Montanari di ieri e di oggi, il convegno di Unisob sulle prospettive del nostro Appennino

Montanari di ieri e di oggi, vivere, costruire e produrre sugli Appennini, questo il titolo completo del convegno che si terrà online dal 19 al 21 aprile prossimi, promosso dall’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e dai Laboratori di Archeologia Tardoantica e Medievale dell’ateneo napoletano.

Tradizioni e legame con il passato, architettura rurale e produzioni legate alla montagna gli argomenti che verranno trattati dai relatori, studiosi di tutta Italia e non solo.

A partecipare, infatti, nelle tre giornate di lavori saranno: Paolo Villani,  direttore del Dipartimento di Scienze Umane della Unisob; Franco Imperatore, sindaco di San Potito Sannitico (CE); Rossella del Prete, Università del Sannio; Marco Salvador; Anna Maria Stagno, Università di Genova; Paola Galetti, Università di Bologna; Federico Zoni, Università di Bergamo; Daniela Sacco e Sigfried Vona, Università di Urbino Carlo Bo; Umberto Moscatelli, Università di Macerata; Leonia Simone; Andrea Rosario Staffa, SABAP di Chieti e Pescara; Mario Pagano, SABAP di Caserta e Benevento; Gianluca Soricelli, Università del Molise; Luigi Marino, Università di Firenze; Valentina Anzoise, Iain Chambers, Mario Festa, di Rural Design per la Rigenerazione dei Territori (Ru.De.Ri); Lester Lonardo, Università Campana L. Vanvitelli; Federico Marazzi, Latem di Unisob; Marta Giovannetti, Latem di Unisob;  Luigi Di Cosmo, Unisob; Vincenzo Di Biase, Comune di Cusano Mutri (BN); Antonello Bartiromo, DISTAR di Università di Napoli Federico II; Alessia Frisetti, Unisob; Giovanna Coppola, Unisob; Carlo Ebanista, Università del Molise; Cesare Crova, Istituto C entrale per il Restauro; Alfredo Maria Santoro, Unisa; Daniele Ferraiuolo, Institute de Recherche e d’Histoire des Textes, Paris.

Alla coordinatrice scientifica, dott.ssa Alessia Frisetti abbiamo posto alcune domande per descrivere le finalità dell’evento.

Il Matese

Intervista ad Alessia Frisetti

Gentile dott.ssa Frisetti, volevo chiederle chi potrà iscriversi per partecipare al convegno?

Al convegno potranno iscriversi studiosi e studenti di storia, archeologia, architettura, sociologia ma soprattutto tutti gli appassionati e i curiosi che vogliono partecipare ad un bell’incontro sulle nostre montagne. Basta scrivere una mail all’indirizzo latm.unisob@libero.it per ricevere il link del meet.

Ci può spiegare quali sono i risultati attesi da questo incontro, organizzato dal Latem di Unisob e supportato anche da altre istituzioni grazie alla disponibilità del Comune di San Potito Sannitico?

L’evento è organizzato nell’ambito delle attività di ricerca del Latem-Unisob, grazie al sostegno dell’Ateneo e del Comune di San Potito che ospita fisicamente il Latem all’interno del polo scolastico comunale (è raro trovare un’amministrazione che crede in questo tipo di sinergie e le mette in atto concretamente).

L’obiettivo è piuttosto ambizioso: puntare i riflettori sulle zone montane della nostra penisola, con un approfondimento sull’area matesina in cui opera il LATEM. Si tratta di aree, quelle interne e nello specifico le zone appenniniche che, ovunque, da Nord a Sud, soffrono dell’inesorabile abbandono da parte dei più giovani. Studiare queste aree, così fortemente legate al passato e alla tradizione, può aiutare a capire non soltanto come le generazioni passate vivessero in questi territorio ma, soprattutto, aiutare le generazioni future a riscoprirne le potenzialità.

In un momento così difficile, infatti, sono proprio le aree interne ad offrire luoghi incontaminati, contatti veraci e aria pulita, insomma una speranza.

Il suo libro La Valle del Volturno nel Medioevo, che verrà presentato durante il terzo giorno di lavori, il 21 aprile, si occupa delle emergenze archeologiche di origine medievale dei territori delle province di Isernia, Caserta e Benevento. Ci vuole parlare delle scoperte principali che sono state fatte in questi luoghi?

Sulla scia di questi obiettivi si pone la presentazione del libro che, per larga parte, si è occupato proprio di un’area a cavallo di Molise e Campania: la valle del Volturno. La presentazione, infatti, è solo un pretesto per mettere il punto sui temi di cui parlavo e definire gli obiettivi di nuove ricerche. Questo studio ha portato a scoprire diversi insediamenti di cui non si avevano notizie (o quanto meno poche ed ambigue). E’ stato emozionante capire come questo territorio, quasi dimenticato, sia stato invece un lembo di terra ricco di vita, commerci, scambi culturali ad ampio raggio, insomma per nulla periferico come potremmo pensare. Le sorprese comunque non sono finite con la pubblicazione del libro, continuano a “spuntare” siti, strutture e soprattutto persone del posto che hanno voglia di raccontare e mostrare angoli sconosciuti del proprio territorio. Il convegno è organizzato in collaborazione con alcune associazioni locali, non si tratta di una collaborazione formale, c’è tanta condivisione, scambi di informazioni ricognizioni e tanta voglia di tornare a percorrere i sentieri di queste nostre montagne.

La ringrazio per la sua disponibilità e le auguro di continuare proficuamente a lavorare sulle nuove scoperte.

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About Eleonora Davide

IL DIRETTORE RESPONSABILE Giornalista pubblicista, è geologa (è stata assistente universitaria presso la cattedra di Urbanistica alla Federico II di Napoli), abilitata all’insegnamento delle scienze (insegna in istituti statali) e ha molteplici interessi sia in campo culturale (organizza, promuove e presenta eventi e manifestazioni e scrive libri di storia locale), che artistico (è corista in un coro polifonico, suona la chitarra e si è laureata in Discipline storiche della musica presso il Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino). Crede nelle diverse possibilità che offrono i mezzi di comunicazione di massa e che un buon lavoro dia sempre buoni risultati, soprattutto quando si lavora in gruppo. “Trovo entusiasmante il fatto di poter lavorare con persone motivate e capaci, che ora hanno la possibilità di dare colore e sapore alle notizie e di mettere il loro cuore in un’impresa corale come la gestione di un giornale online. Se questa finestra sarà ben utilizzata, il mondo ci apparirà più vicino e scopriremo che, oltre che dalle scelte che faremo ogni giorno, il risultato dipenderà proprio dall’interazione con quel mondo”.