Venuto dal mare di Antonietta Urciuoli

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Era venuto dal mare. Dopo aver rischiato la vita, finalmente, era sbarcato sulla spiaggia.

Ai giornalisti che si erano avvicinati il ragazzo aveva gridato «Aiutateci! Fate finire la guerra nel nostro paese e noi ci resteremo».

Quelle parole aveva continuato a sussurrarle come un lamento, bagnate da grossi lacrimoni che, come perle, erano caduti l’uno dopo l’altro, dagli occhi atterriti di chi aveva visto la guerra.

Il ragazzo bruno dagli occhioni neri aveva raggiunto l’isola da solo, portandosi nel cuore le carezze della mamma, gli sguardi silenziosi del padre che gli aveva dato tutto ciò che aveva pur di salvarlo dalle mine e da morte sicura.

Tutti lo videro piangere quando i mass-media fecero fare il giro del mondo a quelle immagini, provocandone solo agitazioni.

In tanti ascoltarono il suo grido che in pochi attimi fu dimenticato, perché l’indifferenza fu pronta in un baleno a spazzar via immagini e parole.

Comodo per la mente dimenticare perché sopraffatta da altre immagini più leggere che toccano il cuore come il battito delle ciglia. Ti fanno dimenticare i pianti che vengono sostituiti dai canti.

«Che cosa sta accadendo nel mondo?» Si chiedeva l’uomo che aveva lottato per la PACE.

«Che cosa sta succedendo agli uomini» si chiedeva la nonna ultraottantenne che non aveva dimenticato i tristi giorni della guerra.

Quel giorno fu l’unica a rattristarsi perché si tuffò nel passato. Ricordò il rombo assordante degli aerei che l’avevano fatta tremare e che ancora, a distanza di anni, le provocavano agitazione.

Ricordò che non c’era da mangiare, tanto da desiderare una mollica di pane. Quel giorno una grossa lacrima cadde, improvvisamente, da quegli occhi stanchi, tanto che non si accorse nemmeno che stava piangendo.

Cominciò a pregare per quel ragazzo, impaurito, scosso e stanco. Cominciò a pregare per  tanti come lui che stavano lasciando la loro terra per potersi mettere in salvo da quelle atrocità inumane. Poi chiuse gli occhi e disse tra sé e sé:«DIO MIO, RESTA LORO ACCANTO,  AUTARLI! TU SOLO PUOI PROTEGGERLI, SONO SENZA LE LORO MAMME».

Orribili pensieri si fecero strada nella sua mente ma lei non disse nulla a nessuno. Temeva di essere giudicata  fuori di senno, raffigurando quella che era la pura realtà che a molti  sarebbe potuta sembrare esagerazione.

Intanto  le sue paure, i suoi timori, erano rivolti a quei ragazzi che, come lui, si sarebbero persi nel buio della notte.

                                                                                              Antonietta Urciuoli

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