Il muro di gomma: identikit dell’agente colluso nella relazione con il testimone di mafia ​

Quando un testimone o una persona sottoposta a protezione si interfaccia con le forze dell’ordine, si aspetta di trovare un presidio di legalità. Tuttavia esiste una zona grigia in cui il funzionario, invece di servire lo Stato, agisce come un terminale degli interessi criminali. In questi casi la comunicazione non è più uno strumento di indagine, ma un’arma di neutralizzazione […]

Continue reading »

La strategia dell’eliminazione lenta: quando la mafia borghese uccide con un tumore indotto

Nel linguaggio della criminalità organizzata esiste una forma di eliminazione tanto silenziosa quanto efficace: non l’omicidio diretto, ma la distruzione graduale della persona. È una strategia che si colloca nell’area grigia della cosiddetta mafia borghese, dove il potere si manifesta attraverso contesti istituzionali, ambienti di lavoro e relazioni gerarchiche. In alcuni casi analizzati da criminologi e studiosi del potere deviato, […]

Continue reading »

Quando il potere è in disperazione: le strategie minime di chi non riesce più a controllare il testimone

Quando un sistema di potere deviato perde il controllo su un testimone, la sua forza apparente si trasforma in nervosismo, frammentazione, azioni scoordinate. È in quel momento che emergono le strategie piccole, meschine, ripetitive. Non i grandi colpi, non le eliminazioni eclatanti, ma gesti minori, quasi ridicoli, che rivelano la disperazione. In criminologia del potere esiste un concetto chiave: quando […]

Continue reading »

Quando il doppio stipendio scompare: la crisi silenziosa delle famiglie legate al potere deviato

Ci sono segnali che non compaiono nei verbali, né nelle intercettazioni, né nelle statistiche ufficiali. Uno di questi è il cambiamento improvviso dello stile di vita. In molte realtà dove per anni il potere è stato gestito in modo opaco, l’equilibrio non si reggeva su un solo stipendio. Formalmente c’era quello statale, regolare. Informalmente ce n’era un secondo, proveniente da […]

Continue reading »

Quando l’informazione è sotto controllo: il ruolo dei media nei territori infiltrati dalla mafia

In alcune città dove la presenza della mafia è capillare e profonda, l’infiltrazione non si ferma agli appalti, alla politica o all’economia locale, arriva anche nei luoghi che dovrebbero garantire informazione libera e pluralismo: le redazioni dei giornali. In questi contesti, direttori, vicedirettori e caporedattori – cioè coloro che decidono quali notizie pubblicare, come trattarle e quali invece lasciare nel […]

Continue reading »

Quando la mafia occupa anche le associazioni femminili: un tradimento della cultura e dell’intelligenza collettiva

Esistono associazioni femminili di grande rilievo, attive anche a livello internazionale, nate con l’obiettivo di promuovere cultura, diritti, crescita civile e partecipazione delle donne alla vita pubblica. In molte realtà svolgono un lavoro serio e prezioso. Tuttavia in alcuni territori ad alta infiltrazione mafiosa, anche questi spazi possono essere intercettati e progressivamente occupati dal sistema di potere criminale. Il meccanismo […]

Continue reading »

Le mogli dei mafiosi sanno cosa fa il marito

C’è una narrazione comoda e rassicurante che per anni ha protetto un intero sistema di potere: quella secondo cui le mogli dei mafiosi “non sanno”, “non vedono”, “non capiscono”. Nella realtà dei sistemi criminali evoluti – dalla sanità alla banca, dal giornalismo alla finanza, fino alla pubblica amministrazione – le mogli sanno benissimo che cosa fa il marito. E sapere, […]

Continue reading »

Quando la mafia usa la sanità per eliminare un testimone: il ruolo dei professionisti collusi

Quando un testimone di mafia è troppo protetto per essere colpito apertamente, e attorno a lui esiste una rete di persone pulite, professionisti attenti e osservatori pronti a denunciare, la criminalità organizzata non rinuncia al suo obiettivo, ma cambia metodo. Nei sistemi mafiosi borghesi l’eliminazione non passa necessariamente dalla violenza diretta, ma dalla manipolazione delle strutture di fiducia, in particolare […]

Continue reading »

Per entrare nella mafia borghese: pelo sullo stomaco, faccia tosta e assenza di coscienza

Per far parte della mafia borghese non servono coppola e lupara. Sono necessari requisiti meno appariscenti ma molto più pericolosi: un pelo lungo sullo stomaco, una faccia tosta impenetrabile e una mente mefistofelica e rozza. Tutte le persone che appartengono a sistemi mafiosi, e in particolare alla mafia borghese, si contraddistinguono per un insieme piuttosto stabile di caratteristiche. L’elemento centrale […]

Continue reading »

Criminologia Il dilemma della pedina: il crollo del castello di menzogne

​Il piano sembrava perfetto: nutrire una psicologa con un flusso costante di falsità, piccoli veleni quotidiani volti a dipingere un testimone di scomodo come una persona ormai alla deriva. La mafia le aveva consegnato un copione già scritto, descrivendo un soggetto instabile, isolato e privo di lucidità. Tuttavia la realtà possiede una forza d’urto che nessuna strategia criminale può arginare […]

Continue reading »
1 2 3 … 11