Adolf von Henselt: Intervista a Roberto Roganti di Maria Teresa De Donato
Dopo l’americano Gershwin e l’italiano Paterlini, oggi ci troviamo di nuovo con l’amico Autore, Blogger ed esperto in musica Roberto Roganti per un nuovo appuntamento con un altro compositore classico di sua scelta, tedesco questa volta.
MTDD: Ciao Roberto e bentornato. Quale compositore ci presenti oggi?
RR: Oggi ho pensato di parlarvi di Georg Martin Adolf von Henselt, nato a Schwabach, il 12 maggio 1814 e morto a Warmbrunn il 10 ottobre 1889). Quando aveva tre anni, i suoi genitori Phillip E. Henselt e Caroline Geigenmüller decisero di trasferirsi a Monaco di Baviera, per motivi economici.
MTDD: Com’e nata la sua passione per la musica e quale tipo di formazione ha avuto?
RR: Adolf von Henselt si è precocemente accostato alla musica suonando già all’età di tre anni il violino, a cinque il pianoforte e a quindici anni ha dato il suo primo recital pubblico. Affascinato dalla musica di Carl Maria von Weber, durante la sua giovinezza fece molte trascrizioni e arrangiamenti della musica del compositore e pianista di Eutin.
Nel 1832 studiò musica (pianoforte) a Weimar sotto la guida di Johnann Hummel e composizione con Simon Sechter, grazie a una borsa di studio del re Ludovico I di Baviera.
Nel 1836 a Weimar incontrò Rosalie Vögel, moglie di un fisico di corte e amica di Goethe, che sposò dopo il suo divorzio. Questo amore ispirerà il suo Poéme d’amour op. 3, una delle opere più apprezzate del compositore tedesco.
Si mise in evidenza per una peculiare tecnica pianistica, basata su una grande apertura delle dita e su un maggiore stretto “legato”.
Nel 1836 iniziò la sua carriera di concertista a Berlino e appena due anni dopo si pubblicò in Russia, a San Pietroburgo, dove ottenne importanti incarichi, tra i quali quello di pianista di corte e di insegnante. I suoi insegnamenti e le sue composizioni influenzarono la nuova generazione di pianisti locali.
Dopo qualche anno, nel 1863, Henselt fu nominato ispettore generale di tutte le istituzioni musicali legato alla corte russa. Tra i suoi studenti annoveriamo: Nicolai Zverev, Ivan Neylisov e Gustav Kross.
MTDD: Hai qualche aneddoto da raccontarci che riguarda questo compositore?
RR: Sebbene le sue composizioni non fossero molto numerose e le sue apparizioni pubbliche non molto frequenti, Adolf von Henselt fu uno dei pianisti più apprezzati del suo tempo. Peccato che abbia sofferto di una grande paura del palcoscenico. Alexander Dreyshock ha raccontato un aneddoto su questo. Disse che un giorno, mentre stava visitando la casa di Henselt, sentì dall’esterno una delle melodie più belle che avesse mai ascoltato nella sua vita. Era così impressionato che non suonò nemmeno il campanello e ascoltò dall’esterno l’intera esecuzione musicale. Una volta finita la musica, Dreyshock entrò in casa di Henselt e le chiese di suonarla di nuovo, e il risultato fu molto inferiore rispetto a quello che aveva sentito prima dall’esterno. I nervi di Henselt lo avevano tradito.
MTDD: Poveretto. Malgrado quello che appaia al pubblico, mi risulta che siano molti gli artisti che hanno paura o che comunque soffrono di ansia da palcoscenico. Sembrerebbe paradossale per chi sceglie una professione che lo porta a doversi esibire in pubblico, ma purtroppo è reale.
Puoi parlarci della sua produzione musicale e delle sue caratteristiche fondamentali?
RR: Tra le sue opere principali, sono da annoverare un Concerto per pianoforte, Studi da concerto; Poème d’amour, Ballata, Esercizi preparatori.
È naturale che il Concerto per pianoforte di Henselt riflette le sue caratteristiche di pianista. Il pezzo richiede all’esecutore un allungamento della mano in grado di suonare accordi che abbracciano decimi con facilità, un’esecuzione lirica cantabile e un’incredibile padronanza tecnica per eseguire passaggi di ottava tonanti, arpeggi appariscenti e rapidi salti di ottava: qualcosa di simile a un pattinatore che deve esibirsi all’infinito, salti tripli e quadrupli e atterrarli perfettamente e con grazia ogni volta. Una cosa da notare è che tutte le difficoltà nella parte solista e le incredibili imprese compiute dal pianista spesso non sono immediatamente evidenti senza la partitura. Con le costanti esigenze tecniche, il concerto richiede atletismo, resistenza e resistenza da parte del pianista. Al momento sono disponibili solo tre registrazioni di questo concerto, quindi è un piacere estremamente raro poter ascoltare questo concerto dal vivo oggi.
MTDD: E un’occasione quindi assolutamente da non perdere. Grazie Roberto per averci presentato questo compositore tedesco e avercelo fatto apprezzare.
Ti aspetto per altri incontri e per presentare al nostro pubblico di lettori e lettrici altrettanto interessanti musicisti.
RR: Grazie a te, Maria Teresa, per l’invito. Ci vediamo presto.
Il presente articolo è stato pubblicato precedentemente al seguente link:
https://holistic-coaching-dedonato.blogspot.com/2025/04/adolf-von-henselt_01085335557.html
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