È difficile leggere un libro? Dipende

Da una parte lettori instancabili che collezionano titoli quasi fosse una gara, dall’altra quelli che non leggono, che si tirano fuori, che dichiarano con una vena di vergogna che no, non hanno letto mai un libro per intero, aggiungendo che “non ci sono portati”, si stancano. È bene affrontare in modo serio l’argomento, cioè: quali capacità crediamo che siano necessarie per affrontare la lettura di un libro, indipendentemente dal genere letterario.

Le difficoltà oggettive

Per prima cosa, a meno che non abbiamo avuto continuità di esercizio dall’età infantile, leggere non è facile. È una capacità che richiede volontà, impegno e pratica. Ma neanche questo basta, perché a creare ostacoli alla lettura più spesso di quanto crediamo ci si mettono difficoltà create dalla dislessia, che comporta un maggiore impegno ad affrontare la lettura di durata. Ma a ogni difficoltà chi è motivato a insistere prima o poi trova la soluzione e in questo ci viene aiuto in particolare la flessibilità nella scelta dei caratteri di lettura offerte dalle piattaforme di e-reading come Kindle, ad esempio, che per i suoi ebook permette la scelta di caratteri come Open Dislexy, facilitando la lettura e la rapida comprensione del testo, agevolando l’approccio di interi volumi, in formato digitale. Questi, ovviamente, sono solo esempi, ma servono a capire che le moderne tecnologie costituisco non un ostacolo alla lettura, bensì un’opportunità per chi finora ne rimaneva escluso.

In palestra!

Negli altri casi, come dicevo, bisogna considerare che ogni sforzo richiede impegno e anche la lettura richiede esercizio nello stesso modo in cui si procede per gli allenamenti in palestra. All’inizio i muscoli fanno male, ma un po’ alla volta si sciolgono rivelando le potenzialità di esprimere quella forza che in realtà avevano e i movimenti divengono via via più agili e facili da eseguire. Tornando al libro, una pagina al giorno può essere un esercizio utile, ma ciò a cui dobbiamo allenare il “muscolo” della lettura è la durata.

Per iniziare sarà necessario scegliere titoli che rientrino nel nostro interesse, e dovrebbe essere sempre così se cerchiamo intrattenimento o informazione, e soprattutto cercare di capire se ne comprendiamo il contenuto. Perché, se abbiamo difficoltà a capire cosa leggiamo, non serve a nulla leggere. Ciò può essere causato da scarsa preparazione scolastica, povertà nel linguaggio, che limita la ricchezza del proprio vocabolario, o da difficoltà cognitive che vanno sottoposte al parere di uno specialista, a seconda dei gradi di difficoltà.

Ma, tutto sommato, se siamo andati a scuola, dovremmo avere contezza dei nostri limiti e dei nostri punti di forza, anche nella lettura e comprensione di un testo. Dovremmo farci qualche domanda su quanto tempo impieghiamo nella nostra giornata a usare l’immaginazione. Sì, perché anche giocando a un videogame sappiamo se preferiamo quelli passivi a quelli che implicano la partecipazione attiva, utile a risolvere un quesito o a trovare la soluzione per vincere il game.

Cosa c’entra l’immaginazione?

Ecco, quando leggiamo un libro, a differenza di un video, un film, un documentario, dobbiamo per forza figurarci luoghi, personaggi e dinamiche che, anche quando descritte, necessitano della nostra costruzione visiva, della nostra immaginazione, la capacità costruttiva della nostra mente.

E, se non ne siamo completamente capaci o non ne siamo del tutto padroni?

Niente paura: i libri servono anche a questo, a sviluppare l’immaginazione più di quanto possa fare qualsiasi altro mezzo. Questo esercizio sarebbe bene farlo durante il percorso di studio, ma è proprio quando siamo impegnati nell’apprendimento scolastico, a causa della mole di compiti assegnati, che purtroppo la sera la mente è già stanca, come gli occhi, e questo esercizio viene rimandato e rimandato a data da definire.

Invece di assegnare tanti compiti a casa, consiglierei di assegnare buone letture, da discutere in classe, scambiando con i propri compagni saperi, giudizi, critiche e competenze, che sono più preziose che mai, meglio se sotto la guida dell’insegnante.

Così sarebbe molto bello e non escludo che qualche insegnante metta anche in essere questa buona pratica. Nel mondo reale, però, ci dobbiamo industriare da soli, se il nostro obbiettivo è quello di portare a compimento una buona e consapevole lettura di uno o più libri.

Amici libri

Una volta capito il meccanismo ed esercitata la mente, il gioco è fatto. Qui incomincia il divertimento: la lettura diventa nostra amica. Il libro può diventare il nostro compagno di vita, sia che preferiamo leggere nella nostra stanza, lontano dai rumori, con una tazza di tisana calda ad addolcire il nostro momento di relax, sia che divoriamo il romanzo o il giallo, che ci ha preso, sulla metro o nell’autobus che ci porta a lavoro, il mondo dei libri a questo punto non potrà che ampliare i nostri orizzonti, farci immaginare realtà mai incontrate, popoli di cui non conoscevamo nulla o vivere in momenti storici del passato come in un vero e proprio viaggio nel tempo.

Provateci e…buona lettura!

Print Friendly, PDF & Email

About Eleonora Davide

IL DIRETTORE RESPONSABILE Giornalista pubblicista, è geologa (è stata assistente universitaria presso la cattedra di Urbanistica alla Federico II di Napoli), abilitata all’insegnamento delle scienze (insegna in istituti statali) e ha molteplici interessi sia in campo culturale (organizza, promuove e presenta eventi e manifestazioni e scrive libri di storia locale), che artistico (è corista in un coro polifonico, suona la chitarra e si è laureata in Discipline storiche della musica presso il Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino). Crede nelle diverse possibilità che offrono i mezzi di comunicazione di massa e che un buon lavoro dia sempre buoni risultati, soprattutto quando si lavora in gruppo. “Trovo entusiasmante il fatto di poter lavorare con persone motivate e capaci, che ora hanno la possibilità di dare colore e sapore alle notizie e di mettere il loro cuore in un’impresa corale come la gestione di un giornale online. Se questa finestra sarà ben utilizzata, il mondo ci apparirà più vicino e scopriremo che, oltre che dalle scelte che faremo ogni giorno, il risultato dipenderà proprio dall’interazione con quel mondo”.