, rivedere l’Olimpia delle Tofane illuminata di notte e passare dallo Sliding Centre per ricordare ogni momento vissuto lì.
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