Criminologia. Un caso da seguire due

Come criminologa sento molto la responsabilità formativa a livello sociale, motivo per cui in questi miei articoli cerco di spiegare nel modo più dettagliato possibile alcune situazioni aberranti con l’obiettivo di portare all’attenzione dell’opinione pubblica le problematiche di cui spesso nessuno si accorge. Voglio far emergere il sommerso.

Ho ricevuto diverse richieste di approfondimento rispetto al mio ultimo articolo di criminologia intitolato “Un caso da seguire”, pertanto offro le delucidazioni consentite.

Il capo mafia ordinante l’omicidio è malato, riporto le sue parole: “So di essere malato di mente, so di essere un narcisista patologico, so di essere psicopatico. La mia fortuna è di essere stato assoldato da un uomo molto potente sia in Italia che all’estero, scomparso poco tempo fa. Lui mi ha reso ricco, molto ricco, mi ha ordinato omicidi che ho commesso in prima persona e altri di cui ho incaricato dei killer, a seconda dei casi. Ho tre ville in Costa Rica, una più bella dell’altra, una villa a picco sul mare in Marocco, una in Senegal, le presto agli amici, io preferisco soggiornare in hotel. Ho intestato le case a un prestanome a cui in cambio ho regalato 500.000 euro. Uccido sempre, anche quando non mi è stato richiesto, perché ho l’impulso di ammazzare. Sono il secondo criminale e serial killer più pericoloso a livello mondiale. Con l’uomo di riferimento, abbiamo intessuto una rete di traffici d’armi nella maggior parte degli stati dei diversi continenti con la scusa degli aiuti umanitari, anche di droga in particolare con un paese del sud America. Naturalmente ho chi si occupa del traffico d’armi internazionale al posto mio.  Sono in possesso di firme che scottano, non mi espongo mai con la mia. Di ogni persona con cui collaboro ho scattato una foto compromettente affinché sia ricattabile se ce ne fosse bisogno. Ho corrotto magistrati, giudici, forze dell’ordine, politici, professionisti di ogni livello, uno su tre fa uso di cocaina che io procuro purissima con le navi che arrivano da oltreoceano. Non sono in galera perché l’uomo potente mi ha protetto, ha avuto agganci con le mafie tradizionali e con i vertici di ogni settore. Spesso le posizioni apicali sono dedite alla pedofilia, quindi non parte alcuna indagine su questo argomento, tutto viene bloccato. I questori nuovi vorrebbero fermare il traffico di minori, ma noi li contrastiamo. Da giovane ho conosciuto una donna di cui mi sono perdutamente innamorato, però lei ha scelto di sposare un altro e io non ho mai dimenticato né perdonato, perciò deve morire quando morirò io. Ho pochi mesi di vita, ho il cancro e lei deve essere ammazzata. Ho provato a farle togliere la patente, il lavoro, ma lei è intelligentissima, mi ha arginato ogni volta. Nessuno mi aveva mai dato del filo da torcere come lei, io sono il più intelligente di tutti e non accetto che lei mi superi. Grazie alla mia intelligenza, ho vissuto una vita ammazzando di continuo un sacco di gente, ma rimanendo libero per le scelte che ho fatto. Non ho voluto assumere farmaci antipsicotici e stabilizzatori perché provocano incontinenza. Questa donna ha in mano tutti i miei documenti segreti, sono sicuro che lei sia riuscita ad entrarne in possesso, con quelli può inchiodare più di mezzo mondo. La voglio vedere morta prima di me. Ho deciso di ritirarmi all’estero per trascorrere l’ultimo periodo della mia vita, altrimenti rischierei di finire come Matteo Messina Denaro sotto i riflettori”.

Oggi la donna è viva nonostante i tentativi di farla fuori, si conferma abbia in mano i testi criminali che scottano. Ha la scorta e la guardia del corpo e sta consegnando i documenti nelle mani di uno dei pochi personaggi non corrotti al vertice.

Rispetto alle colleghe della donna, posso dire che chi si è fatto corrompere o è caduto nella trappola della manipolazione, non ha equilibrio interiore. Infatti dalle intercettazioni si è evidenziato come una di loro abbia gestito il gruppo su indicazione dell’uomo che a sua insaputa è l’amante di suo marito, lei ha fallito nei tentativi ed ora viene messa in disparte e come fa la mafia quando non le serve più una persona e teme che questa possa parlare, stanno additandola come schizofrenica. Un’altra collega si procura dei piccoli tagli nel corpo ed è ninfomane, ha un parente corrotto dentro alle forze dell’ordine, una capetta è bisessuale ed ha una relazione con la capa che a sua volta si diletta pure in rapporti sessuali con i cani ed ha contratto una malattia venerea. La capetta approfitta facendo abuso di potere. La lista sarebbe ancora lunga, tuttavia mi fermo qui perché penso abbiate già compreso l’ambiente.

