ROSA GRANO: «I DOCENTI TUTELINO LA NOSTRA IDENTITA’, MA NELL’ ALTERITA’»
IL PROVVEDITORE AGLI STUDI DI AVELLINO CONSEGNA A WWWITALIA UN BILANCIO DEL DECENNIO DI INCARICO
Un traguardo importante per la dottoressa Rosa Grano che domani ricorderà la prima nomina alla guida dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Avellino, avvenuta dieci anni or sono. «Trascorrerò la giornata a lavoro come sempre» ci confida «devo prepararmi un appuntamento con le celebrazioni del centenario della morte del nostro Francesco De Sanctis, i cui aspetti stiamo declinando in modo diversificato per dare il giusto risalto alla figura del grande letterato e statista che ebbe i natali nella provincia di Avellino».
La Grano è l’emblema della donna in carriera, ma anche dell’attaccamento alla famiglia, avendo saputo sposare l’amore per il marito e per i due figli a quello per la formazione. E lo sa bene chi bene la conosce. La formazione, dicevamo, è stato da sempre il suo pallino e la bussola della sua vita in un percorso che l’ha vista prima insegnante poi dirigente scolastica, poi ispettrice scolastica – impegno che ha assolto privilegiando sempre l’aspetto della formazione dei docenti – infine Provveditore agli Studi.
Le abbiamo chiesto come è cambiata la scuola in questi dieci anni. «Insediatami in questo ruolo in un periodo di razionalizzazione nel reparto scuola, mi ritrovai subito ad affrontare un momento difficile a causa dei tagli richiesti. Tuttavia, nonostante anche oggi la scuola a livello provinciale abbia subito un ridimensionamento a causa del decremento della natalità, si sono fatti dei grandi passi avanti nella qualità dell’offerta formativa, grazie soprattutto alla sensibilità e disponibilità della maggior parte dei docenti e dei dirigenti di questa provincia. In particolare mi riferisco all’apertura della scuola in ospedale (presso L’azienda ospedaliera “G.Moscati” di Avellino, ndr) , che prima non esisteva e oggi viene addirittura arricchita dell’insegnamento di informatica e delle attività di sostegno ai piccoli pazienti come la Clown terapia.
La stessa applicazione delle diverse riforme scolastiche non potrebbe aver avuto luogo senza la collaborazione di chi opera nei diversi istituti. Le riforme senza le persone che le attuino, infatti, non procedono. Certo la figura del docente nel tempo è cambiata, oggi non può essere più quella del grande educatore ma l’insegnante viene inquadrato come un professionista, che deve mettere al vaglio le sue conoscenze pregresse per confrontarsi con la quotidianità delle istanze sociali cui la scuola deve rispondere. Non parlerei di aggiornamento perché ritengo che il processo di formazione continuo cui ogni docente oggi è chiamato sia da considerarsi piuttosto uno sviluppo professionale».
Una Buona Scuola quella che la Grano ci presenta, sottolineando che «non si tratta in questo caso di una riforma, ma di un più preciso inquadramento delle funzioni cui è chiamato il personale docente e dirigente della scuola italiana. Funzioni che richiamano all’applicazione dell’inclusività e che ci lanciano una sfida di crescita non sempre accettata dai destinatari, qualche volta recalcitranti ai cambiamenti che vedono come imposizioni».
Sul divario evidenziato dai diversi rapporti delle prove Invalsi nei diversi ordini e gradi scolastici tra Nord e Sud, la Grano ci spiega che «queste prove sono strutturate per rilevare le competenze reali, mentre gli alunni delle nostre regioni sono ancorati a un sapere trasmissivo che stenta a renderli autonomi. D’altra parte si tratta di prove sofisticate, in grado di rilevare l’intromissione di un adulto durante lo svolgimento dei test. Il divario si sta riducendo ma la tendenza sussiste e a questo si aggiunge un ostruzionismo da parte dei docenti che pensano di essere valutati in modo indiretto e cosi anche le scuole. Ci vuole ancora un po’ di tempo evidentemente per comprendere che un po’ meno di accondiscendenza da parte dei docenti nelle scuole primarie gioverebbe ai nostri studenti per il raggiungimento delle competenze richieste dal percorso formativo».
Un messaggio ancora per i docenti e gli alunni delle scuole irpine: «Non perdete di vista la sfida culturale che ci viene fatta, mantenendo la nostra identità ma sempre nell’alterità, principio fondamentale di una scuola inclusiva» e in particolare agli alunni: « mantenete un atteggiamento di dubbio nel vostro apprendimento, ponetevi sempre delle domande, ragionate, perché questo è alla base di una vera ricerca della conoscenza!».
Nel frattempo noi formuliamo i migliori auguri alla dottoressa Grano per il traguardo raggiunto!
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