Una lettera aperta ai candidati al Consiglio Regionale dell’Abruzzo

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Riceviamo dal salotto culturale abruzzese CRP- Prospettiva Persona e pubblichiamo.

Nel 2014 abbiamo inviato una lettera aperta ai candidati alla Presidenza della regione Abruzzo prima dell’estate elezioni regionali.
Sono passati 5 anni e sarebbe impietoso fare il bilancio, nonostante gli eventi straordinari che sono capitati in questi cinque anni. Con un gruppo di amici abbiamo deciso di rinviarla ai nuovi Candidati alla Presidenza
Marco Marsilio, Giovanni Legnini, Sara Marcozzi e Stefano Flajani.
Abbiamo cambiato solo i nomi ed è sconsolante constatare che i problemi principali sono gli stessi. Tralasciamo altri problemi gravi come il Terremoto, la povertà assoluta e relativa, la disoccupazione giovanile, la fuga dei cervelli, il problema della sicurezza, il degrado Delle strade interne, la sicurezza dei viadotti, l’aumento Delle tariffe autostradali, ecc.

” Abbiamo diffuso questo comunicato stampa riducendo
la lettera aperta ai candidati a Governatore con
le proposte per un codice di cittadinanza responsabile
e per la promozione culturale in Abruzzo

Lettera aperta a Stefano Flajani  Giovanni Legnini, Sara Marcozzi e  Marco Marsilio,

Cari Candidati a Governatore d’Abruzzo,
anche se in ritardo, in un momento in cui non avrete tempo di leggere, vogliamo lo stesso far sentire la nostra voce per segnalarvi due ordini di problemi:
– il primo riguarda i principi per una carta dei doveri di cittadinanza responsabile
– il secondo riguarda qualche idea di promozione culturale
Certi di aver fatto cosa gradita, vi auguriamo un sereno in bocca al lupo
Giulia Paola Di Nicola e Attilio Danese cofondatori della rivista “Prospettiva Persona”
Teramo, 7 febbraio 2019

I. Principi per una Carta dei doveri di cittadinanza responsabile

Al fine di operare un sano discernimento e giungere ad una carta dei doveri della cittadinanza per chi si impegna in politica,si propongono alcuni principi validi per tutti :
— la concezione e l’uso del potere al servizio del bene comune;
— il rispetto delle altrui posizioni attraverso il dialogo aperto con amici e avversari;
— il rifiuto di comportamenti immorali e disonesti, come la menzogna, la calunnia, la slealtà, la vigliaccheria;
— la considerazione del confronto politico non come rissa e intolleranza, ma come sana competizione, riducendo la conflittualità esasperata (lotta contro), sempre con spirito costruttivo (azione per);
— il distacco dal proprio interesse (non solo per l’eletto, ma anche per l’elettore: non scegliere secondo il vantaggio personale o di categoria);
— l’uso del pubblico potere e del pubblico denaro per il bene pubblico e non per favorire affari personali e di gruppo o per creare clientele;
— l’uso di mezzi leciti per raggiungere e gestire posizioni di potere;
— la capacità di selezionare la classe dirigente amministrativa senza motivazioni superficiali, simpatie, legami personali, ripicche, vendette;
— la coerenza tra persona impegnata politicamente e comportamenti nella vita pubblica ;
— impegno per favorire la cultura della legalità, che rispetti e faccia rispettare le regole e le procedure democratiche;
— l’attenzione ai problemi specifici del luogo in cui si opera, ma con una visione ampia e aggiornata alle soluzioni migliori;
— la testimoniata consapevolezza dell’uguaglianza e della dignità di ogni persona, da verificare con periodici luoghi di dialogo con i soggetti della vita comune;
— la crescita di responsabilità e partecipazione. «Bisogna stimolare la volontà di tutti ad assumersi la propria parte nelle imprese comuni » ;
— l’attenzione ad assicurare ampi spazi al cittadino che voglia seguire la sua fede religiosa e le sue opinioni politiche, purché non nocive per la comunità;
— il dovere per la selezione degli amministratori di una adeguata preparazione politica, storica, economica e sociologica, al passo con le nuove conquiste delle singole scienze.

II. Proposte specifiche nel settore culturale
1. Rivedere il sistema dell’accesso ai contributi. La legge 56 aveva una sua validità che andrebbe rinnovata e non eliminata. (La 55 privilegia de facto i possibili amici con budget risibili”)
2. La legge 43 andrebbe limitata e resa meno meccanica, ossia legata solo alle valutazioni quantitative e soggetta necessariamente alle scelte dell’assessore di turno.
3. Ci vorrebbe una legge di sussidiarietà per le micro realizzazioni di cui il territorio abruzzese è ricco.
4. Necessita un intervento per le riviste che nascono dal territorio e sono capaci di andare anche oltre il territorio
5. Una legge di poca spesa potrebbe facilitare le testate minori con contributi per le spedizioni che sono diventate insostenibili
6. Supportare le riviste scientifiche ( Riconosciute dall’Anvur) che sono strumenti per i ricercatori d’Abruzzo nei concorsi universitari.
7. Distinguere le tradizioni culturali dalla cultura come formazione permanente da incoraggiare
8. Da anni si aspetta una legge a favore delle università della terza età, che nonostante tutto, hanno resistito negli anni
9. Riconoscere in maniera istituzionale le associazioni culturali non profit che da almeno dieci anni resistono nell’organizzare eventi culturali
10. Promuovere la cultura attraverso il riconoscimento del merito con premi annuali di incoraggiamento per il volontariato culturale così numeroso in Abruzzo.

Gli amici del Centro Ricerche Personaliste presenti in Abruzzo

CRP- Prospettiva Persona”

 

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