Quanto guadagnano le forze dell’ordine corrotte dalla mafia borghese
La corruzione nelle forze dell’ordine è un argomento spinoso, ma necessario da affrontare. Quando si parla di poliziotti, carabinieri o altri funzionari dello Stato che si lasciano corrompere in particolare dalla cosiddetta “mafia borghese”, quella meno appariscente ma ben radicata nei circuiti del potere, sorge spontanea una domanda: quanto guadagnano davvero questi individui?
Il prezzo che un appartenente alle forze dell’ordine potrebbe ricevere per “voltarsi dall’altra parte” o per fornire informazioni riservate dipende da vari fattori: il grado e il ruolo, un semplice agente potrebbe ricevere cifre più basse rispetto a un ufficiale di alto rango, è da considerare anche l’importanza dell’informazione o del favore richiesto, chi chiude un occhio su un piccolo traffico di droga potrebbe prendere meno di chi garantisce protezione a interi clan. Altro elemento è la zona geografica, in alcune regioni più “calde”, dove la criminalità organizzata è più radicata, il giro di soldi potrebbe essere molto più consistente. La mafia borghese negli anni potrebbe avere sempre garantito una cifra fissa mensile corrispondente a uno stipendio medio italiano per gli agenti, 100.000 ogni sei mesi per gli ispettori di polizia e il doppio per i questori. In alcuni casi alcuni esponenti delle forze dell’ordine potrebbero avere intascato fino a 100.000 euro per una singola soffiata di valore strategico. Uno stipendio in più, ma a che prezzo? Cifre del genere possono sembrare allettanti per chi è tentato dalla corruzione, ma il rischio è enorme: chi viene scoperto non solo perde il lavoro, ma si potrebbe ritrovare a dover fare i conti con la giustizia e, talvolta, persino con la mafia stessa, che non perdona chi sbaglia o chi prova a tirarsi indietro. Il guadagno illecito potrebbe essere elevato, ma il prezzo da pagare, in termini di dignità, sicurezza personale e conseguenze legali, sarebbe altissimo. Tuttavia finché esisteranno forti legami tra mafia borghese e pezzi deviati dello Stato, il fenomeno della corruzione resterà un problema da gestire con attenzione. Inoltre alcuni funzionari deviati, oltre a ricevere la mazzetta mensile, si potrebbero introdurre direttamente in certi traffici mafiosi per guadagnare maggiormente, parliamo di traffico di armi, di organi, di droga. Nel caso in cui i vertici non corrotti venissero a conoscenza di determinate situazioni, potrebbero imporre figure non deviate con compiti di controllo e di blocco di atti illeciti, ciò potrebbe provocare una lotta interna molto forte ad esempio fra questore corrotto e vicequestore pulito, con conseguente disagio per i cittadini, spesso all’oscuro di tutto.
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