Quando lo scrittore si sdoppia e mette a frutto la sua esperienza di lettore

Vi sarete forse chiesti, a questo punto, seguendo RED FOX, cosa capita allo scrittore mentre produce un testo. Se è cosi, rispondo subito che succedono in realtà tante cose, ma ce n’è una su cui oggi voglio soffermarmi: lo sdoppiamento. Sì, perché mi accade, quando lavoro ai miei romanzi, ma anche a racconti brevi, di scrivere come se stessi ascoltando una storia, come se i personaggi, di cui conosco carattere, temperamento e intenzioni, ovviamente, iniziassero a prendere vita e a dialogare tra loro così liberamente che io stessa stento a tenere dietro al flusso delle loro parole. E mi accade maggiormente con i dialoghi, è lì che scatta lo sdoppiamento e mi trovo a leggere mentre scrivo, osservando la piega che sta prendendo il discorso, la dinamica della discussione, la tensione che corre tra le parole, e mi sorprendo sempre di ciò che accade. Perché mi trovo in quel momento sul labile confine che passa tra lo scrittore e il lettore.

È un po’ come quando si lavora all’impasto del pane

È proprio così. Succede quando, aggiunti gli ingredienti nel giusto ordine, sperimentato tante volte in gesti ripetuti, si assiste poi al miracolo che dà vita all’impasto, rivelando la sua dipendenza da tempo, temperatura e umidità dell’aria. E, perché no, dall’umore di chi lo lavora. La crescita della miscela di ingredienti poi decreta la riuscita dell’operazione e il forno produce l’effetto finale. E ogni volta non sarà lo stesso pane, perché si tratta di un prodotto artigianale. Alla fine, al pari di ciò che accade a un libro, il giudizio di chi lo mangerà sarà la prova della qualità del lavoro compiuto.

Non ho scelto a caso l’immagine della lavorazione del pane; si tratta, infatti, di un archetipo dell’idea di ciò che riusciamo a creare con le nostre mani, una creazione che non nasce mai dal nulla, ma utilizza ingredienti, conoscenze, tecniche, abilità, gusto, pratica ed esperienza. Per l’impasto, la capacità di crescere, mentre si moltiplicano i lieviti, nella lunga fermentazione, dando aria e volume, che in cottura reggeranno la struttura, mima la nascita di una nuova storia, ma anche la crescita culturale a cui sarà soggetto sia chi scrive che chi legge.

Lo stesso accade mentre si legge un libro

Tornando allo sdoppiamento, vi sarà capitato di essere così pesi dalla storia e immersi completamente nella narrazione, da riuscire a prevedere, anticipare, suggerire, approvare, vivere l’emozione della lettura di quanto scritto dall’autore e trovarne soddisfazione. Certo questa è una esperienza assolutamente personale, non sempre condivisibile, ma tale da traslocare la mente lontano da ciò che ci circonda, in uno stato di benessere profondo.

Perciò che a chi mi dice “voglio scrivere un libro” faccio delle domande, che sembrano banali ma non lo sono affatto. Chiedo se ha amore per la lettura, se ha pazienza nella lettura, cosa si aspetta da una esperienza di scrittura, se ha scritto qualcosa che poi ha riletto dopo tempo. E, soprattutto, se ha qualcosa da dire. Perché sono convinta che la fantasia da sola non basti a scrivere un libro e neanche la buona volontà.

Cosa serve in realtà

L’impegno e il sacrificio, la disponibilità di mettere a nudo le proprie emozioni, che finiranno per emergere nel racconto, il coraggio di dare voce anche a chi non si vorrebbe udire e di far compiere azioni lontane dalla propria indole, ma soprattutto è importante tenere lontana la tentazione di dettare una morale, di prendere parte, di entrare nel racconto, di personalizzare la narrazione, di mentire al lettore. Sono questi alcuni degli ingredienti che voglio trovare in uno scrittore, insieme all’amore per la lettura. E ovviamente ci vuole tanta umiltà, prima di tutto nel sottoporre il testo a un buon consigliere, quale può essere un editor esperto. I primi a dare il proprio parere di solito sono i familiari, gli amici sinceri, che ovviamente abbiamo dimestichezza con la lettura. Ma è meglio sempre affidarsi a un esperto che sappia dare buoni consigli, senza snaturare le intenzioni e lo stile narrativo dello scrittore.

Il culmine dello sdoppiamento

È il destino di un romanzo. È storia nota, per chi mastica di questi argomenti, che una volta dato alle stampe e pubblicato, quindi messo a disposizione dei lettori, il libro, come un figlio adulto che cerca la sua indipendenza, va via di casa e ogni lettore ne sarà padrone. Padrone di amarlo, di non amarlo, di dargli il valore e il significato che crede, di innamorarsi dei personaggi che l’autore ha creato, di renderli propri alleati nei momenti di bisogno. Perché un libro può essere molto di più di ciò che sembra. Sempre.

Vi lascio anche un consiglio: se avete scritto un libro, rileggetelo a distanza di tempo e osserverete molte cose interessanti.

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About Eleonora Davide

IL DIRETTORE RESPONSABILE Giornalista pubblicista, è geologa (è stata assistente universitaria presso la cattedra di Urbanistica alla Federico II di Napoli), abilitata all’insegnamento delle scienze (insegna in istituti statali) e ha molteplici interessi sia in campo culturale (organizza, promuove e presenta eventi e manifestazioni e scrive libri di storia locale), che artistico (è corista in un coro polifonico, suona la chitarra e si è laureata in Discipline storiche della musica presso il Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino). Crede nelle diverse possibilità che offrono i mezzi di comunicazione di massa e che un buon lavoro dia sempre buoni risultati, soprattutto quando si lavora in gruppo. “Trovo entusiasmante il fatto di poter lavorare con persone motivate e capaci, che ora hanno la possibilità di dare colore e sapore alle notizie e di mettere il loro cuore in un’impresa corale come la gestione di un giornale online. Se questa finestra sarà ben utilizzata, il mondo ci apparirà più vicino e scopriremo che, oltre che dalle scelte che faremo ogni giorno, il risultato dipenderà proprio dall’interazione con quel mondo”.