“Nadì senza paura”. Libro- fiaba di Gilda Ricci
“Nadì senza paura”, è una fiaba per bambini e non solo con un obiettivo e un sogno: rendere felici bambini e famiglie di luoghi lontani e vicini, dove la paura delle guerre, dei bombardamenti, dei mitragliatori e dei missili, si trasformino in luminosi fuochi d’artificio di paesi e città in festa e in pace, non in guerra. Il testo nasce proprio dalla necessità di parlare agli adulti e non solo ai bambini per una “ pedagogia irenica” direbbe Maria Montessori che ne è stata l’ideatrice. Una pedagogia che appunto si occupi di poter educare alla “pace” interiore e collettiva, umana, familiare e sociale. Un testo ambizioso? Sì, nella sua semplicità. Un racconto di paure e sogni, di speranza e ragione. Un racconto di aiuto, quello di Farfalliel, la farfalla che sussurra parole di speranza e fiducia nell’orecchio di Nadì, bambino fifone, terrorizzato dai suoni esplosivi di mitragliatori, bombe e razzi che dal cielo alla terra distruggono popoli e case, natura e umanità.
Lo scopo di una fiaba che affronta le paure dei bambini, spesso di noi adulti trasmesse ai più piccoli, può viaggiare per poter far sì che il ricavato di questo libro possa essere devoluto a chi si occupa di costruire pozzi, scuole, ospedali, case in quei luoghi del continente più antico del mondo , come l’Africa, o dove tutto ciò ancora non esiste o sia stato distrutto da bombardamenti di conflitti mondiali ma spesso dimenticati. Questo libro infatti vuole contribuire ai progetti della prestigiosa Fondazione “Rachelina Ambrosini”, che da decenni si occupa di supportare e intervenire in zone di guerra e di bisogni umani e necessari, in molti paesi del mondo, ovunque ci sia un’emergenza umanitaria, sia naturale ( terremoto, inondazioni, catastrofi…) sia causata dai conflitti internazionali e locali.
Ecco, il sogno è il vero protagonista di questa fiaba unitamente alle farfalle, elementi magici che aiutano Nadì ad affrontare e superare tutte le sue paure. Nadì è chiuso nei limiti e nei confini della sua stanza -casa, riesce ad uscire e a guardarsi intorno grazie ad un sogno nel quale le farfalle lo aiuteranno a vivere nella natura, all’aperto, tra luci e colori senza paura. Attualmente il libro fiaba illustrato dall’artista Juvanita Bottiglieri, è stato tradotto in inglese da Carla Giammona, con testo a fronte, edito e pubblicato da Delta3 Edizioni, nella collana “Il colore del grano” diretta dai docenti Leonardo Acone dell’Università di Napoli “l’Orientale”, Susanna Barsotti dell’Università degli Studi Roma 3 e Giovanni Savarese dell’Università degli Studi di Salerno.
Il libro si presenta a colori di facile approccio per i piccoli lettori con la struttura della fiaba tra personaggi fantastici, aiutanti, protagonisti e antagonista la paura. Nadì è un bambino come tanti, con le sue paure e le sue passioni, che preferisce l’isolamento, senza maestre che dettino le regole dell’apprendimento e senza vincoli di ogni tipo. In una fiaba per bambini, gli elementi magici sono fondamentali per rendere il protagonista, Nadì, capace di affrontare le sue paure, superarle e cambiare la propria vita. Le farfalle, questi piccoli animaletti variopinti , aiuteranno il piccolo della fiaba ad apprezzare il mondo che lo circonda e così la famiglia Farfallons, riuscirà a trasportare Nadì nel mondo fantastico, forse soltanto in sogno, al cui risveglio, però il bimbo da fifone diventa molto coraggioso.
La struttura della storia di Nadì rispetta quelle delle fiabe tradizionali , proppiane, dove il protagonista deve affrontare e superare ostacoli ( le sue paure), ma grazie ad aiutanti tra il reale e il fantastico, farfalle parlanti appunto. Qui la parola è pedagogica, educativa, utile e quindi salvifica. Scopo del libro è quello di appassionare i bambini alla lettura, in modo semplice, affrontando però situazioni a loro molto familiari, con un lieto fine aperto alla conoscenza, alla curiosità, al superamento di ostacoli e soprattutto di un isolamento a volte pericoloso.
Questo libro è bilingue perché possano leggerlo in tutto il mondo, ma soprattutto utile anche per chi arriva in Italia oppure è migrato all’estro tanti anni fa e ha dimenticato la nostra lingua, vuole insegnarla a figli e nipoti, per chi arriva e grazie all’inglese (lingua ponte per esempio per i bambini ucraini e di varie nazionalità asiatiche) impara dall’inglese l’italiano. Va ribadito che lo scopo è soprattutto psicopedagogico per chi tutta la vita lavorativa ha voluto dedicarla all’infanzia e all’adolescenza e crede ancora in sogni realizzabili in un mondo di pace.
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