Matilde Serao, le anime di Napoli tra realtà e leggenda

Un seminario a Palazzo Carafa per il centenario della morte

Venerdì 30 gennaio 2026, alle ore 10.30, nel Salone delle Feste di Palazzo Carafa (via San Biagio dei Librai 121, Napoli), il Comitato Nazionale per le celebrazioni del primo centenario della morte di Matilde Serao ha organizzato il seminario di studi e tavola rotonda Le anime di Napoli: Matilde Serao tra realtà e leggenda, in occasione delle nuove edizioni di Piccole anime e Leggende napoletane.

L’iniziativa, realizzata con il patrocinio istituzionale, si apre con l’indirizzo di saluto di Gabriele Capone, Sovrintendente Archivistico e Bibliografico della Campania, a sottolineare il valore storico e civile dell’opera seriana e il suo legame con il patrimonio culturale della città.

Intervengono studiosi e rappresentanti di importanti istituzioni culturali napoletane:
Ferdinando Salemme, Direttore dell’Archivio di Stato di Napoli;
Silvia Scipioni, Direttrice della Biblioteca Nazionale di Napoli “Vittorio Emanuele III”;
Michele Lanna, Presidente del Comitato Nazionale Matilde Serao;
Giovanna Palermo, componente del Comitato Nazionale Matilde Serao.

Innocenzo Calzone, docente di Arte nella scuola secondaria di I grado I.C. Confalonieri-Ristori, e co-direttore insieme alla scrivente con un gruppo di giovanissimi redattori del giornale scolastico: Ristoriamoci.

I contributi mettono in luce la complessità della figura di Matilde Serao, giornalista, scrittrice ed editrice, pioniera dell’informazione moderna e interprete acuta delle trasformazioni sociali della Napoli tra Otto e Novecento. Nata a Patrasso nel 1856 e profondamente legata a Napoli, Serao fece della città il cuore della propria produzione letteraria e giornalistica, raccontandone le contraddizioni, le ferite sociali e l’energia vitale. Giornalista, scrittrice, editrice, Matilde Serao fu soprattutto una donna che seppe trasformare la propria vita in lavoro e il lavoro in testimonianza civile, in un’epoca in cui la voce femminile faticava a trovare spazio nello spazio pubblico.

Il seminario prende le mosse da Le anime di Napoli, uno dei testi più emblematici della scrittrice, in cui la città emerge come organismo vivo, popolato da figure umili, donne, bambini, lavoratori, osservati senza indulgenza ma con profonda umanità. Napoli, per Serao, non è mai semplice sfondo: è protagonista assoluta, realtà concreta e al tempo stesso mito, leggenda, destino. Una città che incarna il dolore sociale, ma anche una forza vitale irriducibile.

Accanto all’analisi storico-letteraria, il seminario approfondisce il ruolo di Matilde Serao come donna tra vita e lavoro: madre e professionista instancabile, capace di affermarsi in un ambiente dominato dagli uomini senza mai rinunciare alla propria autonomia intellettuale. Fondatrice e direttrice di importanti testate come Il Mattino e Il Giorno, fu una pioniera dell’informazione moderna, capace di coniugare cronaca, inchiesta sociale e scrittura narrativa. Nei suoi articoli affrontò temi allora scomodi: la povertà urbana, la condizione femminile, l’infanzia abbandonata, il lavoro precario, restituendo dignità a chi raramente aveva voce, anticipando temi ancora oggi centrali nel dibattito pubblico.

 È qui che si colloca l’intervento del Prof. Calzone e di alcune giovanissime redattrici, sulla figura del docente oggi, che ha ancora l’onere e l’onore di guidare le nuove generazioni educandole ad emulare figure come la Serao e promuovendo attività non scontate come redigere da anni un giornale come strumento educativo dell’espressione e consapevolezza del sé in un tempo in cui i giovani sembrano aver perso l’orientamento, stimolandoli ad esprimere un libero giudizio sulla realtà.

Il seminario si inserisce in un più ampio programma di iniziative volte a riscoprire l’attualità del pensiero e della scrittura di Matilde Serao. A cento anni dalla sua scomparsa, la sua voce continua a interrogare il presente: nel suo modo di fare giornalismo, nella capacità di leggere le città come specchio delle disuguaglianze, nella tensione costante tra realtà e rappresentazione.

Celebrare Matilde Serao oggi significa non solo ricordare una grande autrice, ma riflettere sul ruolo dell’informazione, sulla responsabilità dello sguardo e sul valore della scrittura come strumento di conoscenza e di impegno civile. A Palazzo Carafa, Napoli torna a parlare attraverso una delle sue narratrici più autentiche.

Il programma ha previsto anche un momento performativo con una piece teatrale ispirata alle Leggende napoletane, incentrata sulle figure del Munaciello e di Megaride, a cura di Nicola Barbato e Floriana Verde, con lettura performativa di Rosaria Truppo, che restituisce la dimensione narrativa e popolare dell’immaginario seriano.

A cento anni dalla scomparsa di Matilde Serao, il seminario di Palazzo Carafa invita a riscoprire l’attualità della sua scrittura e del suo giornalismo: uno sguardo capace di tenere insieme realtà e leggenda, impegno civile e racconto, memoria storica e presente. Un omaggio a una donna che ha saputo fare della parola uno strumento di conoscenza e responsabilità. Un esempio per i redattori in erba e soprattutto per le redattrici: in un’epoca che denuncia una mancanza di valori Matilde Serao può incarnare esempio di una donna soprattutto di grande coraggio.

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About Angela Ristaldo

Angela Ristaldo, giornalista pubblicista per inseguire una passione per il giornalismo nata tra i banchi di scuola come espediente didattico privilegiato per educare i ragazzi, anche in tenera età, all'autonomia di giudizio e al senso critico. Organizza da anni un giornale scolastico che spazia tra gli interessi dei ragazzi agli stimoli circostanti che la realtà propone. Laureata in Lingue è dal 2005 insegnante di scuola primaria per scelta, credendo fortemente nella scuola come veicolo e velivolo formativo di cultura: unica arma per essere vincente in questi tempi così cangianti e difficili. Amante dell’Arte, spazia nei suoi articoli, tra le più svariate tematiche dal sociale alla scuola senza mai perdere di vista la bellezza insita in tutte le cose se la si sa osservare e valutare.