Criminologia. Come agisce la mafia borghese

La mafia borghese è una forma di criminalità organizzata che si manifesta nei modi più subdoli e meno visibili rispetto alla mafia tradizionale. Questo tipo di mafia coinvolge professionisti, imprenditori, politici e figure socialmente rispettabili, che sfruttano la loro posizione per favorire interessi criminali. Si caratterizza per un’infiltrazione sistematica nelle istituzioni, nell’economia e nella società civile,  utilizza imprese e società come copertura per attività illecite, per esempio riciclaggio di denaro sporco, monopolizza appalti pubblici e assegnazioni di lavori grazie a connivenze politiche, acquisisce aziende legali per controllare mercati strategici, spesso attraverso intimidazioni e/o offerte economiche irrinunciabili. La mafia borghese concretizza la compravendita di favori e influenze con la corruzione di funzionari pubblici e politici, manipola decisioni amministrative e giudiziarie per favorire i suoi interessi. Le relazioni con il potere politico servono per la creazione di una rete di rapporti con amministratori locali, funzionari e rappresentanti delle istituzioni, opera favori e scambi di sostegno elettorale in cambio di appalti o provvedimenti favorevoli. In particolare si registra l’uso della violenza intellettuale e della destabilizzazione se è costretta dalle circostanze a evitare la violenza fisica, tipica invece senza riserve della mafia tradizionale, e si affida alla pressione psicologica, alle minacce velate e alla manipolazione delle regole del gioco con l’obiettivo di mantenere un’immagine rispettabile per confondersi tra le élite. Cerca di suscitare consenso sociale mediante attività filantropiche o culturali, al fine di costruirsi una reputazione positiva, mascherando la sua vera natura. Influenza l’opinione pubblica con il controllo diretto o indiretto dei media per orientare il dibattito e distogliere l’attenzione dalle proprie attività, diffonde informazioni distorte oppure organizza campagne di discredito contro chi si oppone al sistema criminale. La mafia borghese è particolarmente pericolosa perché opera dietro una facciata di legalità, rendendo più difficile per le forze dell’ordine non corrotte individuarla e combatterla. Il contrasto a questa forma di criminalità richiede strumenti sofisticati e una profonda consapevolezza della sua pervasività nella società.

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About CHIARA VERGANI

Chiara Vergani è pedagogista, scrittrice e formatrice molto attiva nel panorama educativo e sociale italiano, riconosciuta per il suo impegno nel benessere delle nuove generazioni e nel contrasto ai fenomeni di disagio contemporaneo. ​La sua solida formazione in psicopedagogia, con specializzazioni in criminologia e tutela del minore, le permette di operare come consulente esperta. Il suo lavoro si focalizza sulla sensibilizzazione e sulla prevenzione di criticità quali il bullismo, il cyberbullismo e la violenza di genere, temi che approfondisce regolarmente attraverso conferenze e percorsi formativi rivolti a studenti, docenti e famiglie. ​L’attività editoriale è un pilastro centrale della sua carriera, con una produzione vasta che affronta le sfide sociali più urgenti. Tra le sue opere principali si annoverano: ​Lo scacco rosso. Storie di bullismo (2017) e Mai più paura. Il bullismo spiegato a tutti (2018), testi cardine sulla prevenzione dei comportamenti vessatori. ​Il mondo si è fermato. Non voglio scendere (2019), un’analisi dei cambiamenti sociali durante la pandemia. ​Libere dall’inferno (2020), dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne. ​Bipolari in bilico (2021) e Bipolare in diretta (2023), che esplorano con profondità tematiche legate alla salute mentale. ​Il sole nascosto (2022) e Resilienza compagna di vita (2023). ​Come sopravvivere alle truffe affettive (2025), un saggio volto a fornire strumenti di difesa contro gli inganni relazionali. ​Hikikomori d’Italia, la cui uscita è prevista per maggio 2026, focalizzato sul fenomeno del ritiro sociale volontario. ​Oltre alla scrittura, la sua presenza mediatica è consolidata dalla collaborazione con diverse testate giornalistiche e dalla conduzione di programmi televisivi, in particolare nell’area del Triveneto. In questi spazi, continua a promuovere il dibattito sull’evoluzione del sistema scolastico e sull’importanza delle competenze trasversali per la crescita individuale.