Buen camino. Checco Zalone e il pellegrinaggio dell’anima: quando la comicità diventa consapevolezza
Nel suo nuovo film Buen camino, visto in anteprima, Checco Zalone torna sul grande schermo dopo un lungo silenzio e lo fa scegliendo una strada diversa: meno fragore, più profondità. Il risultato è una commedia che fa sorridere certo, ma che sorprende per il tono più riflessivo e per una satira che guarda dentro l’essere umano prima ancora che ai suoi vizi sociali.
Il viaggio verso Santiago di Compostela non è soltanto un espediente narrativo, diventa, piuttosto un percorso simbolico, un attraversamento dell’identità maschile contemporanea, delle sue fragilità, delle sue contraddizioni. Zalone mette in scena un uomo ironico e cinico, che lungo il cammino è costretto a fare i conti non tanto con la fatica fisica, quanto con le proprie rigidità interiori.
L’ironia tipica dell’attore pugliese non scompare, ma muta forma. È meno urlata, meno affidata alla battuta fulminante, più costruita su situazioni paradossali che lasciano spazio a una riflessione sottile. C’è la parodia dell’uomo ossessionato dal denaro, dalle certezze materiali, dal controllo, ma c’è anche una critica più delicata al vuoto emotivo che spesso accompagna queste sicurezze apparenti.
Uno degli aspetti più interessanti del film è il modo in cui affronta il tema dell’amore, non solo in chiave romantica e familiare, ma in un’ottica più ampia, pulita: l’amore come comprensione dell’altro, come capacità di spogliarsi dei propri ruoli e riconoscere l’essenziale. In questo senso Buen camino diventa un piccolo inno alla possibilità di cambiare anche in età adulta, quando si pensa di essere ormai “arrivati”.
Zalone dimostra di essere perfettamente in sintonia con il tempo che viviamo. Dopo la pandemia e le trasformazioni sociali degli ultimi anni, la sua comicità si fa più responsabile, senza perdere incisività. Non rinuncia a colpire i luoghi comuni, ma lo fa scegliendo un registro più maturo, che parla a un pubblico trasversale, capace di ridere e subito dopo, di riconoscersi.
Buen camino è un film che intrattiene senza banalizzare, che diverte senza semplificare. È il segno di un artista che ha deciso di camminare davvero, non solo sullo schermo, ma anche nella propria evoluzione espressiva, è proprio questo il suo passo più riuscito.
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