Dio, Patria e Fake news. Pensieri sulla politica italiana

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Giorni or sono, parlando con un Religioso che stimo, la mente frettolosamente mi spinse a dire: «Le persone non sanno che sono dei robot.» Il religioso si dichiarò d’accordo. Poi, a freddo, mi resi conto che avevo sintetizzato un concetto semplice, appreso quando ero studente universitario.

Nel corso dei secoli, i comportamenti sociali, economici e culturali dei popoli sono stati influenzati dalle Religioni, dai rapporti con altri gruppi etnici, dalle filosofie, dalle ideologie, dai valori ideali e dalla Cultura respirata. Alcuni sociologi del passato, non trascuravano la distanza dall’Equatore. Man mano che si scopriva o si inventava qualcosa, che provocava progresso, c’era chi la utilizzava per sottomettere gli altri: persone, gruppi o popoli. I cambiamenti provocavano anche la nascita di Sette, di Gruppi di potere e di Associazioni di vario tipo (Massoneria, ecc). Ogni strumento poteva diventare “agenzia culturale”, influenzando il modo di pensare. In Italia. Per esempio, si è passati dal detto popolare: “a ditt’ ‘o prevet a ‘ncopp’ ‘altar’” al devastante “lo ha detto la televisione”, che ha ridotto l’effetto dei giornali e della radio. Per decenni, la dialettica politica, ha sollecitato i cittadini a diventare meno ingenui e più ragionatori. Se i “Poteri Forti” hanno utilizzato tutte le loro arti per distruggere i Partiti, avevano le loro ragioni. Solo i  Cipputi, abituati a credere, non lo  hanno capito, diventando utili idioti, titoli di rendita per i mercatisti. Veniamo ad oggi. I persuasori occulti sono diventati più importanti degli scienziati e le magliette dei calciatori più importanti dei libri. La Televisione è diventata il nuovo imperatore, come aveva previsto Popper. Un sociologo ha “inventato” i comandamenti, utili per gestire le società. Poi, sono arrivate le neuroscienze, che consigliano come “tele-guidare” le persone. Si usano parole ed espressioni dal significato equivoco o alterato, per fare accettare messaggi utili ai padroni. E le Fake News diventano verità. Pochi giorni or sono ho letto, sul Corriere della Sera “Il primo degrado nella società italiana è avvenuto nel linguaggio, del corpo e della parola”. Potremmo elencare migliaia di Fake news. Prendiamone tre: “Merito”, “Posto fisso” e “ La politica è sporca”.  Da quando è diventata di moda dire «bisogna premiare il merito», è iniziato un processo, che ha portato ai massimi livelli dello Stato ignoranti e incompetenti. Inoltre, la politica che voleva essere uno strumento per neutralizzare le differenze di censo, nel progettare il futuro dei giovani, adesso prende atto dei risultati e delle valutazioni, registrando quanto deciso dai baroni dell’istruzione, dell’economia e dai padroni dei Partiti. Ci saranno delle eccezioni, ma confermano la regola. Vorrei conoscere il signore, che partorì l’espressione: «Bisogna smetterla di pensare al posto fisso». Prima falsità. Non era il lavoratore a decidere che il posto era fisso, ma era il posto in pianta organica ad essere fisso.

Ho sempre pensato che il lavoro ci deve essere sempre, la sua natura e le sue caratteristiche possono cambiare, in base alla trasformazione dei settori economici. Purtroppo, l’espressione ha avuto l’effetto desiderato dai nemici dei lavoratori. Molti giovani, ritenendo il posto fisso, sinonimo di lavoro, considerano naturale la mancanza di lavoro, rinunciando a lottare politicamente, come fecero i nostri padri.

Un altro effetto della Fake news è il non prendere in considerazione proposte per creare sviluppo e, quindi, occupazione. Chi le avanza, viene considerato un “acchiappa aucielli” o un visionario. Io, caparbiamente, mi sforzo per avanzare proposte idonee, ma non c’è nessun politico o sindacalista che mi degni di un riscontro.  Mi vado convincendo che molti pensano che i posti di lavoro li debba creare la Divina Provvidenza, non le idee di chi opera sul territorio. Questa mentalità, non fa capire le caratteristiche che deve avere chi vuole essere eletto a cariche amministrative o politiche (Sindaco, Parlamentare, ecc). E, si produce un’altra Fake news: “So tutti e ‘na manera”.

Veniamo a “la politica è sporca”. Si pensa di fare una costatazione, invece è una bestemmia. La politica è “attività pratica relativa all’organizzazione e amministrazione della vita pubblica; arte del governo”. Esiste sotto ogni cielo. La Fake News confonde la Politica con la qualità di chi la pratica in modo pedestre. In questo modo si assolve, non è chiaro se per ignoranza o per vigliaccheria, l’autore del cattivo utilizzo della Politica. L’aver assorbita questa bufala, non fa capire la vera negatività, rappresentata dal mancanza di Forze Politiche con un Modello di società da perseguire. Abbiamo solo lotte tra persone, che utilizzano strumentalmente argomenti monovalenti e di pancia.

Se la Politica potesse parlare, direbbe:- «Meno male, che l’Italia è un atomo del Mondo.»

Luigi Mainolfi

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