Giovani delle aree interne pronti a mettersi in moto. L’incontro ad Avellino

È possibile realizzare un sistema che valorizzi le aree interne? Forse sì e la soluzione è nelle mani dei giovani. Sabato scorso si è discusso di ciò partendo dalle risorse anziché dai problemi, all’Archivio di Stato di Avellino, dove si sono confrontati in un incontro dal titolo “Giovani delle aree interne e turismo sostenibile in aree protette“, partendo dai workshop tematici tenutisi nella mattinata: il mondo dell’Università, del Turismo, delle realtà territoriali, delle associazioni, degli enti e delle istituzioni, insieme ai partecipanti al progetto Give Back.

Questo, messo in campo dall’Associazione culturale “La Ripa” e dal Centro Studi “Fiorentino Sullo” di Castelvetere sul Calore (AV), grazie al finanziamento europeo del Programma Erasmus+, ha coinvolto 50 giovani in un percorso culminato con la Summer School che si è tenuta quest’estate a Castelvetere. Al centro dell’incontro, promosso dall’Associazione Insieme per Avellino e per l’Irpinia e all’impegno di Luca Nacca, la costruzione di una rete che colloqui e in cui ciascun attore possa mettere in comune conoscenze, esperienza, competenze e idee per costruire un modello di lancio, promozione e gestione delle risorse turistiche delle aree interne d’Italia, a tutto vantaggio dell’occupazione e del ripopolamento di tali aree.

Il progetto Give Back lancia di fatto l’idea di restituzione al territorio, operata proprio dai giovani che non fuggono dalla loro terra, anzi vi seminano imprese e attività, premiandone le bellezze naturalistiche, storiche, artistiche, religiose e i percorsi benessere.

E. Davide e L.Nacca

Dai contributi portati dai partecipanti al tavolo, moderato da Eleonora Davide, è emersa una volontà comune di affrontare la questione insieme e, vista la grande partecipazione ottenuta, anche se solo la metà delle idee e delle collaborazioni offerte avesse applicazione, sarebbe un successo garantito. La richiesta di ripetere questo tipo di confronto sulla base di questo incontro è stata accolta da tutti con entusiasmo sincero. Il primo step sarà la redazione di un documento congiunto che sancisca collaborazioni sui temi affrontati.

La testimonianza di una partecipante al progetto, Federica Caprio, in rappresentanza dei colleghi, ha incarnato la voglia dei giorvani di partecipare attivamente all’emancipazione delle aree escluse dalla circolazione turistica principale, costretti come sono, dalle necessità e dalla mancanza di spazio espressivo, a emigrare o al Nord o all’estero.

A. Zaccaria

Significativa la partecipazione del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli, di cui la professoressa Annamaria Zaccaria si è fatta portavoce. La formazione dei giovani sul territorio e la presa di coscienza che molto si può seminare e raccogliere anche in queste aree più isolate rispetto ai grandi attrattori turistici, è condizione propedeutica ad ogni azione.

C’è anche il sostegno del Parco regionale del Partenio, ha assicurato il presidente Franco Iovino, che ha collaborato già con l’ateneo napoletano questa estate e che è attualmente impegnato in progetti di accessibilità e legati al benessere psicofisico proprio nel Parco.

Anche il mondo del Turismo ha espresso la necessità del coinvolgimento degli operatori professionali in tale discorso. A delineare il profilo di tali figure sono stati Gerardo Basile, guida ambientale escursionistica di “Terre di Mezzo”, ed Emilia Bonaventura, guida turistica e accompagnatrice autorizzata.

La stessa Svimar, l’associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno e delle aree interne, presente con il presidente Giacomo Rosa e con Pietro Calabrese, anche promotore del Comitato ferrovia Eboli-Calitri, sarà con convinzione al fianco delle iniziative promosse dalla rete.

C’è l’Ok anche di Fernanda Ruggiero, consulente marketing e formatrice, impegnata nella ricerca di “nuovi turismi”, la quale si è resa disponibile, rispondendo all’invito rivoltole dall’Associazione organizzatrice, a mettere le sue competenze e la sua esperienza a disposizione della rete.

A.M.Gallo

Alfonso Maria Gallo, coordinatore provinciale di Europa+ ad Avellino, ha portato la visione della politica, rappresentandone il mondo e completando la rappresentatività del consesso nell’affermazione della forza del restare, fare impresa proprio in queste aree che, proprio in un momento di crisi come quello che viviamo, diventano risorsa turistica e un buon investimento per il futuro.

R.Sullo

Roberto Sullo, che ha curato il progetto, si è detto soddisfatto dell’esperienza nata dalla volontà delle associazioni di usare i giusti strumenti, quali quelli dei fondi europei, per ripensare il territorio e le sue potenzialità, aumentando in questo modo le proprie competenze imprenditoriali. E lo si vedeva veramente contento di vedere tanta partecipazione.

A portare il suo contributo anche Teobaldo Acone, ambasciatore delle Città del vino, organizzatore di diverse manifestazioni volte a promuovere l’eccellenza irpina del vino e sempre convinto della necessità di fare consorzio tra le realtà imprenditoriali del settore per dare vita a un progetto mai realizzato: quello delle Vie del vino.

La questione dei collegamenti è stata altrettanto centrale, vista l’oggettiva difficoltà di raggiungimento delle aree interne con i mezzi pubblici. Da qui il progetto in via di approvazione del Comitato ferrovia Eboli-Calitri, che permetterebbe di bypassare ostacoli morfologici, come la Sella di Conza, con un tracciato in galleria che collegherebbe rami ferroviari attualmente non comunicanti.

Tutto ciò si deve alla volontà di fare bene al proprio territorio, di guardare al futuro con speranza, di rimboccarsi le maniche e mettersi a lavoro senza aspettare che caschi dal cielo, di lavorare insieme, di dare fiducia ai giovani, di credere nelle risorse di una terra ricca di belle sorprese.

E lo si deve anche a un’associazione che, nata pochi mesi fa, riesce a catalizzare l’attenzione di associazioni e intellettuali che operano sul territorio per trattare temi utili e, direi, necessari allo sviluppo sociale.

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