La mafia borghese: l’arte subdola di distruggere un testimone

Quando si pensa alla mafia, l’immagine più comune è dei padrini sanguinari, dei clan armati, delle esecuzioni efferate. Eppure, esiste una mafia meno appariscente, più raffinata e insidiosa: la mafia borghese. È quella che sa insinuarsi nei meccanismi della società, sfrutta le connivenze dei salotti del potere, entra nelle istituzioni e nel mondo dell’economia per rendere la vita impossibile a chi osa contrastarla. Chi decide di testimoniare contro il sistema mafioso raccontando verità scomode, non si trova solo davanti al rischio fisico dell’agguato, ma deve anche affrontare una realtà più sottile, che sta nell’ombra per isolarlo, delegittimarlo, per farlo sprofondare nell’incertezza e nella frustrazione. La prima strategia della mafia borghese è l’isolamento sociale. Il testimone si accorge che le porte che prima gli erano aperte, ora si chiudono una dopo l’altra. Alcuni amici scompaiono senza spiegazione, altri diventano tiepidi, evitano il confronto, si fanno sfuggenti. Non è un caso. Il sistema mafioso lavora sulle relazioni, fa capire a chi sta vicino al testimone che è meglio prendere le distanze da lui per non avere problemi. Se il testimone è un professionista, le difficoltà si moltiplicano. Se deve scrivere un libro, la mafia borghese manipola gli editori per far ritardare inspiegabilmente la pubblicazione, trasforma pezzi di testo inserendosi nel word, può far sparire il progetto o modificarlo in chiave negativa. Se il testimone tiene conferenze, può scoprire all’ultimo minuto che un evento è stato cancellato per “motivi organizzativi” o che gli è stato negato un permesso per lungaggini burocratiche. Il boicottaggio non è solo materiale, ma anche psicologico. La mafia prova a colpire pensando di non lasciare tracce evidenti: mette in giro voci, crea insulti anonimi sui social, inventa notizie false sul passato del testimone, sul suo equilibrio, sulla sua credibilità. Ci sono finti sostenitori che avvicinano il testimone con l’intenzione di screditarlo, persone che si fingono alleate, ma che poi usano la parola in privato per diffondere il sospetto. Un’altra strategia subdola è colpire economicamente. Se il testimone ha un’attività, ecco che si presentano problemi fiscali, ispezioni improvvisate, licenze ritardate, clienti che saltano. Se il testimone ha un lavoro pubblico, la mafia blocca le sue consulenze e collaborazioni. Tutto questo ha un obiettivo chiaro: spingerlo a mollare. Di fronte a questa strategia di annientamento silenzioso, l’unica via è la resistenza.

Un testimone che non si piega deve costruire una rete di sostegno solida, avere protezione non solo dalle istituzioni non colluse, ma anche dall’opinione pubblica sana e dal giornalismo indipendente. Perché la mafia borghese odia la luce, teme la visibilità. Più se ne parla, più diventa difficile per i mafiosi agire indisturbati. Raccontare, denunciare, fare rete: solo così si spezza l’assedio del silenzio imposto dalla mafia che anche se non spara, uccide.

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About CHIARA VERGANI

Chiara Vergani è pedagogista, scrittrice e formatrice molto attiva nel panorama educativo e sociale italiano, riconosciuta per il suo impegno nel benessere delle nuove generazioni e nel contrasto ai fenomeni di disagio contemporaneo. ​La sua solida formazione in psicopedagogia, con specializzazioni in criminologia e tutela del minore, le permette di operare come consulente esperta. Il suo lavoro si focalizza sulla sensibilizzazione e sulla prevenzione di criticità quali il bullismo, il cyberbullismo e la violenza di genere, temi che approfondisce regolarmente attraverso conferenze e percorsi formativi rivolti a studenti, docenti e famiglie. ​L’attività editoriale è un pilastro centrale della sua carriera, con una produzione vasta che affronta le sfide sociali più urgenti. Tra le sue opere principali si annoverano: ​Lo scacco rosso. Storie di bullismo (2017) e Mai più paura. Il bullismo spiegato a tutti (2018), testi cardine sulla prevenzione dei comportamenti vessatori. ​Il mondo si è fermato. Non voglio scendere (2019), un’analisi dei cambiamenti sociali durante la pandemia. ​Libere dall’inferno (2020), dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne. ​Bipolari in bilico (2021) e Bipolare in diretta (2023), che esplorano con profondità tematiche legate alla salute mentale. ​Il sole nascosto (2022) e Resilienza compagna di vita (2023). ​Come sopravvivere alle truffe affettive (2025), un saggio volto a fornire strumenti di difesa contro gli inganni relazionali. ​Hikikomori d’Italia, la cui uscita è prevista per maggio 2026, focalizzato sul fenomeno del ritiro sociale volontario. ​Oltre alla scrittura, la sua presenza mediatica è consolidata dalla collaborazione con diverse testate giornalistiche e dalla conduzione di programmi televisivi, in particolare nell’area del Triveneto. In questi spazi, continua a promuovere il dibattito sull’evoluzione del sistema scolastico e sull’importanza delle competenze trasversali per la crescita individuale.