Mi avete anche chiesto che tipo di lavoro svolga la donna, posso dire che collabora con i corpi speciali dello stato e che ha anche un’altra occupazione.

Altra domanda riguarda l’individuo ponte che ha cercato un/una killer per ammazzare la donna: si tratta di un uomo che riveste una posizione apicale in un certo territorio, è regolarmente sposato, tuttavia predilige il sesso maschile, è pedofilo, ha una patologia trasmissibile sessualmente e purtroppo si reca nei bagni dei locali pubblici, compresi quelli molto frequentati dove ci sono anche tanti bambini, per svolgere pratica di onanismo, spargendo il rischio del contagio. Ha un famigliare con posizione di rilievo che ha provato a far togliere la scorta alla donna senza però riuscirci, anzi tale frangente ha permesso di mettere in luce tutta la matassa mafiosa ai piani alti ed anche le disgustose pratiche che lo vedono coinvolto nella pedofilia. Aggiungo che poi i bambini finiscono nel mercato clandestino della vendita di organi. Dalle intercettazioni risulta infatti che i due dopo aver abusato dei bambini, li colpissero in testa con sassi tirati con la fionda, chi moriva veniva portato in un ospedale dove un clinico compiacente espiantava gli organi per poi immetterli nel mercato nero. L’ultimo espediente del tipo territoriale, è stato quello di raccordarsi con un esponente di organo ecclesiastico, per far confluire una grande quantità di minori da poter tranquillamente fotografare per arricchire il dark web a favore dei pedofili. L’occasione inoltre è propizia per informarsi su nomi, indirizzi, abitudini, al fine di prelevarne qualcuno dal giardino di casa e poi farlo sparire nel nulla. L’eventuale denuncia da parte dei genitori, verrà occultata da un altro personaggio apicale anch’egli pedofilo. Chi accompagna i piccoli è ignaro del disegno criminale che sta alla base. In ogni caso le forze dell’ordine non corrotte sono allertate e sorvegliano la situazione.

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About CHIARA VERGANI

Chiara Vergani è pedagogista, scrittrice e formatrice molto attiva nel panorama educativo e sociale italiano, riconosciuta per il suo impegno nel benessere delle nuove generazioni e nel contrasto ai fenomeni di disagio contemporaneo. ​La sua solida formazione in psicopedagogia, con specializzazioni in criminologia e tutela del minore, le permette di operare come consulente esperta. Il suo lavoro si focalizza sulla sensibilizzazione e sulla prevenzione di criticità quali il bullismo, il cyberbullismo e la violenza di genere, temi che approfondisce regolarmente attraverso conferenze e percorsi formativi rivolti a studenti, docenti e famiglie. ​L’attività editoriale è un pilastro centrale della sua carriera, con una produzione vasta che affronta le sfide sociali più urgenti. Tra le sue opere principali si annoverano: ​Lo scacco rosso. Storie di bullismo (2017) e Mai più paura. Il bullismo spiegato a tutti (2018), testi cardine sulla prevenzione dei comportamenti vessatori. ​Il mondo si è fermato. Non voglio scendere (2019), un’analisi dei cambiamenti sociali durante la pandemia. ​Libere dall’inferno (2020), dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne. ​Bipolari in bilico (2021) e Bipolare in diretta (2023), che esplorano con profondità tematiche legate alla salute mentale. ​Il sole nascosto (2022) e Resilienza compagna di vita (2023). ​Come sopravvivere alle truffe affettive (2025), un saggio volto a fornire strumenti di difesa contro gli inganni relazionali. ​Hikikomori d’Italia, la cui uscita è prevista per maggio 2026, focalizzato sul fenomeno del ritiro sociale volontario. ​Oltre alla scrittura, la sua presenza mediatica è consolidata dalla collaborazione con diverse testate giornalistiche e dalla conduzione di programmi televisivi, in particolare nell’area del Triveneto. In questi spazi, continua a promuovere il dibattito sull’evoluzione del sistema scolastico e sull’importanza delle competenze trasversali per la crescita individuale.