Il libro strumento inclusivo. Sì, ma come?

Come ogni strumento della comunicazione, anche il libro, come forma scritta, può presentarsi in vesti diverse ed essere adatto, negli argomenti, nel linguaggio, nella struttura espositiva, al target a cui è destinato. Se si sbaglia il registro comunicativo è un bel guaio, perché c’è il concreto rischio che il lavoro fatto per redigerlo venga gettato al vento.

I rischi in cui si può incorrere

Ci sono diversi rischi in verità, che chi scrive deve tenere in conto: uno riguarda la mancanza di chiarezza nei confronti di chi si accinge a scegliere cosa leggere; uno il rivolgersi a bambini con linguaggio adatto a lettori adulti, con un grado culturale superiore, o anche il contrario; un altro rischio riguarda gli argomenti, che devono tenere conto del contesto culturale a cui è indirizzato il libro. Spiegare troppo o troppo poco dipende molto dal contesto. La descrizione in quarta di copertina o in aletta anteriore del libro è importantissima per definire il contesto e permettere al potenziale lettore di scegliere la propria lettura. Un pizzico di trama può aiutare, ma sappiamo bene che “spoilerare” troppo non è un bene.

Sì, ma il libro inclusivo?

E veniamo all’oggetto di cui volevo trattare. L’inclusività del libro in sé dipende anche dai fattori che ho anticipato, perché permettere al potenziale lettore di scegliere, avendo valutato gli elementi essenziali, aiuta a fare scelte compatibili con il proprio gusto ma anche con le proprie capacità di leggere o di comprendere un testo. Ma a questo punto entra in gioco un altro fattore: la difficoltà nel leggere, propria della dislessia, ad esempio. Questa diversa abilità porta a confondere alcune lettere con altre, compromettendo la rapida comprensione del testo, ma per questo c’è soluzione: è possibile, infatti, stampare con caratteri ad alta leggibilità, che di solito non disturbano comunque la lettura dei non dislessici; oppure pubblicare il libro in digitale. Amazon Kindle, per esempio, offre la possibilità di variare caratteri e grandezza del testo usando Open Dyslexic, ma anche caratteri come Easy Reading, Lexend oppure i più comuni Verdana, Arial e Calibri vanno abbastanza bene. Le spaziature devono essere comode per distanziare bene le lettere, affinché non si confondano tra loro. Insomma, i mezzi ci sono, bisogna farli conoscere e usarli.

Il testo precedente in Open Dyslexic

Come possono aiutare le immagini

Vogliamo parlare poi dell’uso delle immagini e delle Graphic Novel? Il mondo dei fumetti ha popolato l’infanzia dei più adulti tra noi, prima dell’avvento degli smartphone, e ci ha regalato comode e facili esperienze di lettura quando avevamo poca dimestichezza con i libri. Ecco, questo è un altro modo per rendere un libro inclusivo.

Ma ciò che rende più inclusivo di tutto il libro è la capacità che un racconto ha di liberare l’immaginazione di chi vi si immerge, permettendo a chiunque di travalicare i confini dei propri limiti, dello spazio e del tempo, come nessuna astronave spaziale riuscirebbe forse a fare.

E, ricordiamo che inclusività non è e non deve mai essere “omologazione”. Perché ognuno di noi è diverso dall’altro e ciò è una ricchezza per tutti.

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About Eleonora Davide

IL DIRETTORE RESPONSABILE Giornalista pubblicista, è geologa (è stata assistente universitaria presso la cattedra di Urbanistica alla Federico II di Napoli), abilitata all’insegnamento delle scienze (insegna in istituti statali) e ha molteplici interessi sia in campo culturale (organizza, promuove e presenta eventi e manifestazioni e scrive libri di storia locale), che artistico (è corista in un coro polifonico, suona la chitarra e si è laureata in Discipline storiche della musica presso il Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino). Crede nelle diverse possibilità che offrono i mezzi di comunicazione di massa e che un buon lavoro dia sempre buoni risultati, soprattutto quando si lavora in gruppo. “Trovo entusiasmante il fatto di poter lavorare con persone motivate e capaci, che ora hanno la possibilità di dare colore e sapore alle notizie e di mettere il loro cuore in un’impresa corale come la gestione di un giornale online. Se questa finestra sarà ben utilizzata, il mondo ci apparirà più vicino e scopriremo che, oltre che dalle scelte che faremo ogni giorno, il risultato dipenderà proprio dall’interazione con quel mondo”.